Caffè in gravidanza, come comportarsi

caffe in gravidanza
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Espresso oppure americano. Con la moka o rigorosamente al bar. Macchiato col latte o semplicemente nero. Bollente o freddo. Qualunque sia il proprio gusto personale, il caffè è una delle bevande preferite in Italia e in moltissimi altri Paesi. Ovviamente ci sono anche persone a cui non piace, ma per chi lo ama è un vero e proprio rito che inizia al mattino. Ma come comportarsi con il caffè in gravidanza? Si può bere o va evitato? E in quale quantità?

Caffè in gravidanza: un dibattito aperto

Le posizioni del mondo scientifico sull’assunzione di caffè in gravidanza sono diverse. Accanto a quelle più “morbide” secondo cui la caffeina non è nociva, ci sono quelle che invece evidenziano alcuni pericoli. Questa sostanza è in grado di attraversare la placenta, arrivando al feto. Il piccolino però non è capace di metabolizzarla allo stesso modo di un adulto. Quindi, qualche rischio c’è.

La parola d’ordine quindi è una soltanto: moderazione. Il caffè in gravidanza non va completamente bandito, ma non si deve assolutamente esagerare con le quantità consumate. In realtà, soprattutto nel primo trimestre, il problema potrebbe proprio non sussistere. L’aroma forte e penetrante della bevanda può scatenare la nausea oppure peggiorarla in chi già ce l’ha. Bere caffè diventa quindi l’ultimo pensiero di chi si trova in questa situazione.

Appena però i classici disturbi della gravidanza scompaiono, in genere a partire dal secondo trimestre di gravidanza, una tazzina di caffè spesso è quel che ci vuole per regalarsi una sferzata di energia. Ma fin dove si può arrivare? 

Caffeina: in quali cibi e bevande si trova

Non si deve commettere l’errore di pensare che la caffeina sia contenuta soltanto nel caffè perché si nasconde anche laddove non penseremmo di trovarla: 

  • Caffè.
  • Tè.
  • Bevande energetiche (energy drink).
  • Bevande gassate.
  • Cioccolato (soprattutto quello al latte, ma anche fondente).

Il contenuto di caffeina è più alto nel caffè e nel tè istantanei in polvere. La quantità si riduce nell’espresso, nel tè in bustine, nel caffè fatto con la moka. Anche gli snack e tutte le preparazioni a base di cioccolato sono fonte di caffeina.

Pure il caffè decaffeinato e il tè deteinato ne hanno un po’, ma è davvero poca e quindi innocua per la mamma e il suo bambino. Attenzione anche ai farmaci: alcuni possono contenere la sostanza eccitante. 

Caffè in gravidanza: quali sono i rischi

Sono molti gli studi scientifici che sono stati condotti su questo argomento. La maggior parte è giunta alla stessa conclusione: dosi eccessive di caffeina possono nuocere alla salute del feto. In particolare, nelle raccomandazioni “Nutrizione in gravidanza e durante l’allattamento”, realizzato nel 2018 dalla Fondazione Confalonieri Ragonese su mandato della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), dell’Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI) e dell’Associazione Ginecologi Universitari Italiani (AGUI), si evidenzia che diversi studi hanno dimostrato una correlazione tra assunzione di caffeina e varie problematiche in gravidanza: aumento del rischio di aborto spontaneo, basso peso alla nascita, bambino più piccolo rispetto all’età gestazionale, parto prematuro e obesità nel nascituro. 

Il rapporto sottolinea inoltre come non sia ancora stata identificata una soglia sicura per l’assunzione di caffeina in gravidanza, esattamente lo stesso che la SIGO ha ribadito per quanto riguarda il consumo di alcolici (ne abbiamo parlato QUI). “È noto – si legge nelle raccomandazioni – che l’immaturità funzionale del fegato fetale produce un livello insufficiente di enzimi necessari per il metabolismo della caffeina, aumentando il rischio di una eccessiva esposizione”.

E c’è anche un altro aspetto negativo sottolineato dalla Società dei ginecologi. Un eccesso di caffeina riduce l’assorbimento di ferro, fondamentale per mamma e feto. La carenza di ferro può comportare ulteriori problemi, quindi va evitata quanto più possibile.

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Caffè in gravidanza e disturbi della donna

Troppa caffeina può dare alla futura mamma qualche fastidio, in particolare se viene assunta nelle ore serali: 

  • nausea.
  • Acidità di stomaco.
  • Tachicardia.
  • Ansia.
  • Insonnia.
  • Nervosismo.
  • Lieve aumento della pressione arteriosa.

Tenete presente però che la reazione è molto soggettiva e dipende dalla particolare sensibilità della futura mamma, nonché dalla quantità di caffeina assunta.  

Caffè in gravidanza: quanto consumarne 

A definire le linee guida sulla quantità massima di caffeina in gravidanza è, come spesso accade, l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il limite raccomandato è di 200-300 mg al giorno, che corrisponde a circa 2 tazzine di caffè. La SIGO raccomanda invece di non superare i 200 mg quotidiani.

Nel calcolo giornaliero non vanno conteggiati solo i caffè. Come abbiamo visto, seppur in quantità minore, la caffeina si trova anche in altre bevande e in alcuni cibi. Questo va tenuto in considerazione.

Caffè in gravidanza e fumo di sigaretta

Per moltissimi fumatori la tazzina di caffè è quasi sempre accompagnata da una sigaretta. È un gesto quasi automatico che fanno in tanti. Questa associazione è ovviamente vietata in gravidanza quando il fumo va abbandonato. Gli effetti nocivi sul feto sono noti e non è proprio il caso di rischiare. 

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