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Large - arriva la nuova sez baby
tavola con cibo e bevande da aperitivo

L’alimentazione è uno degli aspetti più importanti durante la gravidanza. Mangiare cibo sano e avere una dieta bilanciata sono le prime due regole da rispettare, sia per non esagerare con il peso e non prendere troppi chili difficili poi da smaltire, sia per garantire a voi e al piccolino il giusto apporto di tutte le sostanze nutritive.

I dubbi però su cosa si può mangiare in gravidanza e cosa è meglio evitare possono essere tanti. È ovvio e scontato che sarà il vostro ginecologo a consigliarvi nella maniera migliore (quando lo scegliete vi affidate a lui al 100% ed è giusto seguire ciò che vi dice). Noi intanto vi proponiamo una lista di cibi sì e cibi no in dolce attesa. È chiaramente incompleta, ma forse può sciogliere qualche piccola curiosità.

A- Aragosta. I crostacei (aragoste, astici, gamberi, gamberoni) non sembrano presentare particolari problemi durante la gestazione a due condizioni: che non siate soggette ad allergie (perché sono alimenti piuttosto allergizzanti) e che li consumiate cotti. Sono una buona fonte di proteine e, se cucinati in modo semplice, facilmente digeribili.

B- Birra. L’alcol in gravidanza è assolutamente out in qualsiasi “forma”. E il motivo è semplicissimo: gli alcolici fanno male al vostro bambino. Ad esempio, possono provocare basso peso alla nascita e parto prematuro. Meglio quindi evitarli del tutto. E vale anche per l’allattamento: non credete a chi vi dice che la birra fa produrre più latte: è una sciocchezza colossale (leggi anche gli altri falsi miti sull’allattamento). 

C- Caffè. Sì con moderazione. Se non vi dà fastidio (c’è chi non tollera neppure l’odore), un paio di tazzine di caffè in gravidanza al giorno non sono nocive. Se si eccede però potreste innervosirvi o avere la tachicardia, situazioni che non giovano al feto. Se avete problemi di insonnia non bevete caffè o bevande con caffeina dal pomeriggio in poi: vi fareste del male da sole. Le stesse considerazioni valgono per la teina.

D- Dolci. Anche qui sì con moderazione. Torte e biscotti si trasformano immediatamente in “ciccia” difficile da buttar giù. Limitatevi quanto più possibile e cercate di evitare dolci troppo complicati, soprattutto con creme, e preferite quelli fatti in casa. Assolutamente banditi in caso di diabete gestazionale o glicemia alta.

E- Erbe aromatiche. Basilico, prezzemolo, maggiorana, timo, rosmarino: che fare col pancione? Se si tratta di quelle essiccate che si acquistano al supermercato oppure se vengono cotte (ad esempio, il basilico nella salsa di pomodoro) non c’è alcun problema. Se intendete consumarle crude valgono le corrette norme di igiene per evitare la toxoplasmosi (lavaggio accurato, eventualmente con bicarbonato o amuchina e sotto l’acqua corrente a lungo e asciugatura attenta).

F- Fragole. In questo periodo sono bellissime e profumate, vero? Anche in questo caso la questione è duplice: le fragole sono molto allergizzanti (anche se non avete mai avuto una reazione prima, in gravidanza potrebbe succedere) e stanno a contatto con la terra, quindi il rischio di toxoplasmosi sembra più alto. Oltre a lavarle con estrema cura, se proprio non potete resistere, scegliete prodotti bio e, soprattutto, fate in modo che sia un’eccezione. Chiedete però al vostro medico.

G- Gelato. Stessa regola dei dolci: via libera una tantum. È preferibile quello artigianale perché trovate esposti in gelateria tutti gli ingredienti. Scegliete gusti alla frutta, più digeribili e senza uova, così da limitare il pericolo salmonella, batterio che può dare disturbi gastrointestinali molto antipatici.

H- Hamburger. Certo, l’odorino che esce dai fast food può essere molto, ma molto invitante. Lasciarsi tentare o scappar via? Il consiglio è quello di mangiarlo a casa: fatevelo preparare dal vostro macellaio di fiducia, cuocetelo bene e mettetelo nel panino. E, se proprio volete farla completa, friggete anche le patatine. L’hamburger del fast food può non essere ben cotto e l’insalata non sapete come è stata lavata. E poi è super grasso! Vale la pensa rischiare?

I- Insalata. Qui dipenderà molto dal vostro ginecologo: c’è chi la proibisce, mentre altri medici sono più permissivi, con qualche raccomandazione. La tendenza generale è quella di lavarla molto bene, almeno per 10 minuti, e sciacquarla abbondantemente sotto l’acqua corrente. Fatelo anche con le insalate già imbustate. Evitate di mangiare lattuga al bar, al ristorante e in ogni posto in cui non siete certe di come è stata pulita.

L- Latte. Sì solo a quello pastorizzato, scremato o parzialmente scremato (sono più leggeri di quello intero). No invece al latte crudo, ad esempio quello appena munto. Il “pericolo” si chiama listeriosi. 

M- Maionese. Il problema della maionese e di altre salse sono le uova crude, che possono veicolare la salmonella, che muore alla temperatura di 63° (basta anche un solo minuto). Di conseguenza, per stare tranquille bisogna evitare la maionese fatta in casa e acquistare prodotti in cui sia specificato che le uova sono pastorizzate (in genere, nella grande distribuzione lo sono sempre). Lo stesso quindi vale per salse a base di maionese, ad esempio quella tonnata.

N- Noci. Insieme a nocciole, mandorle, pistacchi e al resto della frutta secca a guscio, le noci in gravidanza fanno benissimo. Contengono omega-3, acidi grassi alleati della salute, e inoltre sono un ottimo spuntino: ne basta una manciata per spezzare un attacco di fame improvviso, tipico della gestazione.

O- Olio. L’extravergine d’oliva è il condimento per eccellenza e va preferito a quello di semi o ad altri grassi: il burro e la margarina, ad esempio, vanno limitati sempre, quindi anche in gravidanza. Condite i vostri piatti con olio extravergine d’oliva, possibilmente a crudo: dà un ottimo sapore e fa anche bene. Nessuna controindicazione, ma solo il consiglio di non esagerare con le quantità.

P- Pesce. Sì purché sia cotto. In realtà, il sushi in gravidanza non sarebbe proprio vietato perché non è veicolo di toxoplasmosi e, se il pesce è adeguatamente abbattuto, anche il rischio salmonella è ridotto, anche se ci sono altre possibili infezioni che possono essere trasmesse. In generale, sarebbe però meglio evitare, ma chiedete al medico. Anche cotti, limitate il consumo di pesci grossi (come il pesce spada e il tonno) perché contengono molto mercurio, mentre per gli altri tipi non c’è alcuna limitazione. In particolare, il pesce azzurro è il più salutare di tutti.

R- Robiola e formaggi freschi. Anche in questo caso il problema è il latte, che deve essere pastorizzato: accertatevi che sia scritto in modo chiaro sulla confezione. Lasciate stare formaggi molli tipo gorgonzola, brie e camembert (rischio elevato di Listeria monocytogenes, un batterio che può causare un’intossicazione alimentare particolarmente pericolosa in gravidanza, la listeriosi). Preferite quelli stagionati (grana e parmigiano), mozzarella, ricotta e fiocchi di latte. Tutti rigorosamente pastorizzati.

S- Salumi. Ecco una nota dolente per le mamme in attesa: quali salumi si possono mangiare in gravidanza? Quelli cotti sono sicuri: prosciutto cotto e mortadella. Vietati gli altri: prosciutto crudo, salame, salsiccia, speck, pancetta, bresaola. Non essendo portati a temperature elevate possono essere pericolosi per la toxoplasmosi.

T- Tonno in scatola. Non è tra i cibi proibiti, ma va consumato con moderazione, sia perché rientra tra i pesci ad alto contenuto di mercurio e sia perché ha molto sale.

U- Uova. Vietate se sono crude perché, come abbiamo detto, possono trasmettere la salmonella. Quindi, niente carbonara o uova alla coque, sì a frittate, omelette, uova sode, fritte o strapazzate. Oltre alla maionese di cui abbiamo già parlato, occhio a mascarpone o zabaione fatti in casa: si possono mangiare solo se preparati con uova pastorizzate.

V- Vongole. I frutti di mare hanno molte proprietà nutritive e possono fare bene anche in gravidanza. Mai assumerli crudi però. Quindi, via libera agli spaghetti con le vongole o con le cozze, a patto che siano ben cotte. Nessun rischio con quelle surgelate: le basse temperature uccidono i microbi.

Z- Zucchero. È necessario ricordarvi che va limitato sempre e comunque?