Secondo mese di gravidanza: tutte le informazioni

secondo mese di gravidanza
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Se il primo è quello che passa praticamente inosservato, il secondo mese di gravidanza riveste già un’importanza diversa. Se ancora non si sa di essere incinta, è in questo periodo che si fa questa dolcissima scoperta. Ma non solo. È il momento della prima visita e della prima ecografia. E molto spesso si sente già il cuoricino che batte. Insomma, emozioni senza fine. Il rovescio della medaglia? I sintomi della gravidanza potrebbero diventare davvero fastidiosi. Ma per amore dei nostri bimbi si sopporta qualsiasi cosa.

Secondo mese: a quante settimane corrisponde 

Ormai è abbastanza chiaro: la grande avventura inizia il primo giorno dell’ultima mestruazione. E la gravidanza si conta seguendo le settimane. 

Il secondo mese va da 4+4 (4 settimane+4 giorni) a 8+5 (8 settimane e 5 giorni). 

Secondo mese di gravidanza e beta Hcg

Il ritardo delle mestruazioni ormai è praticamente certo, anche in caso di cicli mestruali irregolari. L’impianto è avvenuto, con o senza perdite, e l’ormone beta Hcg è già pienamente in circolo. Il test casalingo è positivo, ma molto probabilmente il ginecologo vorrà prescrivere anche l’esame del sangue per avere la certezza assoluta. 

Da questo punto di vista i ginecologi si dividono in due grandi categorie. Ci sono quelli che neanche richiedono l’esame del sangue per valutare le beta Hcg. O al massimo lo fanno fare soltanto una volta per essere sicuri che ci sia effettivamente la gravidanza. E tutto finisce lì.

Quelli della seconda scuola di pensiero invece fanno ripetere il prelievo di sangue per valutare l’andamento. Nel primi tempi, le beta Hcg raddoppiano ogni due giorni, successivamente crescono in maniera più “soft” per poi assestarsi ad un livello stabile. Alcuni ginecologi quindi vogliono controllare la crescita dell’ormone per verificare che sia tutto ok. Un rallentamento nella crescita delle beta Hcg potrebbe essere la spia di qualcosa che non va. 

Secondo mese di gravidanza: cosa succede alla mamma

Pian piano il corpo inizia a cambiare per adattarsi alla nuova condizione. Ancora chiaramente è molto presto perché la pancia cominci a crescere, ma un po’ di gonfiore potrebbe esserci. L’utero si ingrandisce per far posto al bambino. L’embrione è ancora piccolo, ma tutto si sta lentamente mettendo in moto per le settimane che verranno. Ad esempio, il volume del sangue crescerà notevolmente per far fronte a tutte le esigenze della mamma e del piccolo.

Secondo mese di gravidanza: cosa succede al bambino

Nelle prime settimane, lo sviluppo dell’embrione è velocissimo. Le dimensioni sono ridotte, ma le cellule si moltiplicano molto rapidamente. La forma è quella di un girino. Gli organi cominciano a formarsi ben presto e ci sono già gli abbozzi di quelle che saranno braccia e gambe. Tra la sesta e la settima settimana si può percepire benissimo il battito cardiaco. È molto più accelerato di quello di un adulto e può arrivare addirittura a 150 battiti al minuto.

Sintomi del secondo mese di gravidanza 

L’ormone beta Hcg è responsabile della nausea e, quando c’è, del vomito. Sono più insistenti in tutto il primo trimestre perché in questo periodo più alta è la concentrazione di beta Hcg. Nel corso del secondo mese quindi il sintomo potrebbe farsi sentire parecchio, anche se potrebbe essere più accentuato durante il terzo, per poi migliorare (anche se c’è qualche eccezione). 

La sensibilità agli odori adesso è più forte e cambiano un po’ i gusti a tavola. In genere si cerca di mangiare ciò che allevia la nausea. Ogni futura mamma tenta qualsiasi rimedio pur di sentirsi meglio: cibi secchi, alimenti salati, menta, zenzero, Coca-Cola, limone e chi più ne ha più ne metta. 

Anche la stanchezza non scherza e l’umore può essere altalenante. Man mano che l’utero cresce si sentirà lo stimolo ad urinare molto più spesso. E soprattutto diventa molto difficile riuscire a trattenersi. Altro sintomo tipico del secondo mese di gravidanza è l’aumento di volume del seno. Potreste prendere una taglia in più davvero in pochissimo tempo! È importante sostenerlo in modo corretto, quindi tra i primi acquisti va previsto un reggiseno comodo con le bretelle larghe che dia il massimo confort.

Gli ormoni in circolazione potrebbero avere delle ripercussioni anche sulla funzionalità intestinale. Le alternative sono due: o un’ostinata stitichezza oppure un’antipatica diarrea. Ovviamente, in entrambi i casi, bisogna gestire bene la propria alimentazione. 

Le perdite trasparenti sono del tutto normali. Bisogna invece allertare il ginecologo in caso cambino colore, se sono di sangue, se ci sono altri sintomi (prurito, bruciore, cattivo odore), se avvertite dolori mestruali.

Se siete tra le mamme baciate dalla fortuna potreste non avere il minimo sintomo. Il sogno di ogni mamma in attesa. E non c’è da preoccuparsi.

Secondo mese: le cose da fare 

Prima di tutto, se ancora non se ne ha uno, bisogna scegliere il proprio ginecologo di fiducia, che vi guiderà durante tutto il percorso della gravidanza. La decisione può essere influenzata da vari fattori: settore pubblico o privato, clinica oppure ospedale, donna o uomo, sono alcuni criteri che vi guideranno. 

Una delle prime cose che prescriverà sono alcuni esami del sangue molto importanti. Oltre ad un normale emocromo, al fattore Rh e al gruppo sanguigno, si dovrà ad esempio sapere se avete già avuto la rosolia, malattia apparentemente banale che col pancione diventa pericolosa. Farete il cosiddetto Rubeo test. Altro esame fondamentale è il Toxo test che serve a capire se la futura mamma è immune alla toxoplasmosi o meno. Dall’esito dipendono alcune regole basilari, come il divieto di mangiare carne cruda. Gli esami del primo trimestre sono parecchi, ma molti non si pagano.

Anche se si è “solo” al secondo mese di gravidanza, l’alimentazione va curata con attenzione. La qualità di ciò che si porta in tavola è fondamentale. Nella scelta di frutta e verdura, ad esempio, la preferenza va data ai prodotti della stagione in corso, che sicuramente sono più genuini. Oppure rispetto a carni e formaggi grassi, meglio quelli magri. E occhio anche alle cotture: devono essere semplici. Cercate di partire col piede giusto e di tenere sotto controllo il peso fin da subito.

Da non dimenticare mai l’acido folico. Per tutto il primo trimestre non va abbandonato, ma generalmente si consiglia di assumerlo per tutta la gravidanza e spesso anche durante l’allattamento. 

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Questo è il momento della prima visita con il ginecologo. Solitamente si evita di farla troppo precocemente perché il rischio è che la gravidanza sia talmente all’inizio da non vedere nulla, creando tanta ansia. Ecco perché in genere si fissa almeno a 7 settimane. 

La prima visita consiste in due parti. Nella prima c’è un colloquio minuzioso con il medico, che farà una serie di domande sulla propria storia, sia clinica (anche familiare per vedere se c’è qualche patologia particolare, ad esempio la sindrome di Down o il diabete) che personale, cioè sul proprio stile di vita, le attività, e così via. Verrà chiesta la data dell’ultima mestruazione così da calcolare la data presunta del parto. Verrete anche pesate. Tutto verrà scritto in una sorta di cartella clinica che riporterà tutti i dettagli della gravidanza. 

La seconda parte della visita invece consiste nell’ecografia. 

La prima ecografia 

Eccolo il momento più atteso fin dal test positivo in mano: l’ecografia, il primo incontro col bambino! La prima ecografia serve a datare bene la gravidanza. In base ad alcune misure standard, il ginecologo (o l’ecografista) potrà dire se l’embrione effettivamente ha le dimensioni giuste per la sua epoca gestazionale oppure se è più piccolo o più grande.  

La prima ecografia ha anche l’importante funzione di valutare la sede in cui si è impiantata la gravidanza, il numero di feti, l’eventuale presenza di distacchi placentari. Non va fatta troppo presto perché potrebbe non vedersi nulla o comunque solo la camera gestazionale e il sacco vitellino. A 4 settimane l’embrione ancora non c’è.

Infine, ma non meno importante, l’ecografia serve a sentire il battito cardiaco fetale. E, anche in questo caso se fatta troppo presto, questo potrebbe non avvenire, scatenando tante paure. Meglio quindi attendere un po’ di più ed essere sicure. 

Come viene fatta? Si tratta di un’ecografia transavaginale. La sonda cioè viene inserita direttamente in vagina. Le prime ecografie saranno tutte così.

La quinta settimana di gravidanza

Generalmente la quinta settimana di gravidanza è quella in cui compaiono più nettamente i sintomi. Se prima erano molto sfumati, adesso si fanno sentire per bene. Responsabile soprattutto l’ormone beta Hcg.

La sesta settimana di gravidanza

Nella sesta settimana di gravidanza il piccolo embrione misura 4-6 millimetri. E già si muove tanto nella pancia. Solo che ha tanto spazio, quindi non ve ne potete rendere conto.

La settima settimana di gravidanza

Durante la settimana settimana di gravidanza la nausea potrebbe peggiorare. Mai assumere farmaci di testa propria: anche se sono specifici per le donne incinte è sempre meglio chiedere consiglio al medico. 

L’ottava settimana di gravidanza

Già nel corso dell’ottava settimana di gravidanza si può cominciare a pensare di sottoporsi alla villocentesi. È una tecnica che serve a diagnosticare alcune patologie genetiche importanti. Parlatene al ginecologo.

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