Disturbi in gravidanza: i 10 più comuni

donna in gravidanza in costume con camicia bianca passeggia sorridendo lungo il bagnasciuga
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Ogni gravidanza è un libro. C’è una storia, tanti capitoli, ogni pagina è piena di significati ed emozioni. Ma sono libri tutti diversi. Ogni futura mamma vive questa esperienza in modo differente. Per alcune scorre tutto liscio dal test positivo al parto, per altre il percorso è un po’ più accidentato. Anche i disturbi della gravidanza sono soggettivi: c’è chi non ne ha neanche uno per 9 mesi, c’è chi invece li sperimenta tutti. Vediamo quali sono i 10 più comuni e come contrastarli. 

Disturbi della gravidanza: nausea e vomito

Sono i più classici fastidi del primo trimestre di gravidanza. Colpiscono circa il 60% delle “pancione”, seppur con intensità variabili. Il momento più difficile è il risveglio, ma spesso la nausea permane per tutta la giornata. Alla base c’è l’azione di un ormone, la gonadotropina corionica (betaHCG). Nausea e vomito infatti cominciano nelle primissime settimane, per poi scomparire alla fine del terzo mese di gravidanza, quando i livelli di betaHCG cominciano a scendere. 

Non sono disturbi preoccupanti, seppure fastidiosi. In qualche caso succede che il vomito sia molto intenso, al punto da provocare una perdita massiccia di liquidi e sali minerali e uno stato generale di malnutrizione e perdita di peso. Si parla di iperemesi gravidica, un evento per fortuna abbastanza raro, ma che talvolta comporta il ricovero in ospedale.   

Se nausea e vomito compaiono al risveglio si può mangiare qualcosa di secco prima ancora di alzarsi, come crackers, biscotti o un pezzo di pane. Preparate lo spuntino la sera e tenetelo pronto sul comodino. Se invece continuano per tutto il giorno, l’ideale è suddividere l’alimentazione quotidiana in piccoli pasti leggeri, a base di cibi semplici, moderatamente salati e non troppo liquidi. L’obiettivo è non rimanere a lungo a stomaco vuoto. Inoltre, vanno evitati tutti quegli stimoli che fanno peggiorare la nausea o facilitano il vomito, come odori sgradevoli, ambienti con aria viziata, alcuni cibi o bevande, talvolta il movimento dell’auto etc. Per i farmaci bisogna sempre affidarsi al proprio ginecologo. 

Disturbi della gravidanza: bruciore di stomaco 

Tra i disturbi più diffusi durante la gestazione c’è il bruciore di stomaco. Qualche volta è di origine nervosa, ma nella maggior parte dei casi la colpa è degli ormoni. In particolare il progesterone rilassa tutta la muscolatura dell’apparato gastrointestinale. In questo modo il contenuto gastrico tende a risalire dall’esofago verso la bocca. Il bruciore diventa insistente nel terzo trimestre quando il bambino preme sullo stomaco.

Che fare? Come nel caso di nausea e vomito, è consigliabile frazionare i pasti nell’arco della giornata ed evitare di sdraiarsi subito dopo aver mangiato. A letto, si può mettere un cuscino dietro alle spalle in modo da non dormire in posizione completamente orizzontale. Ogni donna sperimenta poi qualche trucco per cercare di alleviare il sintomo, ad esempio mangiare qualche mandorla, bere un po’ di latte o di acqua frizzante. Alcuni farmaci antiacidi sono compatibili con la gravidanza. 

Disturbi della gravidanza: stanchezza e sonnolenza

Soprattutto nei primi mesi di gravidanza capita di sentirsi più stanche e affaticate, ma è assolutamente normale. La gestazione comporta grandi cambiamenti: tutti gli organi funzionano in modo nuovo e devono quindi abituarsi alla loro nuova funzione. Un processo che costa parecchia fatica all’organismo. Ecco quindi spiegato perché ci si stanca di più e più facilmente, ma non ci si deve preoccupare. Lo stesso vale per la sonnolenza. All’inizio della gravidanza è estremamente frequente e ogni occasione è buona per schiacciare un pisolino. Quando si avvicina il termine invece la stanchezza è dovuta soprattutto alle difficoltà di movimento e al peso.

Quale rimedio adottare contro spossatezza e sonnolenza? In realtà, l’unico davvero efficace è assecondare le esigenze del proprio corpo, compatibilmente con il lavoro o gli impegni familiari. Ci si deve adattare ad uno stile di vita più tranquillo e regolare, riposando quando si può, evitando gli sforzi eccessivi e rallentando i ritmi quotidiani. Il magnesio può dare una sferzata di energia. 

Disturbi della gravidanza: la stitichezza

Già normalmente la stipsi è un problema abbastanza comune, in particolare tra le donne. In “dolce attesa” può peggiorare per varie ragioni, legate alla gravidanza. L’intestino risente di due situazioni. Da un lato, è compresso dal peso dell’utero, cosa che rallenta la motilità intestinale e che si verifica soprattutto dal secondo trimestre in poi. In secondo luogo, gli ormoni rilassano la muscolatura della parete addominale. La peristalsi (i movimenti intestinali) diventa più difficile. 

Ci sono anche altri elementi che concorrono all’insorgenza della stitichezza. Scorrette abitudini a tavola, scarsa idratazione, sedentarietà sono i tre nemici del benessere intestinale. Modificare il proprio stile di vita diventa quindi prioritario per risolvere il problema. Nei casi di stipsi più ostinata possono esserci gonfiori al ventre, nausea, dolori intestinali. È sempre utile sentire il proprio medico. 

Veniamo ai rimedi. Purganti, lassativi e tisane a base di erbe non sempre sono indicati in gravidanza e comunque devono essere “autorizzati” dal ginecologo. Meglio quindi tentare strade alternative, a partire dall’alimentazione (ricca di fibre vegetali) e dall’attività fisica (moderata e costante). Qualche altro consiglio: 

  • Se non avete problemi di nausea, al mattino, a digiuno, bevete due bicchieri di acqua naturale a temperatura ambiente. 
  • Sempre al mattino, mangiate come primo alimento un kiwi maturo. 
  • Prima dei pasti assumere un cucchiaino d’olio d’oliva.
  • La frutta cotta è piuttosto efficace: mele, pere, pesche, albicocche, fichi secchi.
  • Supposte o microclismi a base di glicerina si usano solo in caso di fallimento degli altri sistemi. Deve prescriverli il medico per evitare che possano insorgere problemi, ad esempio contrazioni.
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Disturbi della gravidanza: le emorroidi

Spesso sono una diretta conseguenza della stitichezza che costringe a sforzarsi. Le emorroidi sono piccole dilatazioni delle vene dell’ano che, in gravidanza, possono comparire o peggiorare. Non sono gravi, ma possono essere molto fastidiose. Se si infiammano provocano dolori e bruciori, specie quando si evacua, e possono sanguinare. In questi casi, conviene rivolgersi al medico. Se invece danno solo un po’ di prurito anale e un certo senso di pesantezza può essere sufficiente qualche precauzione.

Che cosa fare. Per chi ha l’intestino pigro, il primo passo è quello di tentare di ribaltare questa situazione, altrimenti si entra in un circolo vizioso. Ogni volta che si va di corpo, ci si deve lavare con acqua tiepida e un sapone a pH acido. Per alleviare il fastidio ci si può far prescrivere una pomata dal ginecologo oppure, per risolvere il problema venoso che sta a monte, prendere integratori contro le emorroidi adatti alla gravidanza. 

Disturbi della gravidanza: i crampi

Soprattutto nell’ultimo periodo della gravidanza può capitare di soffrire di crampi alle gambe (polpacci in primis) e ai piedi, cosa che si verifica con maggiore frequenza di notte. Le cause possono essere diverse: stanchezza, cambiamenti della circolazione del sangue, mancanza di potassio e magnesio. 

Nel momento in cui compare il dolore, bisogna massaggiare e scaldare la parte colpita, riattivando la circolazione del sangue. Se il crampo è al polpaccio, tirate le dita dei piedi verso l’alto, poggiando sotto la mano, oppure battete ripetutamente il tallone sul pavimento. 

Se vi accorgete che i crampi compaiono quando siete molto stanche, dovete cercare di non arrivare a livelli esagerati di spossatezza. Riposate di tanto in tanto. Se invece il problema è di origine venosa è lì che bisogna intervenire, parlandone ovviamente con il proprio medico. Per prevenire i crampi assumete cibi ricchi di potassio e magnesio: banane, limoni, meloni, anguria, insalata, brodo vegetale, parmigiano, miglio, lievito di birra.  

Disturbi della gravidanza: le perdite vaginali

Durante la gravidanza i vasi sanguigni vaginali e vulvari si dilatano, il flusso sanguigno aumenta, le ghiandole lavorano di più e le pareti della vagina sono più lubrificate. Le normali perdite vaginali sono più abbondanti del solito (soprattutto a fine gestazione), provocando quella che si chiama “leucorrea gravidica”. È tutto assolutamente normale e anzi queste secrezioni hanno un particolare grado di acidità che protegge la vagina da infezioni e infiammazioni.

Se però vi accorgete che le perdite cambiano colore e consistenza e sono accompagnate da prurito o bruciore, è meglio contattare il proprio ginecologo. Potrebbe essere un disturbo da trattare per evitare conseguenze, come ad esempio un’infezione da candida o qualche altro agente patogeno.

Come comportarsi in caso di perdite molto abbondanti. Per evitare fastidiose irritazioni, fondamentale è un’accurata igiene intima. Oltre a cambiare ogni giorno la biancheria intima, è bene lavarsi con cura ogni volta che si va di corpo, usando acqua tiepida e sapone a pH acido. Se fa caldo e se ne sente la necessità, ci si può rinfrescare con acqua, ma senza usare sempre il sapone. No alle lavande interne perché c’è il rischio di eliminare la secrezione interna che funge da difesa antibatterica e di irritare la mucosa. 

Per saperne di più: Perdite in gravidanza, quali e quando sono pericolose 

Disturbi della gravidanza: le contrazioni

L’utero si contrae in varie fasi della gravidanza. Lo si sente diventare improvvisamente duro, si prova una sensazione di pesantezza al basso ventre e, a volte, un indolenzimento tipo dolori mestruali. Quando il parto è più vicino, le contrazioni diventano più frequenti, anche se non sono dolorose. Sono quelle “preparatorie”, cosiddette di Braxton-Hicks. In pratica, servono all’utero a prepararsi al parto, ma non sono ancora quelle “giuste”.

Le contrazioni vanno sempre segnalate al proprio ginecologo, specialmente nei primi mesi della gestazione. Sarà lui a stabilire se effettivamente sono pericolose e quindi è necessaria una cura farmacologica per bloccarle, o se invece sono innocue. È importante però che anche la futura mamma impari a riconoscerle. Si deve contare quante volte al giorno si verificano e prendere nota della frequenza. Vanno descritte con precisione al medico. In genere, se si presentano dopo aver camminato a lungo o dopo un rapporto sessuale non c’è da preoccuparsi. Basterà riposare un po’.

Disturbi della gravidanza: il mal di schiena 

Durante tutta la gravidanza può capitare di avvertire delle contratture dolorose della muscolatura lungo tutta la schiena. Negli ultimi mesi, la pancia costringe la colonna vertebrale a uno sforzo continuo e ad un assetto diverso dal normale. È naturale cercare un equilibrio più comodo spostando il busto all’indietro e il bacino in avanti. Questa posizione provoca la contrazione continua di alcuni distretti muscolari dell’addome e della schiena, che si traduce in una sensazione di indolenzimento o dolore all’altezza dei reni.

Non è pure infrequente soffrire di sciatalgia, un forte fastidio che parte dalla parte bassa della schiena o dai glutei e si prolunga lungo una gamba, arrivando talvolta anche al piede. 

Per far passare il dolore si può provare a mettersi sdraiate, anche se a volte non è un rimedio sufficiente. Talvolta il medico può prescrivere una pomata o una terapia ad hoc. L’ideale è cercare di prevenire, mantenendo quanto più possibile la schiena in posizione corretta. Quando state sedute ad esempio mettete un cuscino dietro le spalle per cercare di stare dritte, evitando i divani dove si sprofonda. 

Negli ultimi mesi può essere utile indossare una guaina per sostenere pancione e schiena. Non trascurate le calzature che non devono essere né troppo basse né troppo alte. E non dimenticate di muovervi: la sedentarietà peggiora i dolori, mentre alcune attività (come il nuoto o il pilates) danno grandi benefici.  

Disturbi della gravidanza: le vene varicose 

Tra i vari cambiamenti provocati dalla gravidanza, c’è anche il rilassamento delle pareti venose che tendono a “sfiancarsi” più facilmente. A questo si deve aggiungere la maggior quantità di sangue in circolazione e, dal quarto-quinto mese, la pressione dell’utero sulle vene che ostacola il ritorno venoso dalle gambe al cuore. Tutti questi elementi messi insieme rendono probabile la comparsa di vene varicose. 

In una prima fase diventano evidenti sotto la pelle, sono gonfie e danno fastidio o senso di peso quando si sta a lungo in piedi. Se si aggravano possono infiammarsi e, nei casi estremi, ulcerarsi. Se invece compare sotto la pelle qualche venuzza sottile e rossastra non c’è da preoccuparsi granché: è solo un fatto estetico.

Le donne che devono controllare le gambe con più attenzione sono quelle in sovrappeso, quelle che hanno precedenti in famiglia e chi ne soffriva prima della gravidanza. In ogni caso, non vanno trascurate perché altrimenti possono peggiorare. 

Vediamo qualche soluzione. Approfittate di ogni occasione per sollevare le gambe, poggiando i talloni in alto. Stare a lungo in piedi non fa bene, mentre al contrario camminare è un vero toccasana. Usate le scarpe giuste, comode e con un tacco medio. Niente stivali che comprimono il polpaccio. Anche l’abbigliamento deve essere confortevole e non deve stringere le gambe. 

Ogni sera va fatto qualche esercizio per favorire la circolazione: da sdraiate, sollevate le gambe e fate delle sforbiciate, delle rotazioni dei piedi, delle pedalate a mezz’aria. Dormite con il materasso sollevato dalla parte dei piedi in modo da agevolare il ritorno venoso al cuore. Inoltre, non copritevi troppo e non usate borse dell’acqua calda. Se il ginecologo lo ritiene opportuno potete indossare delle calze elastiche a compressione graduata. Non fate bagni troppo caldi e lunghi, al mare proteggete le gambe dal sole. Chiedete al ginecologo informazioni sugli integratori ed eventuali creme defatiganti.

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