Periodo fertile, le cose da sapere

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Chi è alla ricerca di una gravidanza sa benissimo di cosa parliamo. Il periodo fertile è quella “finestra temporale” del ciclo di una donna in cui è più facile che avvenga il concepimento. Sono i giorni “buoni” in cui concentrare i rapporti sessuali con l’obiettivo di riuscire al più presto ad avere un bambino. Ma è uguale per tutte? Quanto dura? Come riconoscerlo? Può essere usato anche “al contrario”, quindi come metodo contraccettivo? Andiamo alla scoperta del periodo fertile. 

Cos’è il periodo fertile 

È il momento in cui la donna è più fertile, per l’appunto, e in cui lo spermatozoo può fecondare un ovocita. In altre parole, corrisponde al periodo in cui una coppia ha maggiori chance che la gravidanza cominci. Quindi, è importante saperlo individuare e, di conseguenza, “approfittarne”. 

Fasi del ciclo mestruale 

  • Fase mestruale: le mestruazioni – cioè le perdite di sangue causate dallo sfaldamento dell’endometrio se non c’è stata la fecondazione di un ovocita e quindi l’avvio di una gravidanza – coincidono con l’inizio di un nuovo ciclo mestruale. Il primo giorno delle perdite infatti corrisponde al primo giorno del ciclo mestruale. Quanto dura questa fase? Dipende. La media è 5-6 giorni, ma possono essere anche meno. O anche di più. 
  • Fase follicolare: viene chiamata anche proliferativa e la sua durata non è uguale per tutte le donne. Se avete un ciclo normale, tipicamente di 28 giorni, possiamo dire che la fase follicolare finisce il 14esimo giorno, presumibilmente in concomitanza con l’ovulazione. Durante la fase follicolare, nelle ovaie maturano i follicoli, che sono il “supporto” per gli ovociti.
  • Fase ovulatoria: rappresenta il picco della fertilità. Comincia quando il follicolo scoppia e rilascia l’ovocita che risale nelle tube di Falloppio. In linea di massima, in un ciclo di 28 giorni, l’ovulazione si verifica intorno al 14esimo. Ma attenzione: questa non è una regola. A seconda della lunghezza del vostro ciclo, potreste ovulare prima oppure dopo. Ecco perché è importante riconoscere le informazioni che il corpo trasmette quando ciò accade. 
  • Fase luteale: com’è facile intuire, la fase luteale è quella che va dall’ovulazione all’inizio del ciclo mestruale successivo. Se si è verificata la fecondazione, questo è il periodo in cui il corpo si prepara ad accogliere e proteggere il “prodotto del concepimento”. Se invece tutto questo non c’è stato, si prepara alle mestruazioni. Insomma, una specie di bivio…

Quanto dura il periodo fertile 

In media il periodo fertile dura 5 giorni. Comprende le 24 ore dell’ovulazione (al termine delle quali l’ovocita non fecondato muore) e qualche giorno precedente all’ovulazione. Gli spermatozoi infatti hanno la capacità di resistere dentro la cavità uterina per diversi giorni. Quindi, di fatto si può rimanere incinta anche prima dell’ovulazione vera e propria.

Periodo fertile e ciclo regolare o irregolare 

Quando si ha un ciclo regolare, riconoscere i giorni fertili è più semplice. L’esempio classico è quello di un ciclo di 28 giorni, considerato quasi “da manuale”. In questo caso l’ovulazione avviene al 14esimo giorno. Se aggiungiamo quindi anche i 3-4 giorni precedenti, è facile avere un’idea del periodo fertile e poter concentrare i rapporti in quel momento. 

Ben altra cosa è avere un ciclo irregolare che non permette di avere certezze su quando si sta ovulando. A quel punto non resta che osservare i segnali che manda il corpo (perché ci sono e sono molto utili) e affidarsi anche ad altri metodi, ad esempio gli stick ovulatori o la misurazione della temperatura basale. 

I sintomi del periodo fertile 

Passiamo in rassegna i sintomi che possono presentarsi durante i giorni fertili: 

  • Aumento del muco cervicale: nel periodo fertile il muco cervicale è trasparente e più abbondante e cambia anche consistenza. Diventa quasi “filante”, simile all’albume dell’uovo. Probabilmente lo trovate anche sugli slip. Il corpo rende più accogliente la cavità uterina per gli spermatozoi, riducendo anche la normale acidità. Dopo l’ovulazione il muco tende a scomparire. 
  • Aumento della temperatura basale: in concomitanza con l’ovulazione potreste notare un aumento della temperatura corporea basale di circa 3-5 decimi di grado. Ciò accade perché nell’organismo cresce il livello di progesterone. In un paragrafo successivo vediamo come misurarla. 
  • Modificazioni della cervice uterina: una donna non può rendersene conto, ma se per qualche motivo il ginecologo monitora il periodo fertile se ne accorgerà. Nei giorni che precedono l’ovulazione la cervice è più in alto, più morbida e più aperta. 
  • Aumento del desiderio sessuale: il picco degli estrogeni si raggiunge nei 2-3 giorni prima dell’ovulazione e comporta un incremento della libido. Meglio così!
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Misurazione della temperatura basale 

Tenere sotto controllo la temperatura basale può essere un buon sistema per monitorare il proprio ciclo e “beccare” i giorni fertili. La temperatura basale si misura al mattino appena sveglie, possibilmente alla stessa ora, dopo aver dormito almeno 4-5 ore di seguito, prima di alzarsi dal letto e di andare in bagno. Si inizia il primo giorno del ciclo mestruale e si continua per tutto il ciclo. Usate sempre lo stesso termometro: può essere quello classico o specifico per la tb. La temperatura può essere presa per via rettale, vaginale e orale. Attenzione che non ci siano in atto infiammazioni locali che possano interferire con la misurazione (vaginiti, afte, gengiviti, emorroidi).

Circa 24 ore prima dell’ovulazione noterete un improvviso abbassamento della temperatura. Da questo momento e per i due giorni successivi, avrete più possibilità di una gravidanza. Nei due giorni dopo la temperatura tenderà ad alzarsi leggermente e a rimanere così. Se il rialzo dura a lungo e il ciclo non compare potrebbe esserci una bella novità!

Va sottolineato che la temperatura del corpo può essere influenzata da vari fattori: virus, sonno irregolare, jet-lag, assunzione di alcol, stress. Inoltre, non bisogna saltare nessun giorno.

I test di ovulazione 

Sono degli stick simili ai normali test di gravidanza e hanno uno scopo molto semplice: individuare le giornate in cui “mirare” i rapporti sessuali per aumentare le chance di una gravidanza. Questi test rilevano la presenza dell’ormone luteinizzante (LH). Quando il suo livello aumenta significa che la fase ovulatoria è vicina e, di conseguenza, si è già fertili. In genere, ciò avviene 24-36 ore prima dell’ovulazione. Questo è quindi il momento in cui concentrare i rapporti. 

L’ormone LH si trova nell’urina, esattamente come le beta HCG che indicano che la gravidanza è iniziata. Si deve quindi bagnare lo stick o direttamente sotto il flusso oppure immergendolo in un contenitore dove hai raccolto l’urina e aspettare il risultato. Il consiglio è di fare questi test sempre alla stessa ora e possibilmente di mattina perché l’urina è più concentrata. In ogni caso, bisogna evitare di bere molto prima di eseguire il test e di fare pipì nelle 4 ore precedenti. Quando usare i test? Da 2 a 4 giorni prima della presunta ovulazione.

Monitoraggio ecografico dell’ovulazione 

Spesso, soprattutto se la gravidanza stenta ad arrivare, si decide di affidarsi al ginecologo in maniera più attenta. In particolare, il medico potrebbe decidere di effettuare il cosiddetto monitoraggio ecografico nei giorni dell’ovulazione. In pratica si effettua un’ecografia transvaginale quotidiana in modo da osservare il follicolo e la sua crescita, così da poter avere rapporti sessuali mirati al concepimento. 

Periodo fertile e gravidanza

Sapere più o meno con certezza quali sono i propri giorni fertili può essere utile anche quando si è incinta. Si può quindi in qualche modo risalire al concepimento e quindi calcolare le settimane di gravidanza e anche la data presunta del parto

Periodo fertile come contraccettivo 

Conoscere il proprio periodo fertile può servire anche allo scopo “inverso” rispetto a quello di cui abbiamo parlato sin qui. E cioè evitare una gravidanza. Definirlo contraccettivo sarebbe improprio, però è un sistema che può essere usato per non avere sorprese. Individuando i giorni fertili si eviteranno i rapporti sessuali che andranno concentrati nelle altre fasi del ciclo. 

La sicurezza però non è garantita. A meno che non si abbia un ciclo estremamente puntuale e preciso, l’ovulazione potrebbe avvenire in un periodo diverso da quello che si pensa. Se proprio la gravidanza non è gradita (e non entriamo ovviamente nel merito delle motivazioni), è opportuno cercare un metodo contraccettivo più sicuro, dal preservativo agli anticoncezionali ormonali. Ricordiamo – qualora ce ne fosse bisogno – che il coito interrotto non rientra tra questi. 

Periodo fertile: per saperne di più 

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