Data presunta del parto, cos'è e a cosa serve

uomo bacia il pancione della donna con alle spalle un tramonto sul mare
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Dpp. Tre letterine apparentemente insignificanti che invece racchiudono il momento forse più intenso della vita di una donna: la data presunta del parto. Ovvero, il periodo in cui il bimbo viene al mondo, donandoci la gioia più grande che esista. O per meglio dire, dovrebbe venire al mondo. Stabilire con certezza il giorno in cui si verificherà la nascita è impossibile e quindi si è arrivati ad una sorta di compromesso, una specie di “convenzione”, cioè la definizione di un arco temporale in cui il piccolo quasi certamente verrà alla luce. 

A cosa serve la data presunta parto

La prima risposta alla domanda “a che serve la dpp?” è piuttosto banale e intuitiva. La data presunta del parto è necessaria per conoscere il periodo in cui terminano le 40 settimane di gravidanza. Questo è lo standard temporale che viene utilizzato, anche se poi il parto può avvenire a 37 settimane così come a 42. La dpp quindi occorre per datare la gravidanza e sapere indicativamente quando finirà. È una stima del giorno in cui potrebbe concludersi. 

La data presunta del parto è anche uno strumento utile al ginecologo e all’ostetrica. In base all’epoca gestazionale ci sono specifici controlli ed esami da fare, quindi si devono programmare in base a quando è previsto il parto. La dpp serve dunque a “calendarizzare” la propria gravidanza. 

Infine, in base al periodo previsto per il parto si analizzerà meglio lo sviluppo del feto e si verificherà che sia conforme alle settimane di gestazione. Questo è importante per essere preparati ad esempio in caso di parto prematuro. 

Come si calcola la data presunta del parto

Per calcolare la data presunta parto si parte dal primo giorno dell’ultima mestruazione. Da quel momento, si aggiungono 280 giorni (40 settimane) e si ottiene la stima del giorno in cui potrebbe avvenire il parto. In un ciclo di 28 giorni, in genere l’ultima mestruazione dovrebbe essere avvenuta circa 14 giorni prima del concepimento. 

Viene considerato assolutamente normale che il parto si verifichi tra 15 giorni prima e 15 giorni dopo la data presunta. Raramente un bimbo arriva puntuale come un orologio svizzero. 

La dpp può anche essere calcolata dal ginecologo attraverso il cosiddetto regolo ostetrico o dischetto ginecologico. Si tratta di due dischi di cartone uniti al centro. Uno riporta mesi e giorni dell’anno, l’altro invece le 40 settimane di gravidanza. Il medico (o l’ostetrica) usano sempre come parametro il primo giorno dell’ultima mestruazione, poi ruotando i dischi arrivano alla data presunta parto. 

Su internet ci sono tanti calcolatori della data presunta parto. Ecco qui quello di iMamma! 

Inserisci la data dell'ultima mestruazione

Data parto in base al concepimento

Questo sistema per calcolare la dpp è meno sicuro di quello che impiega il primo giorno dell’ultimo flusso mestruale. Per quanto si possa essere certe del rapporto “giusto”, bisogno ricordare che non sempre l’ovulazione è precisa. Inoltre, una donna ha una “finestra” di qualche giorno in cui la fertilità raggiunge il suo picco. Quindi, quasi mai si ha la certezza assoluta di quando sia avvenuto il concepimento, neanche in caso di un unico rapporto non protetto. Non è detto infatti che questo sia coinciso con l’ovulazione.

La regola di Naegele

Questo metodo per il calcolo della data presunta parto utilizza sempre il primo giorno dell’ultima mestruazione. Se si calcola che, in media, una gravidanza dura 280 giorni, alla data dell’ultimo flusso mestruale si aggiungono 7 giorni, si sottraggono tre mesi e si somma un anno. Semplificando, possiamo dire che il calcolo viene fatto aggiungendo 9 mesi e 7 giorni alla data dell’ultima mestruazione. 

Facciamo un esempio. Se il primo giorno dell’ultima mestruazione è stato il 22 marzo, si aggiungono 7 giorni e si tolgono tre mesi. La data presunta del parto sarà quindi il 29 dicembre.

Data presunta del parto e ridatazione gravidanza

Come abbiamo avuto modo di dire, la data presunta parto non è una certezza. Ha un’attendibilità più elevata quando la futura mamma ha cicli mestruali regolari, classicamente di 28 giorni con ovulazione al 14esimo. L’ecografia del primo trimestre è in grado di confermare o meno le stime che sono state fatte. Vengono infatti prese alcune misure che danno un’idea precisa di come vanno le cose. 

La dpp può cambiare nel corso della gravidanza. Il classico caso è la ridatazione di quest’ultima. Può capitare ad esempio che al controllo ecografico il medico si accorga che l’embrione è più piccolo o più grande rispetto alle dimensioni che dovrebbe avere per quella determinata settimana. Questo accade per esempio perché la gravidanza è iniziata dopo, magari per un’ovulazione tardiva. 

In questo caso, quindi, la gestazione viene ridatata. Di conseguenza, cambiano sia la settimana in cui ci si trova, sia la data presunta del parto.

Data presunta parto e luna 

Tra i tanti luoghi comuni sulla gravidanza c’è anche quello secondo cui la luna influenzerebbe il parto. In particolare, ci sono tantissime persone che pensano che il plenilunio stimolerebbe le nascite. Non esiste nessuna prova scientifica di ciò, così come non c’è un nesso tra data presunta e fasi lunari. Non è vero cioè che con la luna crescente la dpp si accorcia e viceversa. Si tratta solo di vecchie dicerie. 

Calcolo data parto cesareo 

In caso di indicazioni al parto cesareo, chiaramente le cose cambiano. All’inizio della gravidanza viene calcolata una data presunta, ma se poi si è costrette ad effettuare un cesareo verrà stabilito il giorno preciso in cui questo sarà fatto. Il ginecologo valuterà diversi parametri, ad esempio la crescita fetale o le condizioni di salute della mamma. In base ai vari fattori deciderà quando intervenire. In caso di cesareo quindi la data del parto non si calcola, ma si stabilisce a tavolino.

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