Seconda gravidanza, tutto quello che c'è da sapere

seconda gravidanza
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“Non penserete mica di lasciarlo figlio unico?”. “Quando allargate ancora la famiglia?”. “Giulia, tesoro, ma tu non lo vorresti un fratellino?”. Dopo la nascita di un bambino, prima o poi scatta l’interrogatorio sul secondogenito. È solo questione di tempo, ma capita a tutti di sentirsi chiedere quando si ha intenzione di imbarcarsi in una nuova avventura come genitori. E in effetti, a quasi tutte le mamme e i papà ad un certo punto l’idea inizia a frullare: perché non provare ad avere una seconda gravidanza?

Ansia per la seconda gravidanza 

Ammettiamolo, mamme: ricominciare tutto daccapo spaventa. La mancanza di sonno, i pannolini da cambiare, le ninna nanne da cantare, le colichette, i dentini che danno noia, le magliette che puzzano di latte rigurgitato, la mancanza di tempo per sé e il proprio partner. Ci vuole coraggio, vero? Certo che ce ne vuole.

Vediamo però la cosa da una prospettiva diversa. Le risate di bimbo che si moltiplicano per due. Le carezze fatte da quattro manine. I bacini raddoppiati. Un compagno di giochi e di marachelle per sempre. Un’occasione continua di crescita. Gli aspetti positivi sono moltissimi. Ma sopra ogni altra cosa decidere di avere un secondo figlio è un atto d’amore smisurato nei confronti del primo. Ovviamente non si sa la vita che strade prende, ma avere un fratello o una sorella significa non essere mai da solo. Ed è quindi un dono meraviglioso. 

Certamente ci sono anche i dubbi pratici, ad esempio per la gestione di una casa piccola con 4 persone dentro o per gli stipendi che spesso non bastano mai. Di questo non dovete preoccuparvi: troverete di certo la soluzione migliore. E non dovete neppure chiedervi se sarete capaci di amare i vostri figli allo stesso modo. Ricordate che l’amore non si riduce, ma al contrario raddoppia.   

Un altro incoraggiamento. Dopo la prima esperienza siete certamente più mature e più pratiche. La seconda gestazione infatti viene vissuta in modo molto più rilassato perché già si conoscono molte cose e ci sono meno incognite, sia durante l’attesa che nel post partum. Quindi, niente stress, mamme: godetevela tutta!

Seconda gravidanza: quando programmarla 

Una piccola premessa: stiamo dando per scontato che il secondo bimbo sia programmato, ma può succedere che arrivi “a sorpresa”, senza alcuna ricerca. Ad esempio ci sono “figli del coito interrotto” che non è un anticoncezionale,“figli della pillola” se viene presa in maniera scorretta e anche “figli dell’allattamento al seno” che non è un metodo contraccettivo. Sono casi molto meno rari di quello che pensate. 

Quando cercare quindi una seconda gravidanza? La risposta è molto soggettiva. Ci sono coppie che preferiscono farlo subito, in modo che i due bimbi non abbiano molta differenza di età. Soprattutto all’inizio può essere molto dura e bisogna stringere i denti, ma vederli letteralmente crescere insieme è bellissimo.  

Altri genitori invece scelgono di aspettare che il primogenito sia un po’ più grande. La sua autonomia (ad esempio se sa già camminare o se è già “spannolinato”) fa sì che mamma e papà possano occuparsi di entrambi in maniera più agevole. Un primo figlio cresciutello (diciamo dai 6-7 anni in poi) può inoltre essere una buona mano d’aiuto quando c’è da occuparsi del neonato.

Teniamo però presente una cosa. Possiamo programmare tutto quello che vogliamo, ma è impossibile prevedere quando si resterà incinta. Non siamo noi purtroppo a decidere, ma è la natura a farlo. 

Seconda gravidanza: sarà come la prima?

Difficilmente due gravidanze sono uguali. Confrontate ad esempio la vostra con quella di vostra sorella o della vostra migliore amica. Ci saranno di sicuro degli aspetti in comune, ma molti altri si differenzieranno. Ecco perché non bisogna farsi “terrorizzare” dai racconti delle altre: sarà un’esperienza assolutamente unica. 

E questo vale anche per la seconda gravidanza. Non è affatto detto che vomiterete per 9 mesi come già vi è capitato e nemmeno che dormirete come angioletti senza perdere un’ora di sonno. Tutto può essere molto diverso. Quindi partite serene, senza crearvi particolari aspettative o paure infondate. Vediamo in dettaglio le cose che potrebbero essere diverse tra una gravidanza e l’altra. 

Seconda gravidanza e pancione 

Spesso, la seconda gravidanza è “visibile” prima della precedente. Il gonfiore dell’addome potrebbe presentarsi già intorno al terzo mese di gravidanza, mentre in genere per le primipare questo avviene verso il quarto mese di gravidanza. Come mai il pancione si vede prima? Perché i muscoli addominali sono più lassi, più “rilassati” dopo la precedente gestazione e quindi si nota in anticipo. 

Disturbi della seconda gravidanza

Come abbiamo già accennato, non è una regola che i disturbi della gravidanza siano uguali. Non è strano avere una prima esperienza paradisiaca e una seconda invece da dimenticare. Oppure viceversa: 40 settimane di gravidanza da incubo la prima volta e magnifiche quella dopo. Non ci sono standard uguali per tutte. 

L’unica cosa da sottolineare è che alcuni disturbi hanno una base genetica (come le smagliature) oppure si ripresentano più frequentemente se già si sono verificati nella precedente gravidanza. Un esempio è quello del diabete gestazionale. Chi ne è affetta la prima volta potrebbe averlo di nuovo. 

Uno dei sintomi predominanti della seconda gravidanza potrebbe essere la stanchezza. È già un classico disturbo, che potrebbe essere acuito dalla presenza del primogenito. Qualsiasi sia la sua età, richiede sempre tante attenzioni e magari si ha meno tempo per stendersi sul letto e fare un riposino a qualsiasi ora del giorno. 

Seconda gravidanza e movimenti fetali 

Con la seconda gravidanza, i calcetti si percepiscono prima? In linea generale è così, anche se come per qualsiasi aspetto non è detto che sia sempre vero. In media una primipara avverte i movimenti fetali non prima della 19esima settimana di gravidanza, ma spesso anche dopo. Dal secondo bimbo in poi i calcetti si potrebbero sentire anche prima, intorno alla 15esima settimana di gravidanza.

C’è da considerare che quando si è alla prima esperienza è tutto nuovo e non si conoscono moltissime cose. Nelle gravidanze successive si è capaci di riconoscere alcuni segnali specifici. Quindi ora sapete che quella che qualche anno fa vi sembrava una bolla d’aria nell’addome non è altro che il vostro bambino che guizza nel pancione. 

Seconda gravidanza e contrazioni preparatorie

Si chiamano contrazioni di Braxton-Hicks. Preparano l’utero a quelle del parto, quelle cioè “buone” per far nascere il bebè. Le contrazioni di Braxton-Hicks si presentano come indurimenti della pancia saltuari e non dolorosi. Inoltre, non sono regolari. Queste caratteristiche le differenziano dalle contrazioni giuste. Nelle gravidanze successive alla prima tendono a farsi sentire in anticipo, ovvero all’inizio del terzo trimestre. Normalmente invece si avvertono dall’ottavo mese di gravidanza circa. 

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Durata della seconda gravidanza

Anche in questo caso, non è affatto detto che se la prima volta avete partorito a 40 settimane spaccate vi ricapiterà di nuovo la stessa puntualità svizzera. Solo nelle nascite pretermine (cioè quelle prima della 37esima settimana) c’è una certa ripetitività. Se avete avuto un bimbo prematuro potrebbe ricapitare con il fratellino o la sorellina. 

Tendenzialmente i primogeniti tendono a nascere più spesso dopo la data presunta parto rispetto a chi arriva dopo. A volte è necessario indurre il parto.

Seconda gravidanza, travaglio e parto

Statisticamente le notizie sono piuttosto confortanti. Le pluripare (ovvero le donne che hanno più figli, quindi dalla seconda gravidanza in poi) impiegano meno tempo a mettere al mondo i lori bambini. Se avete quindi il ricordo (o meglio l’incubo) di un primo travaglio lunghissimo e doloroso, la seconda volta potrebbe andare decisamente meglio. Per il secondo parto, le ostetriche consigliano di andare di corsa in ospedale quando le contrazioni diventano regolari per evitare di avere il bimbo nel salotto di casa o nella macchina del vostro compagno. 

Vi confortiamo anche a proposito dell’episiotomia, cioè il taglio del perineo che serve a facilitare l’uscita del bambino al momento dell’espulsione. Il ricorso a questa procedura (che richiede qualche giorno in più per riprendersi al meglio) è meno frequente con il secondo parto, al contrario invece del primo. Probabilmente questo accade perché i tessuti sono più “allenati”.

Seconda gravidanza e Vbac

Se la prima gravidanza si conclude con un parto cesareo, non è automatico che ciò avvenga anche per il secondo. Il Vbac, il parto spontaneo dopo un cesareo, è un’opzione sempre più proposta dai ginecologi e accolta dalle mamme con grandissimo entusiasmo. Non sempre il cesareo viene accettato di buon grado dalle donne, che si sentono un po’ private della possibilità di partorire naturalmente. In alcune circostanze però è indispensabile.  

I vantaggi di un Vbac includono avere un parto vaginale e di non essere sottoposta a procedure chirurgiche, con relative complicanze; maggiori possibilità di avere un parto senza complicazioni in caso di futura gravidanza e di un un ricovero più breve; minor dolore addominale dopo il parto; più rapida ripresa e maggiore facilità nell’accudimento del neonato.

Per poter fare un Vbac occorre che sia passato almeno un anno dal cesareo, meglio ancora 18 mesi. Tra i rischi (seppur abbiano un’incidenza molto bassa) ci sono la rottura dell’utero, la possibilità di avere un cesareo d’urgenza, la sofferenza fetale. Se si desidera questa procedura di parto è quindi importante rivolgersi a strutture ospedaliere che siano attrezzate per far fonte a qualsiasi tipo di emergenza. Informatevi bene col vostro medico. 

Seconda gravidanza: rifare il corso preparto?

Male sicuramente non fa. Soprattutto se dal primo figlio è passato parecchio tempo, una rispolverata ai concetti base della maternità, del travaglio e del parto non può che esservi utile. Con gli anni alcune nozioni potrebbero essersi un po’ perse nella memoria e vale certamente la pena recuperarle e metterle in pratica. Se è passato poco dalla prima gravidanza potreste anche farne a meno.

Il corso preparto “bis” potrebbe essere opportuno se si sceglie un nuovo ospedale in cui partorire. È l’occasione per prendere confidenza con la struttura, conoscere il personale e venire a conoscenza di tutti i servizi offerti alle future mamme. 

Noi però vi diamo un’altra idea, comoda soprattutto in questo periodo in cui il Covid impone il distanziamento sociale. Seguite il corso preparto di iMamma nella nostra app. Potete scegliere cosa guardare tra gli 8 incontri proposti, se proprio non volete farlo tutto,  recuperare un po’ di nozioni ed esercitarvi con la respirazione insieme alla nostra ostetrica.  

Come comportarsi con il primogenito 

Molto spesso sono proprio i primi figli a chiedere a mamma e papà un fratellino o una sorellina, in particolare se ci sono tanti cuginetti o amichetti. Anche i più piccoli sentono la solitudine e scoprono presto il piacere di stare insieme agli altri. E quindi arriva la fatidica domanda: mamma, mi fai questo regalo?

Ma tra il dire e il fare, si sa, c’è di mezzo il mare. Il pancione è bellissimo da accarezzare, ma cosa succederà davvero quando il bebè sarà nato? Come affrontare la cosa? Come superare gelosie e criticità? Ne abbiamo parlato in Come comportarsi se c’è un fratellino in arrivo. Andate a leggere.

Infertilità secondaria: quando il secondo figlio non arriva 

Se la prima volta siete rimaste incinta in un batter d’occhio, non è scritto da nessuna parte che sarà così anche per la successiva. Le variabili sono diverse, ma in pole position c’è l’età. Se è passato parecchio tempo dall’arrivo del vostro primogenito e, in particolare, se avete superato la soglia dei 35-40 anni, non è scontato che l’obiettivo sia raggiunto velocemente. Potrebbero volerci mesi perché la fertilità diminuisce man mano che aumenta l’età della futura mamma. 

Si definisce infertilità secondaria l’impossibilità di una coppia di concepire dopo una o più gravidanze portate a termine. Ci sono diverse cause: disfunzioni ovariche, problemi del liquido seminale, stile di vita scorretti, eccesso di peso oppure obesità, patologie a carico dell’apparato riproduttivo femminile come l’endometriosi, l’età avanzata della mamma. Altre volte però non c’è alcuna ragione specifica. La diagnosi viene fatta dopo 12 mesi di rapporti sessuali mirati e non protetti se si è giovani, ma è il caso di consultare il ginecologo se non si resta incinta dopo 6 mesi e si hanno più di 35 anni. Prescriverà qualche esame da fare per avere le idee più chiare e capire cosa fare. 

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