Urine in gravidanza, tutto quello che c'è da sapere

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Durante la gravidanza è uno degli appuntamenti fissi, uno di quelli a cui non potete proprio rinunciare. Non parliamo del parrucchiere e neppure dell’estetista, pur essendo entrambi non trascurabili. Parliamo delle analisi delle urine. È un semplicissimo test che si ripete più volte nel corso dei mesi e che dà importanti informazioni sullo stato di salute non soltanto dell’apparato urinario, ma anche di altri organi. Monitorare le urine in gravidanza è dunque fondamentale e adesso vediamo in dettaglio perché.

A cosa serve l’esame delle urine in gravidanza  

Sembrerà strano, ma anche la pipì è un indicatore di benessere, soprattutto durante la gravidanza. Oltre ai suoi componenti, anche il suo aspetto può infatti dirci molto su come stiamo e se ci sono dei problemi che apparentemente non vediamo. Sottoporsi quindi regolarmente a questo esame è importantissimo. 

La presenza nelle urine di alcune sostanze (come il glucosio o le proteine) diventa la spia di qualcosa che non funziona come dovrebbe e che va indagata in maniera più approfondita. Ricordiamo che alcuni disturbi non sempre danno sintomi. Tanto per fare un esempio restando in tema di vie urinarie, la cistite in gravidanza talvolta è asintomatica. Senza le analisi delle urine fatte di routine quindi potrebbe non essere diagnosticata, comportando alla lunga problematiche più complesse. 

Ogni quanto sottoporsi all’analisi delle urine in gravidanza 

È uno degli esami che si fanno con maggior regolarità, praticamente tutti i mesi. Le raccomandazioni del ministero della Salute dicono che l’esame delle urine completo, insieme all’urinocoltura (vedremo più avanti di cosa si tratta), vanno fatti: 

In queste tre epoche gestazionali, l’esame è totalmente a carico del Sistema sanitario nazionale (quindi è gratuito). Tuttavia, i ginecologi sono più propensi a prescriverlo tutti i mesi, proprio per la sua rilevanza in termini di salute. 

Come si fa la raccolta delle urine 

Le urine da far analizzare devono essere le prime del mattino perché è maggiore la concentrazione delle varie sostanze contenute. A differenza della maggior parte degli esami del sangue, non è necessario essere a digiuno. Lavate sempre bene le mani prima di iniziare. Utilizzate un contenitore sterile. Potete acquistarlo in farmacia, in parafarmacia o in sanitaria, anche se spesso si trova anche nei supermercati. 

Il primo getto di pipì non va raccolto perché ha ristagnato nell’uretra ed è stato più a contatto con l’esterno. Attenzione anche a non toccare con le mani il bordo del contenitore e i genitali. Il campione va consegnato al laboratorio d’analisi nel più breve tempo possibile, preferibilmente entro un’ora dalla raccolta. 

Come si legge il referto degli esami delle urine in gravidanza 

L’esame delle urine si divide sostanzialmente in due parti: 

  • Analisi fisica e chimica.
  • Analisi del sedimento. 

L’analisi fisica indica le principali caratteristiche delle urine. In base ad esse e ad eventuali modificazioni, il medico può capire se in effetti c’è qualche piccolo o grande problema. Ne elenchiamo alcune per darvi un’idea di ciò di cui stiamo parlando. 

  • Colore. Quello normale è giallo-paglierino. Il colore delle urine può essere influenzato da vari fattori, ad esempio l’alimentazione oppure alcuni farmaci. Potrebbe cioè capitare che dopo aver preso un integratore per la gravidanza o aver fatto scorpacciata di carote la pipì diventi arancione. In alcuni casi però il colore è la spia di un possibile problema: ad esempio, le urine blu/verdi possono essere causate da un’infezione batterica. Urine giallo scuro indicano una forte concentrazione o la presenza di bilirubina, mentre quelle rosa sono associate all’assunzione di anticoagulanti. 
  • Odore. Anche questa caratteristica può dipendere da vari elementi, compresi cibi e farmaci. Se per esempio sentite un odore dolce/fruttato potrebbero essere presenti dei chetoni, per esempio a causa del vomito. Un odore di ammoniaca invece può significare anche che è passato molto tempo tra la raccolta e l’analisi e i batteri stanno alcalinizzando le urine. Il sentore di birra invece è spesso indice di infezioni delle vie urinarie. 
  • Aspetto. Normalmente le urine devono essere limpide, trasparenti. Se invece il loro aspetto è torbido potrebbe esserci un’infezione in corso oppure la quantità di acqua assunta dalla futura mamma è scarsa. In effetti, soprattutto se si è nel primo periodo e si soffre di nausea o vomito, bere diventa difficile, considerando tra l’altro che la quantità dovrebbe essere almeno di un litro e mezzo al giorno. 
  • Peso specifico. Il suo valore indica la capacità dei reni di concentrazione ed escrezione delle urine. Dà quindi delle informazioni sulla funzionalità renale. Più il peso specifico è alto, più l’urina è concentrata. I valori normali del peso specifico sono compresi tra 1,015 e 1,030. L’aumento o la diminuzione possono dipendere da vari fattori, dalla quantità di liquidi assunta, dai farmaci, da alcune malattie, fino allo stress. 
  • pH. Il livello corretto di pH è tra 5 e 7 e indica lo stato acido-base della persona. Un pH maggiore di 7 spesso si rileva quando c’è un’infezione delle vie urinarie (frequentissime in gravidanza) oppure altri tipi di problematiche. Valori bassi invece potrebbero essere collegati a disturbi come disidratazione, febbre, diarrea. Oltre ai farmaci, anche alcuni cibi influenzano l’andamento del pH. La frutta e la verdura ad esempio tendono a farlo aumentare, mentre le diete iperproteiche rendono l’urina più acida e quindi fanno abbassare il pH. 
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Sostanze riscontrabili nelle urine in gravidanza (esame chimico)

Oltre alle caratteristiche che abbiamo appena elencato, l’analisi chimico-fisica dà informazioni anche sulla presenza di alcune sostanze nelle urine. Nella maggior parte dei casi non dovrebbero esserci, quindi sono il segnale che qualcosa non va come dovrebbe. Vediamo alcuni esempi. 

  • Glucosio. Di norma è assente oppure c’è in piccolissime quantità. Se invece il valore si alza, significa che nel sangue c’è una circolazione importante di zuccheri che quindi vengono in parte eliminati urinando. L’eccesso di glucosio è uno dei sintomi del diabete gestazionale. Se si riscontra nelle urine è probabile che saranno necessari altri esami, come la curva da carico di glucosio.
  • Corpi chetonici. I chetoni sono delle sostanze che si sviluppano quando l’organismo non ha più zuccheri a disposizione e inizia a bruciare grassi. È il meccanismo dell’acetone nei bambini, che si presenta ad esempio quando hanno febbre molto alta oppure vomito o anche dopo uno sforzo molto intenso. La presenza di corpi chetonici nelle urine di una donna incinta potrebbe essere giustificata dal vomito gravidico.
  • Nitriti. In condizioni normali, non dovrebbero esserci nitriti nelle urine. Se invece vengono evidenziati dall’esame delle urine significa che probabilmente c’è in atto un’infezione alle vie urinarie di origine batterica. L’ipotesi è più plausibile se c’è un pH superiore a 7 e un aspetto torbido delle urine. Tra i più comuni agenti patogeni (anche in gravidanza) ci sono l’Escherichia coli e la Klebsiella. 
  • Proteine. In gravidanza sono un indicatore importantissimo, quando vengono trovate nelle urine. Se il rialzo è lieve e non ci sono altri sintomi, la situazione non desta particolare preoccupazione. Il problema è se contemporaneamente compaiono anche altri disturbi, come la pressione arteriosa alta e l’edema (gonfiore causato da accumulo di liquidi). Sono tutti campanelli di allarme della preeclampsia, che non va assolutamente presa sottogamba per le conseguenze anche gravi che può avere sul bambino e sulla mamma. In caso di proteine nelle urine, la gestante sarà tenuta sotto stretto controllo per monitorare l’andamento della gravidanza. 
  • Emoglobina. È una proteina di colore rosso che si trova nei globuli rossi. La sua funzione è quella di trasportare ossigeno in tutti i tessuti dell’organismo. Riscontrarla nelle urine significa quindi presenza di sangue, cosa che non dovrebbe succedere. Tra le cause ci sono la cistite, polipi cervicali, renella (è una sorta di “sabbietta” all’interno dei reni che può provocare piccole perdite di sangue nell’uretere), calcoli renali. 
  • Bilirubina. Viene prodotta dalla distruzione dei globuli rossi ed è il principale pigmento della bile. La sua presenza nelle urine potrebbe suggerire problemi a carico del fegato, ma indipendentemente dalla gravidanza.  

Esame microscopico delle urine in gravidanza 

Oltre ad essere analizzate dal punto di vista dell’aspetto e della composizione chimica, l’altro parametro che viene controllato è il sedimento, cioè ciò che si deposita sul fondo della provetta dopo il processo di centrifugazione e che viene visualizzato al microscopio. È possibile quindi trovare: 

  • Leucociti. Sono globuli bianchi e, soprattutto se sono positivi anche altri parametri, indicano che c’è un’infezione in corso. 
  • Eritrociti. Altro modo per definire i globuli rossi. Piccole tracce di sangue nelle urine non sono preoccupanti, ma devono essere tenute sotto controllo. Quando c’è emoglobina nell’esame chimico-fisico, è probabile che ci siano eritrociti nell’esame microscopico.
  • Cellule delle basse o delle alte vie. Se sono poche non destano particolare preoccupazione perché derivano dal normale ricambio dello strato superficiale delle cellule delle vie urinarie.
  • Cristalli. Si formano ad esempio se si beve poco oppure a causa dell’alimentazione. Una dieta ricca di formaggi o carne è un fattore predisponente. 
  • Batteri. Se non ci sono altri segnali di infezione (ad esempio, alterazioni del pH o dell’aspetto, presenza di globuli bianchi, etc.), potrebbero dipendere semplicemente dalla scarsa quantità di acqua normalmente assunta. È opportuno dunque bere di più e ripetere l’esame. Discorso diverso se invece ci sono altri elementi che fanno pensare ad uno stato infettivo. In tal caso è necessaria una urinocoltura.
  • Miceti. Sono funghi. Se ci sono anche leucociti, probabilmente è in atto una infezione delle alte o basse vie urinarie. 
  • Cilindri. Normalmente nelle urine non ci sono. La loro presenza è quindi indice di un problema, ad esempio una malattia renale acuta o cronica. 

Urinocoltura: cos’è e perché si fa 

L’urinocoltura è un esame delle urine che si esegue allo stesso modo di quello “semplice” di cui abbiamo parlato finora. Il suo scopo è quello di individuare eventuali batteri che indicano un’infezione delle vie urinarie. È anche un esame di “secondo livello”. Se quello normale fa venire il sospetto di un’infezione, si fa l’urinocoltura per capire bene il responsabile. 

L’urinocoltura si associa al cosiddetto antibiogramma. È un test di laboratorio che mette a contatto il microrganismo riscontrato nelle urine con un antibiotico. Lo scopo è quello di capire qual è il farmaco più efficace per quello specifico batterio. Non tutti gli antibiotici infatti sono indicati per la cura delle infezioni. Spesso quello che è adatto a curare un problema urinario non va bene per le vie respiratorie. Oltretutto, usare i farmaci in maniera impropria favorisce l’antibioticoresistenza, quel fenomeno che rende le malattie resistenti ad alcune medicine perché l’agente patogeno si è “abituato” al loro meccanismo di azione. È quindi importante scegliere il prodotto giusto. 

Uso degli antibiotici in gravidanza 

L’esame delle urine è positivo, l’urinocoltura ha individuato il batterio colpevole, il ginecologo prescrive l’antibiotico e voi vi preoccupate. Niente panico, mamme! È una scelta ponderata per la salute vostra e del vostro bambino. Esistono antibiotici che sono compatibili con la gravidanza e non dovete spaventarvi di nuocere al vostro piccolino. Sono stati studiati appositamente. Quindi state serene. È molto più importante curarsi. Il rischio di alcune patologie è ben più alto di quello degli antibiotici. In ogni caso, non fate mai di testa vostra: i farmaci si prendono solo sotto controllo medico. 

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