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donna incinta al computer fa calcolo settimane gravidanza

Calcolare le settimane di gravidanza è la prima cosa che ogni futura mamma cerca di imparare, quasi quasi mentre ha ancora il test di gravidanza in mano! Perché, a differenza di quello che si può pensare, i calcoli vanno fatti con le settimane e non con i mesi. Ciononostante, in genere, tutti chiedono, accarezzandovi il pancione: “A che mese sei?”. La domanda corretta in realtà sarebbe: “A quante settimane sei?”. Manca proprio l’abitudine a farlo. 

Ecco perché quindi è importante imparare a calcolare le settimane di gravidanza e anche la corrispondenza con i mesi. Quest’ultimo aspetto crea molto spesso grande confusione. Noi vi spieghiamo come fare per risolvere al meglio la questione e farvi trovare pronte quando qualcuno vi fa la fatidica domanda. E a questo proposito il nostro calcolatore delle settimane di gravidanza vi sarà molto utile. Provatelo subito!

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Conosci la corrispondenza mesi/settimane?
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Conosci la corrispondenza mesi/settimane?

Tieni sempre sotto controllo a che punto della gravidanza sei arrivata e impara la corrispondenza tra mesi e settimane.

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Quante settimane dura una gravidanza

Partiamo da questo dato essenziale. Una gravidanza dura circa 280 giorni, che corrispondono a 40 settimane e ai “famigerati” 9 mesi. Ovviamente si tratta di una media perché i bimbi vengono al mondo anche prima o dopo. Non sono quasi mai puntuali.

Perché è importante il calcolo della gravidanza

Contare le settimane di gravidanza ha essenzialmente due obiettivi, entrambi molto importanti. Prima di tutto serve a calcolare la data presunta del parto che indica il giorno in cui dovreste partorire. In secondo luogo, questo calcolo è indispensabile per monitorare lo sviluppo del feto e, di conseguenza, l’andamento della gravidanza stessa. Vediamo un po’ più in dettaglio.

Calcolare la data presunta del parto

Il vostro ginecologo, utilizzando il regolo ostetrico, stabilisce epoca gestazionale e data presunta del parto basandosi sulle 40 settimane, anche se è un numero indicativo. Perché vengono usate come “metro” le settimane? Perché i mesi hanno una durata variabile (30, 31, 28 o 29 giorni), mentre le settimane sono sempre composte da 7 giorni. Facile, no?

La data presunta del parto si dice presunta perché, in base al calcolo delle settimane, è quella in cui dovrebbe nascere il vostro bambino. Ma il condizionale è d’obbligo. In realtà, sono veramente pochi i casi in cui questa data viene rispettata e questo dipende da diversi fattori, ad esempio i cicli mestruali non sempre regolari.

In linea di massima possiamo dire che se il ciclo è regolare di 28-30 giorni e la gravidanza procede in modo sereno e normale, è probabile che il parto avvenga nel periodo compreso tra 15 giorni prima e 15 giorni dopo la data presunta. Se questa, ad esempio, è il 10 giugno, vostro figlio potrebbe nascere tra il 26 maggio e il 25 giugno.

In base alla settimana in cui si partorisce, la gravidanza si distingue in:

  • A termine: tra le settimane 37 e 41+6.
  • Pretermine: prima della 37esima settimana.
  • Protratta (o post termine): oltre la 42esima settimana. 

Monitorare lo sviluppo del feto

Il calcolo delle settimane serve anche a verificare che la gravidanza proceda in modo corretto e soprattutto che lo sviluppo del feto sia regolare. Ci sono dei parametri standard che vengono considerati e che variano a seconda dell’epoca gestazionale (ad esempio, la lunghezza del femore). Il ginecologo dunque dovrà controllare che vengano rispettati. Se ciò non accade potrebbe ridatare la gravidanza, cambiando di conseguenza anche la data presunta del parto. Se si accorge, ad esempio, che il bimbo è più piccino, il parto potrebbe avvenire dopo rispetto a quello che si pensava.

Il semplice calcolo delle settimane di gravidanza però non è sufficiente per dare la sicurezza al medico che tutto stia procedendo alla grande. L’ecografia diventa imprescindibile per monitorare dunque la crescita del feto e valutare la corrispondenza del suo sviluppo con l’epoca gestazionale. Il bambino cresce in base a quando è stato concepito, non in base al parametro standard del primo giorno dell’ultima mestruazione. 

È molto importante che la prima ecografia non venga fatta troppo in anticipo. In una fase molto precoce si rischia che l’embrione non si sia ancora formato. La sola sacca gestazionale o il sacco vitellino non danno grandi informazioni. Posticipare quindi l’ecografia intorno alla nona o decima settimana significa avere le idee decisamente più chiare, oltre che riuscire a sentire il battito cardiaco del bimbo, un’emozione veramente indescrivibile. 

Come si calcolano le settimane di gravidanza

Per calcolare le settimane di gravidanza si comincia dal primo giorno dell’ultima mestruazione. È da quel momento che l’avventura è al nastro di partenza, benché l’effettivo concepimento avvenga circa 15 giorni dopo. Perché si prende in considerazione il primo giorno dell’ultimo ciclo? Per avere maggiore accuratezza. Di solito, non si sa con precisione quando lo spermatozoo incontra l’ovulo (anche perché l’ovulazione è molto soggettiva e varia da donna a donna), mentre sappiamo tutte bene quando abbiamo avuto l’ultimo ciclo, soprattutto se siamo alla ricerca di una gravidanza.

La maggior parte delle donne scopre di essere incinta all’incirca alla quarta o quinta settimana, quindi dopo circa 15 giorni dal rapporto “vincente”. In generale, si può dire che se si fa il conto in base al proprio ciclo, più questo è regolare, più il calcolo sarà preciso.

Settimane e giorni

Per fare un corretto calcolo delle settimane di gravidanza, si considerano anche i giorni. Quindi vi capiterà di dire “sono alla 14+3”, dove 14 indica le settimane e 3 sta per i giorni. E ora fate molta attenzione. Nel calcolo delle settimane di gestazione, essere alla 14+3 significa che la 14esima è terminata e siete da 3 giorni nella settimana successiva, ovvero nella 15esima. La 14esima settimana va da 13+0 a 13+6.

Facciamo un altro esempio per chiarire meglio il concetto. Se siete alla 24+5, state per concludere la 25esima settimana perché la 24esima va da 23+0 alla 23+6. Questo è un passaggio fondamentale per sapere con certezza a quale settimana si è. E, per capire fino in fondo il meccanismo, forse servirà un pochino di tempo. È un po’ come il compleanno. Avete 35 anni, ma state vivendo il vostro 36esimo. 

Anche sulla nostra app iMamma (per iOS e Android), vi aiutiamo a calcolare le settimane di gravidanza: basta inserire la data dell’ultima mestruazione e il gioco è fatto. Spunterà la settimana cui siete arrivate e la corrispondenza col mese.

Corrispondenza fra settimane e mesi di gravidanza

Ed eccoci al punto che spesso causa confusione: la corrispondenza tra le settimane e i mesi. Sì perché tendenzialmente siamo abituate a pensare alla gravidanza in mesi. Come dicevamo all’inizio, è più facile che ci venga chiesto a quale mese siamo più che a quale settimana, anche se piano piano questa cosa sta cambiando.

Ecco quindi come funziona la corrispondenza fra settimane e mesi di gravidanza:

  • Primo mese: dal primo giorno dell’ultima mestruazione a 4 settimane + 3 giorni.
  • Secondo mese: da 4 settimane + 4 giorni a 8 settimane + 5 giorni.
  • Terzo mese: da 8 settimane + 6 giorni a 13 settimane + 1 giorni.
  • Quarto mese: da 13 settimane + 2 giorni a 17 settimane + 4 giorni.
  • Quinto mese: da 17 settimane + 5 giorni a 21 settimane + 6 giorni.
  • Sesto mese: da 22 settimane + 0 giorni a 26 settimane + 2 giorni.
  • Settimo mese: da 26 settimane + 3 giorni a 30 settimane + 4 giorni.
  • Ottavo mese: da 30 settimane + 5 giorni a 35 settimane + 0 giorni.
  • Nono mese: da 35 settimane + 1 giorni a 40 settimane + 0 giorni.

Alla fine non è una cosa molto complicata, ma per facilitarvi la vita abbiamo creato una tabella riassuntiva che vi sarà di grandissimo aiuto.

Cosa sono i trimestri di gravidanza?

Sicuramente non è una novità per voi sapere che la gravidanza si suddivide – per comodità e un po’ per una tradizione consolidata – in trimestri. Sono periodi di tre mesi così suddivisi:

  • primo trimestre: fino alla settimana 13+1.
  • secondo trimestre: da 13+2 a 26+2.
  • terzo trimestre: da 26+3 a 40+0.

Primo trimestre

Il primo trimestre di gravidanza è forse il più complesso dei tre per una serie di ragioni. È quello in cui avviene il concepimento e inizia il meraviglioso viaggio verso la maternità. Quanto sono emozionanti il test di gravidanza positivo, la prima ecografia, il suono incredibile del battito cardiaco del bambino! Sono tutti attimi che una mamma porta per sempre dentro di sé.

Dal punto di vista fisico, questo trimestre è quello in cui si fanno sentire i primi sintomi della gravidanza: nausea, stanchezza, seno gonfio e dolente, sensibilità agli odori, sbalzi d’umore, irregolarità intestinali, perdite bianche. Alcune donne li sperimentano tutti, altre neppure uno.

Il primo trimestre è quello anche un po’ più delicato perché maggiore è il rischio di un aborto spontaneo. Già in questa fase è molto importante attuare tutta una serie di comportamenti virtuosi, ad esempio assumere l’acido folico, smettere di fumare o bere, riposare quando si può, fare un po’ di attività fisica leggera, mangiare sano. Durante la prima visita, il ginecologo vi darà tutti i migliori consigli e prescriverà i primi esami da effettuare, ad esempio per vedere se avete avuto la toxoplasmosi.

Secondo trimestre

Generalmente il secondo trimestre di gravidanza è il più tranquillo dei tre: di solito i fastidi del primo periodo scompaiono e ancora il pancione non è particolarmente pesante. Quindi è quello in cui si sta piuttosto bene, anche se il corpo comincia a cambiare in modo più evidente: è il momento di cominciare a fare attenzione alla bilancia. Bisognerebbe cercare di non accumulare troppo peso, per non sovraccaricare la colonna vertebrale e per evitare complicanze come la gestosi o il diabete gestazionale.

Tra gli esami di questo trimestre uno fondamentale è l’ecografia morfologica che serve a controllare una serie di parametri di crescita del bambino in modo più approfondito. Intorno alle settimane 19-20 si cominciano a distinguere in maniera più netta i calcetti: ora sì che ci si sente davvero incinte! E si può anche stare più serene: dal secondo trimestre il pericolo di un’interruzione della gravidanza si riduce.

Il benessere fisico del secondo trimestre potrebbe incoraggiarvi a fare qualche piccolo viaggio e, se nel primo periodo siete state un po’ giù a causa dei disturbi tipici della gravidanza, anche a riprendere i rapporti sessuali con il partner. A meno che il ginecologo non lo vieti per qualche ragione.

Terzo trimestre

Quanta voglia di conoscere il piccolo in arrivo! È questo il “mood” che caratterizza il terzo trimestre di gravidanza che, proprio per questo, sembra non finire mai. È anche un po’ faticoso dal punto di vista prettamente fisico: il peso aumentato, il pancione che cresce rendono un po’ più difficili i movimenti. Spesso le gambe si gonfiano, c’è il mal di schiena e anche digerire sembra un’impresa. A volte si fa fatica a dormire oppure si soffre di stitichezza. Però la felicità di abbracciare il proprio bambino fa superare qualsiasi ostacolo.

Durante il terzo trimestre si mettono a punto i dettagli del parto: si termina il corso preparto, si decide dove partorire, si fa la visita anestesiologica per un’eventuale partoanalgesia. Inoltre, si va finalmente in maternità, così ci si può dedicare a tutti i preparativi, come sistemare la stanzetta del bimbo oppure completare le valige per l’ospedale.

È pure importante imparare a riconoscere le contrazioni giuste, quelle che anticipano l’avvio del travaglio. Alla fine della gravidanza inoltre cominceranno i monitoraggi, necessari a tenere sotto controllo lo stato di salute del feto e, allo stesso tempo, l’attività contrattile. E piano piano la data presunta si avvicina. Finalmente tra poco sarete mamme!