Latte artificiale: tutti i passi per la poppata perfetta

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Lo sappiamo tutte: allattare al seno è facile perché la poppata è sempre “pronta all’uso”, non c’è bisogno di scaldare, misurare, assaggiare. Il neonato butta giù la casa piangendo disperatamente per la fame? E che ci vuole… fuori il seno e si mangia! Il latte artificiale è cosa ben più seria e, se una mamma non si trasforma in “Flash” e perde tempo a preparare il biberon, rischia di svegliare nel cuore della notte tutto il vicinato per un pianto che somiglia ad un allarme antiaereo. Insomma, meglio sapere in anticipo cosa fare. 

Prima però una doverosa premessa. Qui non si vuol prendere posizione su un tipo di allattamento o l’altro. In molti casi, la neo mamma non riesce ad allattare al seno. Talvolta è colpa della mancanza di un supporto giusto, altre volte la donna assume farmaci che glielo impediscono. Oppure semplicemente sceglie di non farlo. Il latte artificiale spesso viene inserito quando la mamma torna al lavoro e ha l’esigenza che qualcuno nutra suo figlio quando non è a casa. Qualunque sia la ragione, non va mai considerata una cattiva madre solo perché non allatta. Di questo siamo molto sicuri.

Latte artificiale: prima della poppata

In caso di allattamento artificiale l’igiene gioca un ruolo importantissimo. Biberon e tettarelle devono sempre essere ben sterilizzati per evitare contaminazioni con germi. Conviene sempre tenerne un paio pronti in modo da preparare il latte nel più breve tempo possibile. Questo per evitare le urla “disumane” del piccolo affamato.

Esistono vari sistemi di sterilizzazione degli oggetti usati dai neonati. Il classico è la bollitura, il tipico modo delle nostre nonne: pentolone di acqua bollente e via. Le metodiche più moderne prevedono invece l’uso di sterilizzatori elettrici che usano il vapore o di altri che si mettono nel forno a microonde. Esistono poi particolari prodotti che si sciolgono nell’acqua dove poi si immergono i biberon. Le lavastoviglie di nuova generazione hanno programmi speciali dedicati proprio alla sterilizzazione. 

Prima della poppata, ricordate inoltre di lavare sempre bene le mani. Solo dopo averlo fatto prendete il biberon oppure usate le apposite pinze. Non sciacquatelo prima dell’uso: deve solo essere scolato.

Quale biberon scegliere

Esistono due tipologie principali di biberon: in vetro o in plastica. Il primo è più igienico e più facile da pulire, ma ha l’inconveniente che può rompersi. Il secondo è molto pratico e va bene quando il bimbo cresce e vuole tenerlo da solo. Qualunque sia il tipo scelto, tenete sempre un paio di biberon di scorta in casa: possono essere utili.

La tettarella è forse l’aspetto più importante. Oggi molte sono realizzate in modo tale da essere quanto più simili al seno della mamma. Esistono tettarelle diverse a seconda dell’età dei bimbi. Quando sono molto piccoli, avranno un buco stretto per evitare che il flusso del latte sia troppo forte, col rischio di andare di traverso. Man mano che il bambino cresce, la tettarella si adatterà alle sue nuove esigenze.

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Latte artificiale: preparare il biberon

Vediamo i passaggi fondamentali per preparare il latte ai nostri piccini:

  • lavare accuratamente le mani.
  • Usare biberon e tettarelle sterili.
  • Usare acqua oligominerale a basso contenuto di sali minerali: l’etichetta deve riportare un residuo fisso non superiore a 150 mg/litro e preferibilmente inferiore a 50 mg/litro. Se usate quella del rubinetto, deve bollire per almeno 5 minuti e poi va lasciata raffreddare. 
  • Versare nel biberon la giusta quantità di acqua dopo averla portata ad una temperatura superiore a 70°C.
  • Riempire il misurino di polvere. Va scosso delicatamente in orizzontale per eliminare eventuali sacche d’aria. Livellate il latte con un coltello per togliere la polvere in eccesso. Non pressare la polvere. 
  • Seguire attentamente le dosi consigliate dal pediatra. 
  • Chiudere il biberon senza stringere troppo la ghiera che fissa la tettarella alla bottiglia. Si rischia di “strozzare” i meccanismi di valvole presenti che permettono il corretto ingresso dell’aria nel biberon. Se questo non accade, la poppata diventa difficoltosa e il neonato ingurgita aria.
  • Agitare il biberon perché la polvere si sciolga senza grumi.
  • Raffreddare la bottiglia fino a 37°C e somministrare il latte subito. 

Latte artificiale: la poppata

Finalmente il biberon è pronto. Un bel bavaglino intorno al collo e la poppata può cominciare!

  • Prima di prendere in braccio il bimbo, controllate la temperatura del latte versandone alcune gocce sul dorso della mano.
  • Verificate il flusso del latte: deve uscire a gocce ravvicinate. Se è a “filo”, il foro è troppo grosso. Se scende lentamente il buco è ostruito o troppo piccolo. In entrambi i casi il bambino potrebbe non succhiare bene, innervosirsi e piangere. 
  • “Avvisate” il piccolo che il biberon è in arrivo accarezzandogli una guancia con un dito o con la tettarella: si girerà immediatamente per iniziare a ciucciare.
  • Il biberon deve essere inclinato in modo che tettarella e collo della bottiglia siano pieni di latte. In questo modo, il bimbo non ingurgita aria, che potrebbe causare mal di pancia. 
  • Controllate che l’aria entri nel biberon formando bollicine che risalgono lungo il latte nella bottiglia. Se sono troppo piccole, la ghiera è troppo stretta. Quando il bimbo prende fiato, togliete il biberon dalla bocca e raddrizzatelo, in modo che l’aria possa entrare all’interno. Poi rimettetelo subito in bocca. Non se ne accorgerà neppure.

Latte artificiale: cosa fare dopo la poppata

Quando il bimbo finisce di succhiare, togliete il biberon dalla bocca. Tenete il piccolo in posizione verticale: è il momento del famigerato ruttino. La sua funzione è quella di espellere l’eventuale aria ingurgitata durante la poppata. Poggiatelo alla vostra spalla, sulla quale avrete preventivamente messo un fazzoletto o un telo. Il rigurgito potrebbe essere in agguato.

Massaggiate la sua schiena o date colpetti per favorire il ruttino. Badate bene che non tutti i bambini lo fanno. Se non dovesse arrivare, non preoccupatevi e non state lì troppo tempo cercando di farglielo fare. 

Dopo la poppata, lavate e sterilizzate biberon e tettarelle. 

Conservare il latte artificiale 

Una volta aperta, la confezione di latte adattato liquido va tenuta in frigo e usata entro 48 ore. Quella di latte in polvere deve essere consumata entro 10-15 giorni. Non occorre tenerla in frigo.

Latte artificiale: ogni quanto si dà

Qui sta la differenza sostanziale con l’allattamento al seno. Questo è “a richiesta”. Significa cioè che il bambino viene attaccato ogni volta che lo desidera e, appunto, lo richiede. Nella maggior parte dei casi è per fame, ma il seno può anche servire per dissetarsi (soprattutto quando fa caldo) o anche come coccola (in particolare nei bimbi che non usano ciuccio). 

La composizione del latte materno fa sì che non sia mai “troppo” ed è facilmente digeribile. Quindi non esiste un tempo minimo che deve passare tra una poppata e l’altra. Diverso il caso del latte artificiale. Per digerirlo è necessario più tempo. È opportuno che, tra le poppate, trascorrano almeno 3 ore. È chiaro che un minimo di flessibilità deve essere considerata: se vostro figlio strilla per la fame potrete anticipare di mezzora, mentre se dorme si potrà posticipare un po’. I bambini sono bravissimi ad autoregolarsi, anche se piccoli piccoli. 

Per sapere come scegliere il latte artificiale, potete approfondire QUI.

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