Ottavo mese di gravidanza, cosa c'è da sapere

immagine in bianco e nero di donna in gravidanza che tiene davanti il pancione scarpine da neonato
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Eccoci mamme! Siete a metà dell’ultimo trimestre e la conclusione della gravidanza appare sempre più vicina. Le emozioni si fanno intense, miste a una buona dose di impazienza. E invece è meglio se il cucciolo resta ancora per un po’ lì dove si trova. Vero è che ormai è praticamente pronto, ma sarà considerato a termine a partire da 37 settimane. Ce ne vuole ancora qualcuna. In attesa del lietissimo evento, vediamo intanto cosa succede durante l’ottavo mese. 

Ottavo mese di gravidanza: a quante settimane corrisponde 

L’ottavo mese di gravidanza va da 30+5 (30 settimane e 5 giorni) a 35 settimane tonde tonde. 

Ottavo mese di gravidanza: cosa succede alla mamma

Durante questo scorcio finale di gravidanza, la futura mamma continua a… lievitare. La pancia cresce e diventa impegnativa da “portare in giro”. Non è difficile quindi sentirsi un po’ affaticate, soprattutto se fa caldo. È buona regola ascoltare sempre i segnali che lancia il proprio corpo e, compatibilmente con le proprie attività quotidiane, assecondare i suoi ritmi e le sue richieste. Ad esempio, riposando di tanto in tanto.

A queste settimane, in media, dovreste aver guadagnato circa 9 chili. Si tratta però di un dato estremamente soggettivo: c’è chi ne prende di più e chi meno. Come abbiamo già avuto modo di sottolineare, dipende da tanti fattori, ad esempio dal peso di partenza, dalle abitudini a tavola, dall’attività fisica che si fa. Sarà il ginecologo pesandovi a dirvi come procede la situazione e, in particolare, se è il caso di intervenire in qualche modo. 

Anche il seno è particolarmente florido. È però giusto sottolineare che la sua grandezza non ha un collegamento diretto con le possibilità di allattare. Non è vero infatti che un seno grosso produce più latte di uno piccolo. Così come la mancata fuoriuscita di colostro durante la gravidanza non significa che non si potrà allattare. 

L’ottavo mese è quello in cui comincia il congedo di maternità, ovvero i 5 mesi di astensione obbligatoria dal lavoro. La mamma lavoratrice può scegliere se stare a casa due mesi prima del parto e tre dopo oppure solo uno prima e 4 dopo. La maternità anticipata invece è un’altra cosa e riguarda ad esempio le gravidanza problematiche.

Nel corso dell’ottavo mese ci si prepara al parto mentalmente, ma anche praticamente: non c’è più alcuna scusa infatti per non completare la valigia vostra e del piccoletto. A proposito, con la nuova iMamma 4.0, l’ultimissimo aggiornamento, avete la possibilità di organizzare molte valigie, comprese quelle per il papà, per il post partum e altro. Se non l’avete ancora fatto, scaricate l’aggiornamento direttamente da QUI.

Ottavo mese di gravidanza: cosa succede al bambino

In questo periodo l’aspetto più importante è quello che riguarda la crescita dei polmoni. Il parto si avvicina, quindi è molto importante che il piccolino si prepari a respirare da solo una volta venuto al mondo. Il surfattante è la sostanza fondamentale che permette a questi organi di funzionare al meglio. Il surfattante è costituito da proteine e lipidi e la sua produzione comincia tra le settimane 24 e 28, per completarsi intorno alla 34esima. Ecco perché in caso di parto molto prematuro l’insufficienza respiratoria è la complicanza più frequente. 

Ma non sono solo i polmoni che continuano a svilupparsi. La crescita cerebrale, ad esempio, continuerà anche dopo il parto. Questo è uno dei motivi per cui le ossa del cranio non sono saldate alla nascita, oltre che per favorire il passaggio del feto nel canale del parto.

I movimenti dall’interno arrivano “forti e chiari”. Si percepiscono benissimo anche semplicemente poggiando la mano sul pancione, per la gioia dei papà. Andando avanti con le settimane diventa importantissimo sentire il bambino tutti i giorni. Le linee guida degli specialisti dicono che, per essere sicuri che tutto procede per il meglio, i movimenti nelle 24 ore devono essere almeno 10. E se sentite qualcosa di ritmico e regolare sappiate che si tratta di singhiozzo. Anche questo fa parte dell’”allenamento” al mondo esterno.

Ottavo mese di gravidanza: i sintomi più comuni 

  • Pubalgia. Classico fastidio del terzo trimestre, anche se talvolta si presenta anche prima. La pubalgia comporta dolore al pube e all’inguine, all’altezza delle ossa del bacino, soprattutto quando la futura mamma si muove. Alla base del problema ci sono la pressione esercitata sui muscoli e i tendini del bacino e la postura spesso sbagliata della donna che tende ad inarcare la schiena. Come rimediare? Quando possibile riposate, distendendovi per un po’. Si può provare anche ad usare una panciera che sostenga la pancia, fare un bagno caldo che rilassa i muscoli, star sedute in maniera corretta.
  • Perdite bianche. Si chiama leucorrea e in alcuni casi accompagna la donna sin dall’inizio della gravidanza praticamente fino a quando partorisce. Queste perdite sono bianche o trasparenti, inodori, abbondanti. In genere non ci sono altri sintomi, come bruciore o prurito, tipici di alcune infezioni, come la candida. La leucorrea è causata dagli ormoni, ma non è un disturbo vero e proprio. 
  • Stitichezza. Ancora lei, vero? Tra il peso della pancia e i continui cambiamenti ormonali può diventare parecchio ostinata. E quando succede potrebbero comparire le emorroidi, fastidiose e dolorose, provocate dallo sforzo dell’evacuazione. Come abbiamo avuto modo di ribadire (ad esempio quando abbiamo parlato del settimo mese di gravidanza) la strategia per combattere la stitichezza è triplice: assumere fibre, fare attività fisica, bere molta acqua. Solo nei casi più seri sono indicati farmaci e integratori, ma se prescritti dal ginecologo. 
  • Pressione alta. Nel terzo trimestre, l’ipertensione arteriosa può essere uno dei campanelli d’allarme di una complicanza della gestazione piuttosto pericolosa: la preeclampsia (o gestosi). Altri sintomi sono la presenza di proteine nelle urine ed edema (gonfiore), soprattutto al viso e alle mani, l’aumento eccessivo di peso. La preeclampsia può comportare problemi alla mamma e al bambino e va quindi tenuta sotto controllo. A chi ha la tendenza ad avere la pressione alta il ginecologo potrebbe raccomandare di misurarla più volte al giorno. In alcuni casi, potrebbe essere necessaria una terapia farmacologica. 
  • Colestasi gravidica. Anche questa è una complicanza della gravidanza. Sintomi classici sono prurito generalizzato (in particolare di notte) e, a volte, ittero (colorazione giallastra della pelle e della sclera. Se il medico ha il sospetto di colestasi, attraverso gli esami del sangue verificherà il livello di acidi biliari, bilirubina e transaminasi che, in questo caso, risultano alterati. 
  • Smagliature. Sono delle striature bianche e rosse in alcuni punti del corpo, in particolare dove la pelle è particolarmente “tirata” come la pancia, i fianchi e il seno. le smagliature sono abbastanza frequenti in gravidanza e sono causate da una perdita di elasticità della cute. La prevenzione è l’arma più efficace perché, una volta che spuntano, sono difficili da mandare via. Olio di mandorle, una buona crema elasticizzante e il migliore integratore a base di collagene possono fare la differenza.
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Ottavo mese di gravidanza: gli esami 

Se non li avete ancora fatti, tra le settimane 28 e 32+6 gli esami cui sottoporsi sono:

• prelievo di sangue con emocromo. 

• Controllo toxoplasma.

• Test di Coombs indiretto.

 • Ecografia ostetrica (in caso di patologia materna o fetale).

Tra le settimane 33+0 e 37+6, i test a carico del Servizio sanitario nazionale sono: 

• prelievo di sangue con emocromo (compresi controlli anti epatite B e C e Hiv). 

• Controllo toxoplasma.

• Sierologia della sifilide.

• Esame delle urine completo e urinocoltura.

• Streptococco beta-emolitico del gruppo B (a 36-37 settimane).

Potreste anche eseguire la flussimetria, una tecnica che utilizza gli ultrasuoni, esattamente come le ecografie. Serve a valutare la circolazione sanguigna del feto e il funzionamento della placenta. I vasi che vengono analizzati sono le arterie uterine, le arterie ombelicali, l’arteria cerebrale media o il dotto venoso del feto. Spesso quando c’è un ritardo o un blocco della crescita del bambino, a monte c’è un problema di circolazione del sangue o di placenta.

Ottavo mese di gravidanza e liquido amniotico 

A partire da questo periodo, il ginecologo controllerà in maniera più scrupolosa il liquido amniotico. Anomale quantità (troppo o scarso) potrebbero avere delle conseguenze sul feto. Si parla di polidramnios quando il liquido è in eccesso, viceversa il problema è l’oligoidramnios. 

Il medico può sospettare un eccesso di liquido se riscontra un volume dell’utero nettamente superiore a quello che dovrebbe essere nell’epoca gestazionale. Altri segnali sono la parete uterina tesa, difficoltà ad analizzare le parti fetali, disturbi respiratori (per la pressione esercitata sul diaframma) o urinari (per la possibile compressione degli ureteri). L’ecografia è lo strumento indispensabile per la diagnosi e il controllo. Non esiste una cura specifica, ma certamente la situazione va monitorata con attenzione. 

Le cause più frequenti di diminuzione del liquido amniotico sono la rottura delle membrane (che implica una perdita costante di liquido, senza che la donna se ne accorga e senza che il travaglio si attivi), la gravidanza protratta a lungo, i dolori renali (tipo coliche), l’ostruzione delle vie urinarie e l’insufficienza placentare.

Il ginecologo può pensare all’oligoidramnios quando il volume uterino è inferiore alla norma, con pareti molto addossate al feto e movimenti del bambino che possono addirittura far male. Anche in questo caso, l’ecografia potrà confermare o meno l’ipotesi del medico.

Gravidanza e consumo di sale 

Nella dieta, il sale non è mai un toccasana e le raccomandazioni sono sempre quelle di cercare di ridurlo quanto più possibile. Questo è ancora più vero durante la gravidanza. Il primo motivo è quello di cercare di tenere alla larga il pericolo di gestosi. Il sale infatti fa aumentare la pressione arteriosa. Se è troppo alta, il ginecologo potrebbe prescrivere una dieta priva di sale. 

Un eccesso di cloruro di sodio in gravidanza può poi essere complice della ritenzione idrica, che spesso accompagna le donne col pancione. Come si riconosce? Soprattutto con gonfiore alle gambe e ai piedi che provoca una sensazione di pesantezza e a volte anche di dolore. Inoltre, può anche comparire la cellulite, causata dall’accumulo di liquidi tra le cellule. Non è raro soffrirne in gravidanza, anche se non si era mai avuta in precedenza.

Raccomandato è l’uso del sale iodato, addizionato cioè di iodio, sostanza che fa benissimo. In ogni caso, ecco qualche consiglio per diminuire la quantità di sale in gravidanza: 

– Preferire sempre gli alimenti freschi a quelli confezionati (compresi i sughi pronti).

– Evitare prodotti con molto sale (esempio, dadi per brodo).

– Scolare l’acqua di cibi in scatola prima del consumo e sciacquarli (ad esempio, mais, piselli, fagioli, lenticchie etc.).

– Leggere bene le etichette: oltre ad esserci scritto semplicemente “sale”, possono comparire altre diciture, come sodio (o NA), cloruro di sodio, fosfato monosodico, glutammato di sodio, citrato di sodio.

– Scegliere alimenti a basso contenuto di sale.

– Per condire utilizzare spezie, erbe aromatiche, succo di limone o aceto.

– Non portare a tavola sale o salse salate: possono costituire una tentazione di aggiungerle ai cibi anche se in realtà non occorre.

– Ridurre il consumo di alimenti trasformati ricchi di sale (esempi: snack salati, patatine in sacchetto, cibi in scatola, formaggi molto salati, alcuni salumi).

– Leggere bene le etichette dell’acqua minerale: il sale è presente anche lì.

– Salare sempre a fine cottura.

– Assumere integratori contro la ritenzione idrica.

Ottavo mese di gravidanza: come dormire 

La pancia ingombrante, il mal di schiena, lo stimolo continuo a fare la pipì, i pensieri, l’insonnia e chi più ne ha più ne metta, rendono il sonno disturbato, se non a volte impossibile. Anche trovare la posizione giusta diventa un problema. Ma quale si dovrebbe assumere? 

Dal secondo trimestre in poi, dormire a pancia in giù diventa pressoché impossibile. La posizione che viene più naturale è quella laterale. In particolare, i ginecologi consigliano di stendersi sul fianco sinistro. In questo modo, non si fa pressione sulla vena cava inferiore, che è quella attraverso cui il sangue risale dalle gambe al cuore. Inoltre, non si preme sul fegato e migliora la circolazione feto-placentare. Questa quindi è considerata la posizione migliore, mentre andrebbe evitata quella a pancia in su. Alcuni studi scientifici l’hanno collegata ad un più alto rischio di morte fetale. 

Una futura mamma dovrebbe chiamare il suo medico ogni volta che ha qualche dubbio o fastidio. In alcune situazioni però avvisarlo diventa indispensabile.

1- Sintomi della gestosi. In caso di mal di testa forte, vista appannata, nausea e/o vomito, formicolii, pressione arteriosa molto alta, non c’è tempo da perdere. 

2- Contrazioni regolari. Se vi accorgete che non sono quelle di Braxton-Hicks, ovvero quelle preparatorie, in particolare, se diventano regolari, dolorose e aumentano di intensità, potrebbe essere l’avvio del parto.

3- Movimenti fetali scarsi. Se non sentite il bambino troppo a lungo, anche dopo averlo “stimolato” mangiando qualcosa di dolce, o se nell’arco di 24 ore i movimenti sono meno di 10, è necessario avvertire il medico. 

La trentunesima settimana di gravidanza 

L’utero è aumentato di ben 10 volte rispetto all’inizio. Capite quindi perché siete costrette a fare avanti e indietro dal bagno? Nella trentunesima settimana di gravidanza dovete far attenzione a qualsiasi segnale strano, come mal di testa improvvisi e gonfiori. I polmoni del bambino proseguono nel loro importantissimo processo di maturazione.

La trentaduesima settimana di gravidanza 

Bruciore di stomaco, che tormento! È uno dei più classici sintomi della trentaduesima settimana di gravidanza e dà parecchio fastidio. Il suggerimento principale è quello di fare piccoli pasti al giorno. Il bambino continua a prendere peso, la lanugine si riduce, mentre aumenta la quantità di grasso sottocutaneo.

La trentatreesima settimana di gravidanza 

Finalmente, alla fine della trentatreesima settimana di gravidanza, siete in maternità. Godetevi il momento per finire i preparativi per la nascita e, soprattutto, per riposare: dopo il parto potrebbe essere meno facile. È possibile che il feto sia sceso un pochino verso il basso, così da farvi respirare meglio.

La trentaquattresima settimana di gravidanza 

La trentaquattresima settimana di gravidanza è l’ultima dell’ottavo mese: mamme, tra un po’ si passa al nono e ultimo mese! Manca sempre meno! Un pochino di ansia? Tutto normale! A quest’epoca gestazionale se il piccolo è in posizione cefalica difficilmente cambierà, ma non è una cosa impossibile. Non disperate!

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