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neonato sulla bilancia

Fin dai primi giorni di vita, le questioni relative all’aumento di peso e altezza dei piccoli rivestono una grande importanza per ogni genitore. Il problema però può essere che la bilancia può diventare uno stress non indifferente e a volte, se il bambino non mette neanche un grammo, già si pensa al peggio. Ma se per un periodo il neonato non cresce o se la crescita rallenta non sempre c’è da preoccuparsi.

Subito dopo la nascita, inizia l’avventura con la bilancia e la pesata, che prima è settimanale, poi diventa mensile. E che mette un po’ di ansia (come, del resto, tante cose che riguardano i nostri cuccioli). Salute e benessere però non sono dimostrati soltanto dal peso, ma anche da tutta una serie di altri fattori: i pannolini sporchi, il buon appetito, il sonno sereno…

Nonostante esistano tabelle precise, statistiche e percentili, la crescita di un bambino non sempre è costante e non occorre andare in paranoia se la bilancia dice che il neonato non cresce: talvolta, i motivi sono banali. Ad esempio, in alcune settimane potrebbe crescere meno in peso e più in lunghezza o compiere progressi importanti (come imparare a gattonare).

Altre volte il neonato non cresce perché un semplicissimo malanno di stagione gli ha fatto perdere un po’ di appetito. Voi avete molta fame quando siete preda di un potente raffreddore che vi tappa terribilmente il naso? Pensate allo sforzo del piccolo che deve succhiare

L’ansia dei genitori sulla crescita del proprio bambino può poi scaturire anche da antichi retaggi o consuetudini popolari, secondo le quali un bimbo, per essere sano, deve essere prima di tutto tondo e paffutello. Invece non sempre è così. Gli esperti non sanno più come dirlo: ogni bambino è a , con i suoi particolari ritmi di crescita, e si sviluppa secondo le proprie caratteristiche costituzionali che, in buona parte, dipendono dal patrimonio genetico ereditato dai genitori. Se voi e il vostro partner siete bassi e minuti, non aspettatevi che vostro figlio diventi un “gigante”.

Insomma, tutto questo serve a dire che, se per un periodo un neonato non cresce oppure se la crescita non è eclatante o se ci sono pause temporanee, non serve allarmarsi subito. Esistono però alcune situazioni in cui una riduzione o uno stop di peso e altezza possono essere la spia di qualcosa che non va.

In questi casi, il pediatra può fissare delle visite più ravvicinate per un po’ di tempo o, se necessario, prescrivere alcuni semplici controlli – un esame delle urine o un prelievo di sangue – per escludere eventuali patologie. Il medico valuterà con attenzione la situazione quando peso e altezza si discostano da un andamento regolare bruscamente oppure in modo graduale, ma progressivo, o se la crescita si mantiene al di sotto del 3° percentile.

Se il neonato non cresce e, fatta l’anamnesi, si sospetta l’esistenza di un problema, si procede con altri esami per essere certi che il bambino non soffra di allergie o intolleranze alimentari (ad esempio, quella alle proteine del latte vaccino), di patologie gastrointestinali (come la celiachia e il reflusso gastroesofageo che, se non trattato, può incidere sulla crescita).

I test serviranno anche ad accertare che non vi siano malattie genetiche, cromosomiche, renali o ematiche che possono interferire con lo sviluppo del bimbo. In ambito endocrinologico vengono valutate eventuali disfunzioni della tiroide, deficit dell’ormone della crescita o patologie delle ghiandole surrenali.

La percentuale di piccoli che effettivamente hanno un problema di salute collegato alla crescita è davvero bassa. Per tutti gli altri si parla di “cronopatia” o “malattia dell’orologio”: si tratta soltanto di bambini che hanno ritmi di crescita più lenti dei loro coetanei.

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