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Prima infanzia

Almeno una volta nella vita, ogni genitore desidera il “libretto di istruzioni” del suo bambino. Gestire un neonato di pochi giorni o di qualche mese non sempre è un’impresa facile. Con la pratica di tutti i giorni molto presto le cose migliorano, trasformando i genitori alle prime armi in coppie provette e sicure di sé.

Crescere un figlio è una delle sfide più entusiasmanti e al contempo difficili che esistono. Le incognite sono tante e anche le paure. Il tempo però trascorre veloce e, in men che non si dica, quelli che erano cuccioli indifesi che avevano bisogno di noi per tutto cominciano a parlare, camminare, correre, imparare, fino a quando spiccano il volo da soli, seppur restando sempre legati a noi a filo doppio. Ma fino a quando questo non avviene, c’è un’infinità di cose da sapere per vivere una genitorialità consapevole, ma serena.

Ecco quindi che avere suggerimenti concreti e semplici diventa importante per acquisire non solo abilità, ma anche fiducia in se stessi. In questa sezione del blog ne trovate molti che spaziano tra gli argomenti più diversi. Perché non sono soltanto i bimbi a dover essere presi per mano: anche i genitori ne hanno bisogno per crescere insieme e diventare ogni giorno adulti responsabili e migliori.

Allattamento al seno e artificiale

L’allattamento al seno è perfetto per ogni neonato. I benefici del latte materno sono ormai noti e i vantaggi sono indiscutibili sia per il bambino che per la mamma, che viene protetta da molte patologie (compresi alcuni tipi di tumori). Il latte materno ha una capacità straordinaria: è in grado di cambiare (anche nel corso della singola poppata) per adeguarsi alle esigenze del lattante. Inoltre, è fondamentale in caso di prematuri che così possono rinforzare presto il loro sistema immunitario. E anche allattare i gemelli non è un’idea così folle come si potrebbe pensare!

Non sempre l’allattamento è semplice, soprattutto quando è a richiesta. Significa attaccare il neonato ogni volta che lo chiede, una cosa che può accadere parecchie volte, sia di giorno che di notte. Inoltre, possono subentrare piccoli inconvenienti, ad esempio le ragadi. Il supporto di un esperto (ostetriche, “mamme alla pari” o consulenti) è utilissimo per superare qualche intoppo. L’allattamento al seno è raccomandato almeno per i primi 6 mesi, ma nulla vieta di continuare fin quando si vuole (allattamento a termine). E se si deve tornare al lavoro c’è sempre la possibilità di raccogliere il latte materno e di conservare il latte materno.

Non sempre però l’allattamento al seno ha successo, ma questo non deve essere motivo di sconforto: le mamme che non riescono ad allattare non devono sentirsi “di serie B”. L’alternativa è il latte artificiale, studiato appositamente per garantire una crescita ottimale dei bambini. Per preparare il biberon ci sono alcune semplici regole da seguire: basterà farlo poche volte per imparare.

Salute del bambino

Qualsiasi mamma, anche la meno ansiosa, tiene moltissimo alla salute del proprio figlio. Sapere che il bambino mangia abbastanza e vederlo sano sono due elementi fondamentali per la tranquillità di una famiglia. Il pediatra è la figura cui far riferimento in caso di dubbi o perplessità: non fidatevi di nessun altro perché lui vede il piccolo praticamente dalla nascita e conosce bene la sua e la vostra storia clinica. È inoltre importante ricordare che tutti i bambini sono diversi tra loro e che raggiungono i vari traguardi di sviluppo in modo molto soggettivo. Ergo: non fate mai paragoni con i vostri nipotini o con i vicini di casa. A proposito: sapete come scegliere il pediatra? È davvero facile.

Appuntamenti importanti con il “dottore dei bimbi” sono i bilanci di salute, incontri periodici (in genere sono 5) in cui viene analizzata con precisione la crescita sotto tutti i punti di vista. Di solito è anche l’occasione per affrontare vari argomenti, come le vaccinazioni. In Italia, l’offerta dei vaccini è piuttosto ricca, il vaccino contro il rotavirus ad esempio è uno di quelli facoltativi ma comunque molto importante per proteggere dalla gastroenterite che, nei piccolini, può essere pericolosa.

Un problema piuttosto comune è la febbre nei bambini. Vero che la prima non si scorda mai? Che ansia quella temperatura che sale! Eppure la febbre è nostra amica perché è la risposta (corretta) dell’organismo all’attacco di un agente esterno, virus o batterio. Quindi, non si dovrebbe mai avere fretta di farla scendere con gli antipiretici, ma dipende sempre dallo stato generale del piccolo paziente e dalle indicazioni del pediatra. In ogni caso, la scelta del termometro è importante: tenetene sempre uno in casa. Non si sa mai.

Altri disturbi frequenti sono la crosta lattea, la dermatite da pannolino, la quinta e sesta malattia, il mughetto, il reflusso gastroesofageo del neonato, le coliche. Nientepaura: per tutti c’è un rimedio.

Igiene e abbigliamento del bimbo

Il primo bagnetto del neonato è senza ombra di dubbio uno dei momenti che rimangono indelebili nella memoria di due genitori. Sicuramente anche voi lo avrete immortalato con la fotocamera dello smartphone o lo farete presto! Chissà qual è stata la reazione del vostro piccolo: non tutti amano l’acqua. Il bagnetto è un vero e proprio rito. Dopo la caduta del moncone ombelicale via libera a vaschette e paperelle. Preparate per bene l’ambiente dove farete il bagno e tutto l’occorrente, dai vestiti alla crema per la zona del pannolino: fate in modo di non lasciare mai vostro figlio da solo sul fasciatoio. A proposito, vi regaliamo qualche consiglio per vestire i neonati velocemente e senza che “sguscino” a destra e sinistra.

Alcuni articoli prima infanzia sono più utili di altri, come i prodotti per l’igiene del neonato, davvero indispensabili, ad esempio il bagnoschiuma e lo shampoo che devono essere estremamente delicati per non irritare la pelle e renderla morbida.

Oltre al bagnetto, ci sono altre mosse importanti per avere un bimbo sempre pulito e profumato e riguardano unghie, orecchie, bocca, occhi. Siete terrorizzati all’idea di tagliare le unghie? Ecco una dritta: fatelo mentre il piccolo dorme. Non se ne accorgerà neppure.

E poi c’è l’igiene orale nei bambini. Non è mai troppo presto per cominciare. Anche se i dentini non sono ancora spuntati, si può passare sulle gengive una garza imbevuta di acqua. Con la dentizione si utilizzano i primi spazzolini, ma senza dentifricio. Prendersi cura dei denti da latte è un lasciapassare per la salute di quelli permanenti.

Già durante la gravidanza le future mamme cominciano a sbizzarrirsi con gli acquisti per il bebè in arrivo, dall’arredo prima infanzia all’abbigliamento, ad esempio le tutine per neonati. Quante ce ne sono! Di cotone, ciniglia, pile, bianche, di un solo colore o arcobaleno, intere o spezzate, c’è quasi da confondersi (anche se, a ora di acquisti, difficilmente una mamma “fashion victim” si fa prendere dal panico). Ovviamente lo shopping per i bambini non ha confini, dalle culle ai fiocchi nascita. Una lista nascita è la soluzione per evitare di ricevere regali doppi o che proprio non piacciono. Fatela secondo la stagione in cui nascerà il vostro bambino: lista nascita primaverile, estiva, autunnale e invernale.

Alimentazione dei bambini

Fino ai 6 mesi di vita, l’unico alimento di un bimbo dovrebbe essere il latte, materno o in formula. Entrambi contengono tutto ciò che serve alla sua crescita. Non c’è neppure bisogno di somministrare acqua ai neonati perché il quantitativo necessario è già contenuto nel latte. Ed è chiaro che la stessa cosa vale anche per altri tipi di liquidi, ad esempio le tisane.

Ci sono alcuni segnali per capire se un bambino è pronto per lo svezzamento, cioè per cominciare ad assumere alimenti diversi dal latte. Per esempio, se sta seduto, ha perso il riflesso di estrusione e si dimostra interessato a quello che il resto della famiglia mangia durante i pasti, potrebbe essere arrivato il momento di “gustare il mondo”. In genere si comincia intorno ai 6 mesi, ma ci sono circostanze (ad esempio, una crescita scarsa o un problema importante di reflusso) per cui il pediatra può suggerire uno svezzamento precoce, intorno ai 4-5 mesi d’età.

Oltre allo svezzamento classico, con l’inserimento graduale degli alimenti per la prima infanzia (anche se non è più molto rigido come qualche tempo fa), una tendenza più recente e amata anche da molti medici è quella dell’autosvezzamento, una modalità più elastica rispetto all’altra. In parole semplice, il bambino si gestisce da solo, scegliendo cosa mangiare tra ciò che per esempio vede nei piatti dei genitori. In questo modo, non ci sono più inserimenti di cibi a tappe (prima la frutta, poi le farine con verdure, omogeneizzati e liofilizzati, legumi, uova, biscotti prima infanzia etc.), ma si seguono le preferenze del piccolo. Altra alternativa è lo svezzamento vegetariano.

Alcuni alimenti andrebbero evitati almeno fino al compimento di un anno d’età. Tra questi ci sono il miele e il latte vaccino. Il primo potrebbe contenere la tossina botulinica, pericolosa sia per gli adulti che chiaramente per i bambini. Il latte di mucca invece risulta più pesante rispetto a quello materno e a quello artificiale, quindi prima di proporlo si deve attendere. Non abbiate fretta di introdurre anche zucchero e sale: i nostri figli avranno tutto il tempo per assumerli quando saranno più grandi. Restando in tema, fate attenzione alle bevande ai bambini: quali scegliere e quali evitare.

Tempo libero e bambini

Nella giornata ideale di un bambino, oltre ad attività imprescindibili come il sonno e l’alimentazione, ci sono due cose che non possono assolutamente mancare: le passeggiate e il gioco. Non sono soltanto momenti di svago, ma vere e proprie occasioni di crescita 365 giorni all’anno. E voi già vi starete chiedendo: uscire con i neonati in inverno non sarà pericoloso? Assolutamente no! Tutte le stagioni vanno bene per stare fuori, anche se il bambino è molto piccolo. È chiaro che ci vuole qualche precauzione, ma nessuna mamma è così imprudente da andare fuori se c’è un temporale o vento molto forte. Per le passeggiate con i neonati basta solo qualche piccola accortezza, anche in estate, quando fa molto caldo e i bimbi al sole non vanno esposti.

Per una passeggiata perfetta occorre un perfetto… mezzo di trasporto. Per portare in giro i più piccini la fascia portabebè è molto funzionale, comoda e pratica, soprattutto perché non affatica il genitore che la indossa. Man mano che il bambino cresce si dovrà scegliere il passeggino migliore secondo le proprie necessità (vivete in città o in campagna? Volete un passeggino ultraleggero o preferite un trio? In caso di fratellini, serve un prodotto gemellare o basta una pedana?). Ricordate sempre che la sicurezza deve venire prima di qualsiasi altra cosa, ad esempio con il seggiolino per l’auto che adesso deve obbligatoriamente essere dotato di dispositivo antiabbandono.

Viaggiare con un neonato è bellissimo e, a dispetto di quello che si potrebbe pensare, è anche facile: occorre solo organizzarsi bene, evitando di sovraccaricarsi di bagagli e portando con sé solo quello che è davvero necessario. Si può partire con qualsiasi mezzo, che sia la macchina, l’aereo o il treno. E anche la meta per viaggiare con un neonato non è difficile da trovare.

Per quanto riguarda il gioco, le sue modalità cambiano nel corso del primo anno di vita. L’intrattenimento di un cucciolo di un mese è molto diverso da quello di uno di 8-9. Cosa far fare ad un bimbo da 0 a 12 mesi è quindi una faccenda da prendere in serissima considerazione. E anche in questo caso attenzione ai giocattoli sicuri: le regole per sceglierli. Il mondo dei giocattoli prima infanzia è vastissimo, sia per i maschietti che per le femminucce, ad esempio con meravigliose bambole prima infanzia, senza dimenticare mai i libri prima infanzia, veri e propri tesori per tutta la famiglia.

Bonus per la famiglia

Purtroppo il trend degli ultimi anni è piuttosto chiaro e non accenna a cambiare direzione: in Italia le culle sono sempre più vuote. Le motivazioni per cui nel nostro Paese si fanno sempre meno figli sono spesso di natura economica: molte coppie hanno lavori precari per anni e anni, cosa che costringe a posticipare (se non accantonare) il progetto di allargare la famiglia.

Anche sulla base di questa situazione generale, ogni anno il governo nazionale e le amministrazioni locali stanziano dei fondi a supporto dei nuclei familiari. A volte i sostegni dipendono dal reddito complessivo di chi ne fa richiesta, mentre altri vengono distribuiti “a pioggia”, cioè a tutti indipendentemente da quanto si guadagna. È il caso ad esempio del Bonus Mamme domani, un contributo di 800 euro che lo Stato eroga a chiunque metta al mondo un bambino.

La novità più recente è l’Assegno unico per i figli, una misura che dovrebbe raggruppare in uno soltanto tutti i Bonus attualmente attivi (Bonus bebè, Bonus asilo nido, Bonus baby sitter etc.). La misura dovrebbe entrare a regime nel 2022, mentre nel 2021 è stato varato un “provvedimento ponte” per far fronte alle prime necessità.

Tutto quello che c’è da sapere sul bambino

In realtà per raggruppare tutte le conoscenze, le curiosità, le informazioni che riguardano il mondo del bambino non basterebbe un’enciclopedia. Gli aspetti da considerare sono moltissimi, uno più interessante dell’altro. Facciamo un esempio. Sul sonno dei neonati si potrebbero scrivere trattati su trattati (i libri su questo tema infatti non mancano), anche perché è una delle cose che più stanno a cuore ai genitori. E non solo per una questione di sicurezza per la prevenzione della morte in culla, ma molto più semplicemente perché anche loro vogliono dormire! Quanto dormono i neonati è infatti un argomento che, nell’ambito della vita familiare, riveste un’importanza fondamentale (anche per la salute mentale degli adulti di casa!), così come favorire il sonno dei neonati. Ripetere ogni sera le stesse attività (pappa, bagnetto, libro, coccole) è una di quelle piccole strategie da attuare per garantirsi sogni d’oro. Un altro aiuto provvidenziale potrebbe arrivare dai cosiddetti rumori bianchi. Sapete che phon e aspirapolvere potrebbero funzionare meglio di una ninna nanna? Provare per credere.

Un’altra questione molto seria è il pianto del neonato. Quante cose possono comunicare le lacrime dei nostri bimbi! È l’unico modo che conoscono per dire che provano dolore, che il pannolino è sporco, che hanno una fame da lupi o un sonno terrificante. Quando cresceranno lo diranno a parole, ma al momento possono farlo solamente così. E tocca ai genitori trovare il modo di consolare il pianto del neonato, con una grande dose di coccole e contatto fisico (mai sentito parlare di bonding?) e un pizzico di pazienza. E poi diciamolo pure: non tutti i bimbi sono piagnucoloni, così come non tutti fanno fare le ore piccole la notte. Ci sono un sacco di falsi miti sui neonati che servono solo ad agitare le mamme.

La crescita dei figli è velocissima, in particolare lo sviluppo da 0 a 6 mesi e quello da 6 mesi a un anno. Il tempo passerà così in fretta che ci si ritrova in un battibaleno dal rientro a casa con il neonato alla festa per il primo compleanno, dal co-sleeping all’inserimento alla scuola materna, dai primi passi alla scelta dello sport migliore per bambini, dalla crisi dell’ottavo mese a quella dei terribili 2, fino al momento fatidico di togliere il pannolino. Il consiglio è di cercare sempre di vivere intensamente ogni istante, di cercare di non perdersi nulla di questo percorso così intenso. Perché in un attimo diventeranno grandi e indipendenti. Anche se per noi saranno sempre i nostri scriccioli.

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