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Pap test
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Uno degli esami più importanti per la salute della donna è certamente il Pap test. Il suo scopo è quello di individuare precocemente le cellule che potrebbero trasformarsi in un tumore della cervice uterina, cioè la porzione inferiore dell’utero visibile sul fondo della vagina. Si tratta insomma di uno strumento molto utile per prendersi cura di sé.

Cos’è il Pap test

Il Pap test prende il nome da Georges Papanicolaou, il medico che lo inventò negli anni ’40 del secolo scorso. E’ un test di screening per la prevenzione del tumore del collo dell’utero (o della cervice uterina) che viene effettuato sulla popolazione sana. La sua applicazione, a partire dalla fine degli anni ’90 in Italia, ha consentito di ridurre dell’80% la mortalità per questa neoplasia: oggi si registrano 2 morti all’anno ogni 100.000 donne.

Il Pap test è un esame citologico che analizza le caratteristiche delle cellule prelevate dal collo dell’utero. Tutte le donne dovrebbero eseguirlo, entro 2 anni dal primo rapporto sessuale. La sua esecuzione è semplice e senza rischi. Il test ha una buona affidabilità anche se, come tutte le procedure di screening, non è esente da falsi positivi o falsi negativi.

Il Pap test non va confuso con lo “striscio vaginale batteriologico” che, anche se viene fatto allo stesso modo, serve a capire la causa di un’infiammazione della vagina (batteri, funghi etc.). E neppure con l’Hpv test, che ora vedremo meglio.

Hpv test

Nella maggioranza dei casi, responsabile del tumore del collo dell’utero è il Papilloma virus umano (Hpv). Ne esistono numerosi ceppi, ma alcuni sono considerati più pericolosi di altri, ad esempio il 16 e il 18. L’Hpv si trasmette per via sessuale ed è molto frequente tra i giovani. La maggior parte delle lesioni da Hpv guarisce da sola, ma a volte evolvono in cellule cancerose. Contro l’Hpv esiste un vaccino, somministrato sia ai maschi che alle femmine durante l’adolescenza.

Per il ministero della Salute, Pap test e Hpv-Dna test sono le due metodiche d’eccellenza per lo screening del cervicocarcinoma. Diverse Regioni italiane stanno adeguando i loro programmi di prevenzione proponendo alle donne con più di 30 anni l’Hpv test al posto del Pap test perché risulta più costo-efficace ogni 5 anni (rispetto al Pap test che si fa ogni 3).

I due metodi però sono complementari. Se l’Hpv-Dna test risulta positivo, viene prescritto il Pap test. Se il risultato è confermato (cioè evidenzia la presenza di modificazioni cellulari), verrà consigliato un ulteriore approfondimento con la colposcopia. In caso contrario (cioè se non ci sono alterazioni di rilievo), dopo un anno verrà nuovamente eseguito l’Hpv test.  

Pap test: quando farlo

Il Pap test è offerto gratuitamente a tutte le donne di età compresa tra 25 e 64 anni. Ovviamente ciò non toglie che il ginecologo privato possa eseguirlo durante una normale visita di routine, anche se a pagamento. Il Pap test si esegue ogni 3 anni, come previsto dal piano di screening nazionale.

Pap test: come si fa

Per il Pap test non occorre una preparazione particolare, ma è necessario seguire alcuni accorgimenti. Per esempio, prima del test si devono evitare i rapporti sessuali, lavande vaginali, ovuli, creme, gel, schiume, prodotti spermicidi (a meno che non sia il medico a prescriverli). L’Istituto superiore della sanità raccomanda queste precauzioni nei 3-5 giorni precedenti al Pap test, ma è meglio chiedere al momento della prenotazione.

Per eseguire il Pap test, la donna è distesa sul lettino in posizione ginecologica, con le gambe divaricate e poggiate sugli appositi supporti. Il ginecologo, l’ostetrica o l’infermiera dilatano la vagina con uno speculum per osservare il collo dell’utero. Con due strumenti (la spatola di Ayre e uno spazzolino) prelevano alcune cellule dalla cervice e dal canale cervicale. Il vetrino poi viene analizzato al microscopio.

In media, il referto è pronto in 3 settimane. I risultati sono suddivisi in 5 classi:

  • I: normale.
  • II: assenza di lesioni pre-tumorali o tumorali, ma possibile infiammazione locale.
  • III – IV – V: ci sono anomalie cellulari di importanza crescente (si va da lesioni pre-tumorali lievi ad altre più gravi, fino ai tumori veri e propri).

Nei primi due casi, il Pap test è negativo e quindi si ripeterà dopo 3 anni. Se il Pap test è positivo sono indispensabili altre indagini, come la colposcopia e/o una biopsia.

Nel colloquio preliminare col medico va specificato se si assume la pillola anticoncezionale, se si ha la spirale, se si è incinta o vergine: nessuna di queste ipotesi limita la possibilità di fare il Pap test.

Quanto dura il Pap test?

Il Pap test dura pochi minuti.

Il Pap test fa male?

No, il Pap test è un esame indolore e solo minimamente invasivo. Per alcune donne particolarmente sensibili può risultare fastidioso. Talvolta anche la classica posizione ginecologica non viene considerata molto confortevole. Però basta pazientare una manciata di minuti e cercare di rilassarsi.

Nei giorni successivi potrebbe presentarsi qualche piccola perdita di sangue che però non deve preoccupare: è un’eventualità considerata assolutamente fisiologica.

Quando non si può fare?

In alcune circostanze il Pap test non si può fare:

  • mestruazioni in corso.
  • 3-5 giorni prima o dopo la fase mestruale del ciclo.
  • Sospetta infiammazione o infezione vaginale.

In questi casi, bisogna rimandare di qualche giorno.

Pap test in gravidanza

Non ci sono controindicazioni al Pap test in gravidanza: basta solo far presente al medico che si aspetta un bambino. Le principali autorità sanitarie raccomandano alle donne incinte di farlo, se non lo hanno effettuato recentemente. Il Pap test è consigliabile nel primo trimestre di gravidanza, in modo da poter decidere il miglior approccio nel caso in cui risulti qualche anomalia. In realtà, gli step successivi non cambiano: se il Pap test è positivo, si procede con ulteriori approfondimenti.

Molto spesso il Pap test viene fatto durante la prima visita ostetrica. In questo caso, il prelievo citologico rientra tra gli esami gratis in gravidanza.

Pap test in menopausa

Le donne in menopausa devono sottoporsi al Pap test? La risposta è affermativa almeno fino ai 65 anni, anche se non hanno più rapporti sessuali. Innanzitutto perché il Pap test dà informazioni importanti sulle condizioni dell’endometrio. Inoltre, non bisogna dimenticare che l’Hpv può rimanere silente per anni, prima di evolvere in un cervicocarcinoma. La prevenzione quindi va fatta a qualsiasi età.

Pap test se si è vergini

Le ragazze che non hanno ancora avuto il loro primo rapporto sessuale possono tranquillamente fare il Pap test. Per loro il rischio di tumore del collo dell’utero è molto basso, se si considera che la causa principale è l’Hpv che si trasmette per via sessuale. Ciononostante esistono alcune forme che non sono collegate al Papilloma virus trasmesso da un partner.

Se la donna è vergine, va detto all’operatore che materialmente esegue l’esame. Con gli strumenti giusti e una dose in più di delicatezza, tutto filerà liscio senza alcun fastidio.

Fonti

Istituto Superiore della Sanità
Ministero della Salute
Policlinico Universitario “Agostino Gemelli”
Società Italiana di Ostetricia e Ginecologia
Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro

Le informazioni pubblicate in questo articolo non si sostituiscono al parere del medico. Ti invitiamo a consultarlo in caso di dubbi o necessità.