Pelle del neonato, come prendersene cura dalla nascita

pelle del neonato
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È la prima cosa che tocchiamo ai nostri bambini appena venuti al mondo. La accarezziamo, la baciamo, la annusiamo e ogni volta che lo facciamo ci innamoriamo sempre di più. La pelle del neonato ha in sé qualcosa di magico ed è capace di attrarci in ogni istante. C’è anche da dire però che è di una delicatezza unica. Si screpola facilmente, si arrossa, a volte compaiono anche delle piaghette. Ed è quindi giusto prendersene cura fin dal primo giorno. Vediamo insieme come fare.

Pelle del neonato e igiene

A molte di voi sembrerà scontato, ma non è così. L’igiene di un bambino molto piccolo non va trascurata, ma anzi va curata ogni giorno. Non è un caso che già in ospedale le puericultrici prendano in carico i nostri bambini per lavarli e non solo subito dopo il parto. Una volta tornate a casa dall’ospedale, per fare un vero e proprio bagnetto si dovrà aspettare la caduta del moncone del cordone ombelicale, ma è questione pochi giorni.

Nel frattempo, la pulizia va fatta ogni giorno. Fatto assolutamente ovvio per quanto riguarda il cambio dei pannolini, ma che interessa anche le manine, gli occhi o le orecchie.

Pelle del neonato: scegliere i prodotti 

Come dicevamo all’inizio, la pelle dei nostri piccini è estremamente delicata. Certo, ci sono delle differenze, ma in generale vale un po’ per tutti. Per lavarli dunque dobbiamo avere il massimo rispetto della loro epidermide, considerando anche il fatto che i sistemi di protezione non sono ancora completi e che la capacità di assorbimento è altissima.

Quali prodotti scegliere? La prima (e forse unica) regola è che contengano meno elementi chimici possibile. Il rischio è quello di causare delle infiammazioni che possono dare parecchio fastidio. Nei bambini più sensibili possono verificarsi anche reazioni allergiche.

Imparare a leggere le etichette di saponi e bagnoschiuma diventa quindi fondamentale. Si deve conoscere il cosiddetto Inci (International nomenclature of cosmetic ingredients), cioè la nomenclatura che, a livello internazionale, viene data ai componenti dei cosmetici. Per esempio, lo sapete che il primo ingrediente che vedete scritto sull’etichetta è quello presente in quantità maggiore?

Tra quelli da evitare troviamo:

  1. Tensioattivi derivati dalla raffinazione del petrolio (sono scritti come Sodium laureth sulfate, Sodium lauryl sulfate, Ammoniun lauryl sulfate e altri). Meglio preferire prodotti che contengono tensioattivi naturali e vegetali, come Coco glucoside, Decyl glucoside.
  2. Altri ingredienti derivati dal petrolio come Paraffinum Liquidum, PEG e PPG, Mineral Oil, Petrolatum.
  3. Ingredienti altamente inquinanti come EDTA, MEA, TEA, MIPA.
  4. Ingredienti altamente allergizzanti (esempi sono Triclosan e Imidazolidinyl urea, DMDM Hydantoin, Methylisothiazolinone e Methylchloroisothiazolinone, utilizzati come conservanti).
  5. Siliconi come Poliquaternium-80, Dimethicone e Amodimethicone.
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Pelle del neonato e pannolini

La scelta del pannolino giusto non è poi così semplice. Il problema non è solo la capacità di trattenere pipì e pupù, ma anche di non irritare la pelle del neonato. E qui è un discorso molto soggettivo. Per alcuni sarà perfetta una determinata marca, mentre ad altri potrà dare fastidio. Provatene diversi e trovate quello che fa per voi. Esiste anche la possibilità dei pannolini lavabili, che hanno molti vantaggi (primo tra tutti il fatto che sono di cotone, quindi rispettano di più la pelle), ma richiedono maggiore impegno.

Cambio del pannolino

È l’operazione che si fa più volte al giorno quando si ha un bimbo molto piccolo. Ma è importantissimo tenere genitali e sederino asciutti e puliti. Le irritazioni da pannolino possono essere molto fastidiose ed è buona norma quindi cambiarlo non appena è sporco o molto bagnato.

Come lavare i nostri bambini per proteggere la loro pelle? Basta solo un po’ di acqua tiepida e, al massimo, un goccino di sapone liquido neutro diluito nella mano con l’acqua, così da renderlo ancora meno aggressivo. Per asciugare il piccolo, meglio tamponare con un asciugamano morbido o, ancora meglio, un telo di cotone: non strofinate, soprattutto se già ci sono degli arrossamenti.

Se la pelle è irritata o screpolata, si può applicare un po’ di crema all’ossido di zinco. Ne basta poca. È molto pastosa e rischiate di impiastricciare tutto e dover lavare il bambino di sana pianta.

Pelle del neonato e bagnetto

Caduto il moncone, via libera al bagnetto. Ogni quanto farlo? Dipende da voi. Se è un momento di relax o se fa parte di una routine consolidata (bagno/pappa/nanna) nulla vieta di farlo tutti i giorni, ma non è certamente una regola. Si può anche fare solo 3-4 volte alla settimana.

Il bagnoschiuma deve essere molto delicato, senza profumi o sostanze aggressive per la pelle del neonato. In caso di cute screpolata, che ha quindi bisogno di essere molto idratata, si può optare per l’olio di mandorle oppure per l’amido di riso. Hanno la capacità di rendere la pelle più morbida e di arricchirla. Gli stessi consigli vanno bene anche per i capelli. Shampoo leggero, non tutti i giorni e senza sfregare troppo forte.

Dopo il bagnetto niente profumi né borotalco. Rischiano solo di provocare allergie, danneggiare la pelle o ostruire i pori.

Salviettine umidificate: quando usarle

La risposta è facile: quando si è fuori casa e non si ha quindi la possibilità di lavare bene i nostri bambini. Insomma, sono da usare come “bidet di emergenza” quando si è in giro per una passeggiata o al centro commerciale. Meglio non farla diventare un’abitudine. E non solo per il costo delle salviettine, ma perché alla lunga non fanno bene alla pelle del neonato. Anche le più delicate, magari biologiche, non sono come un bello spruzzo di acqua tiepida.

Pelle del neonato: problemi comuni

Dalla nascita è necessario aspettare circa un anno perché la pelle del bambino sia meno fragile di come si presenta alla nascita. Ad esempio, avete mai notato come sia sottile subito dopo il parto e come tenda a squamarsi? È assolutamente normale e fisiologico che avvenga e in genere passa molto presto. Il pediatra potrà consigliare di ammorbidirla con qualche crema, ma generalmente non occorrono farmaci.

Sono tanti i “problemi” della pelle del neonato, anche se non tutti ne soffrono. Si va dall’acne neonatale (tanti brufolini sul viso, reazione agli ormoni della mamma), alla dermatite atopica a quella da pannolino sino alla crosta lattea. È opportuno chiedere consiglio al pediatra che sicuramente troverà la soluzione più adatta.

Scegliere i tessuti adatti

Tutto ciò che sta a contatto con la pelle del neonato deve essere morbido e possibilmente in fibra naturale. Da qui l’importanza di scegliere bene anche i tessuti dei vestitini. Cotone, lino e seta sono perfetti e difficilmente possono dare irritazioni o problemi di altro genere. Quelli sintetici invece potrebbero non far traspirare la pelle. Questo non va bene neanche per gli adulti. Figuriamoci quindi per un bimbo così piccino, quindi meglio evitarli. Attenzione anche alla lana direttamente a contatto con la pelle. Pure questa potrebbe dare qualche fastidio.

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