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neonato con la pancia gonfia a causa della stitichezza

Oggi, care mamme, si parla di… cacca! Inutile girarci intorno: è uno degli argomenti che non si può non affrontare quando si ha un bimbo piccolo. Colore, consistenza, quantità… insomma, un tema che viene sviscerato (ops!) a più non posso negli incontri tra mamme. E basta che un bambino non evacui per un solo giorno per parlare già di stitichezza. Ma è proprio così?

Iniziamo quindi facendo un po’ di chiarezza su cosa si intende per stitichezza nei neonati: il rallentamento delle funzioni intestinali, con emissione ritardata o difficoltosa delle feci. Per essere veramente precisi si dovrebbe utilizzare il termine dischezia, che significa la mancata coordinazione tra la spinta e il rilasciamento dello sfintere anale. In altre parole, il problema nasce dal fatto che ovviamente un neonato non è capace di spingere o controllare i suoi stimoli.

Si capisce quindi che, proprio perché non sanno sforzarsi, nei bambini con meno di un anno d’età il problema della stitichezza è abbastanza comuneDifficilmente però un neonato allattato al seno sarà stitico. I piccoli che bevono latte artificiale sono quindi più predisposti alla stipsi perché nel latte formulato manca il lattulosio, uno zucchero che è naturalmente presente nel latte materno e che aiuta la regolarità intestinale.

Altre cause di stitichezza possono essere lo svezzamento, un uso precoce del vasino o lo “spannolinamento“, cambiamenti di abitudini, di casa, di baby sitter, insomma tutto ciò che a noi sembra facile, ma che su di loro può avere un effetto emotivo ben più serio. Dai 2 anni in poi i bimbi possono avere difficoltà ad evacuare ad esempio perché troppo presi dal gioco che non vogliono interrompere (le feci si disidratano e diventano dure) oppure si rifiutano perché provano dolore.

Cosa fare quindi contro la stitichezza nei neonati? Se il bambino è allattato artificialmente il pediatra potrebbe consigliarvi un latte arricchito con prebiotici o con particolari formulazioni di grassi: le feci diventeranno meno compatte e più facili da espellere.

Potete poi provare con un massaggio. Mettete una mano sull’addome del bambino, tenendolo disteso trasversalmente sulle ginocchia. Ponete l’altra, piatta, sopra la prima, facendo ampi movimenti circolari, dapprima superficiali, poi sempre più profondi, in senso orario. Agite prima con la punta delle dita, quindi con il lato interno della mano che sta sopra, con la base del pollice, con il lato interno dell’altra mano.

Se il bambino è già svezzato scegliete alimenti ricchi di fibre, aumentando la quantità di verdura e frutta (scegliete kiwi, pere, prugne, evitate mele e banane) e fategli assumere dello yogurt.

Se vostro figlio è più grande e senza pannolino, cercate di abituarlo a “visite in bagno” regolari, ad esempio dopo colazione o pranzo, e fatelo sedere comodamente. Se ha l’età giusta per fare attività fisica sappiate che è un toccasana contro la stitichezza!

E infine, ecco quello che proprio non dovete fare: niente metodi strani, tipo “ricette della nonna” (stimolazioni con cotton fioc, gambi di prezzemolo, punte di termometro e così via. Sui sondini in silicone inoltre non tutti sono d’accordo) e niente clisteri, purganti o lassativi (neppure a base di prodotti naturali) a meno che non sia un medico a prescriverli. Il fai da te può essere pericoloso e provocare guai ben più seri della stitichezza nei neonati.