Fertilità femminile, quali sono i suoi nemici

donna distasa sul letto
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La fertilità, sia maschile che femminile, è un bene prezioso da tutelare. Le buone abitudini cominciano presto, sin dall’adolescenza, e garantiscono benessere quando si è adulti e si cerca una gravidanza. Le donne nascono già con la loro riserva ovarica, cioè con tutti gli ovociti che mensilmente verranno espulsi dalle ovaie per essere fecondati. Questa scorta si riduce in modo naturale e progressivo fino alla menopausa (leggi QUI un approfondimento). La fertilità femminile però ha alcuni “nemici” che rischiano di peggiorarla o, in casi più seri, di comprometterla. Ecco quali sono i più comuni individuati dal ministero della Salute e cosa si può fare per non mettere a rischio la nostra capacità riproduttiva. 

Fertilità femminile ed endometriosi 

Sono circa 3 milioni le donne che in Italia soffrono di endometriosi, una delle cause più frequenti di infertilità femminile. L’endometrio è il tessuto interno dell’utero. Ogni mese si prepara per accogliere un eventuale “prodotto del concepimento”, ma se la fecondazione non avviene si sfalda e viene eliminato con le mestruazioni. 

L’endometriosi è una crescita anomala del tessuto uterino che provoca un’infiammazione cronica degli organi in cui l’endometrio si è sviluppato. Non sempre viene diagnosticata subito. Capita infatti che venga confusa con qualche altro disturbo, ad esempio la sindrome del colon irritabile oppure un’infiammazione pelvica. In alcuni casi (20-25%) l’endometriosi non causa sintomi. Quelli più classici sono i dolori addominali piuttosto intensi. 

La patologia si diagnostica attraverso la visita ginecologica e una successiva biopsia del tessuto. Quando però la diagnosi tarda (e può accadere per anni) è più alto il rischio di sterilità (30-40% dei casi). Curare l’endometriosi è possibile, anche se a volte la malattia cronicizza. I trattamenti prevedono una terapia medica ormonale o l’intervento chirurgico.

Fertilità femminile e sindrome dell’ovaio policistico 

La sindrome dell’ovaio policistico interessa una fetta di popolazione tra il 5 e il 10%. Si tratta di un disturbo del sistema endocrino. È responsabile dell’ingrossamento delle ovaie e causa anche lo sviluppo di cisti liquide che possono avere varie dimensioni. Altri sintomi sono le mestruazioni irregolari e un eccesso di testosterone, un ormone maschile. 

Oltre a comportare talvolta problemi di fertilità, la sindrome ha alcune possibili complicanze, come il diabete, il colesterolo alto, l’infiammazione del fegato. La diagnosi avviene escludendo altri problemi o malattie. La cura invece dipende dai sintomi. In genere, vengono prescritti dei farmaci per regolarizzare il ciclo e aiutare l’ovulazione. È molto importante che il trattamento sia associato ad una dieta e alla perdita di peso, qualora sia eccessivo. 

Fertilità femminile e miomatosi uterina 

I miomi (più conosciuti come fibromi) sono dei tumori benigni che si sviluppano all’interno dell’utero. Solitamente si presentano dopo i vent’anni, con una prevalenza maggiore nelle donne tra i 40 e i 50 anni. Talvolta la miomatosi uterina è asintomatica, mentre in altri casi si presenta con un flusso mestruale talmente abbondante da richiedere il parere del ginecologo. Tra gli altri sintomi ci sono le perdite tra un ciclo e l’altro, il dolore pelvico, il senso di pesantezza addominale. 

A volte i fibromi si scoprono durante la gestazione, ma questo non sempre costituisce un problema. Tutto dipende dalle dimensioni e dal punto in cui si sviluppano. Anche quando si cerca una gravidanza i miomi possono dare qualche fastidio, ad esempio ostacolando o compromettendo l’impianto dell’embrione. La diagnosi viene fatta dal ginecologo attraverso visita ed ecografia. I miomi si curano o con i farmaci oppure con l’intervento chirurgico per la loro asportazione. 

Fertilità femminile e fattori di rischio 

Alcune situazioni sono in grado di influire negativamente sulla fertilità femminile. Vediamone alcune. 

  • Fumo. Secondo alcune stime, le sigarette causano il 13% di casi di infertilità femminile. Gli effetti negativi sono anche altri: possono anticipare la menopausa, aumentare il rischio di osteoporosi, causare anomalie all’utero e alle tube. 
  • Alcol. Gli alcolici implicano una minore produzione di ormoni femminili. A catena ciò comporta irregolarità mestruali, insufficienza ovarica, menopausa precoce. 
  • Sostanze dopanti. Tra i loro effetti c’è quello di far produrre all’organismo troppi ormoni maschili. Le conseguenze sono irregolarità mestruali, mancanza di ovulazione, riduzione della ghiandola mammaria e crescita patologica di peli. 
  • Disturbi alimentari. Il peso ha un’influenza diretta sulla fertilità di una donna. L’eccessiva magrezza può causare amenorrea, cioè scomparsa delle mestruazioni. L’obesità ha conseguenze negative sullo sviluppo e sulla regolarità del ciclo. 
  • Droghe. I loro effetti dipendono dalla sostanza assunta. La marijuana può diminuire il livello di estrogeni e progesterone e aumentare i cicli mestruali anovulatori (in cui cioè non si verifica ovulazione). La cocaina altera l’equilibrio ormonale e riduce la fertilità. Gli oppiacei causano ipogonadismo e amenorrea.
  • Malattie sessualmente trasmissibili. Avere rapporti sessuali senza protezione può aumentare il rischio di andare incontro a patologie come ad esempio la clamidia (può comportare danni all’endometrio e alle tube di Falloppio), gonorrea (causa problemi tubarici), il papilloma virus (può interferire con la formazione dell’embrione).
  • Fattori ambientali. Alcune sostanze interferiscono con la produzione di ormoni e possono portare alla distruzione degli ovociti. Il rischio è causato da interferenti endocrini contenuti in solventi industriali, materie plastiche, pesticidi, metalli pesanti, sostanze inquinanti (ad esempio la diossina). 
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