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Large - arriva la nuova sez baby
mamma tiene in braccio il neonato

È un disturbo abbastanza frequente, che in genere si presenta nelle primissime settimane di vita o comunque entro il terzo mese. Si tratta della crosta lattea o, per dirla in maniera più scientifica e decisamente più corretta, dermatite seborroica. Un problema che fa “impazzire” tante mamme, ma che ad un certo punto scompare, esattamente come si è presentato: di solito, il “lieto evento” si verifica dal terzo-quarto mese, ma non è una regola. Ad alcuni bimbi passa un po’ più tardi, ma non è il caso di preoccuparsi.

Cos’è la crosta lattea

La crosta lattea è costituita da cellule cutanee morte e da grasso in eccesso, prodotto dalle ghiandole sebacee. Di solito, le zone più colpite dalla dermatite seborroica sono il viso, il cuoio capelluto, il collo e le sopracciglia che, all’inizio, hanno piccole croste squamose e giallastre, che via via diventano più spesse e larghe.

Quali sono le cause della crosta lattea

Le cause della crosta lattea sono ancora per lo più sconosciute. Alcuni studi scientifici sottolineano una correlazione tra dermatite seborroica e predisposizione alle malattie allergiche. Molti bambini che ne hanno sofferto da piccoli poi sono diventati dei soggetti allergici. In particolare, sembra che la crosta lattea sia il primo passo verso la dermatite atopica.

Crosta lattea e allattamento

Fino a qualche tempo fa era molto in voga una credenza popolare secondo la quale la crosta lattea sarebbe in qualche modo collegata all’allattamento, probabilmente a causa del suo nome. Oggi si sa con certezza che non è così, anche se però è bene che la mamma si prenda cura di sé, facendo attenzione anche all’alimentazione, al riposo e ai corretti stili di vita. Sono aspetti però che c’entrano col benessere in generale, più che con la crosta lattea in sé. 

Rimedi per la crosta lattea

Passiamo ai trattamenti che possono favorire la scomparsa della crosta lattea. Il bambino che ne soffre può avere prurito, soprattutto se ha molti capelli. La testa va massaggiata con oli naturali, ad esempio di mandorle dolci, calendula, oliva o germe di grano. Va poi lavata ogni 2-3 giorni con uno shampoo molto delicato e antiseborroico. Niente prodotti con profumi o shampoo normali: devono essere specifici per la pelle dei neonati e oleosi.

Potete anche usare un altro stratagemma. La sera praticate un massaggio sulla testa con olio di mandorle dolci in cui avrete sciolto cera vergine d’api, che ha un’azione emolliente. Dopo averlo fatto agire tutta la notte, il mattino seguente fate lo shampoo. Le crosticine saranno più morbide e quindi potete passare un piccolo pettine a denti fitti e arrotondati: fatelo in maniera molto leggera.

Dopo aver tolto le croste, tamponate di nuovo la cute con un olio naturale che riduca la produzione di sebo, ad esempio a base di ribes nero oppure di borragine.

Cosa non fare in caso di crosta lattea

Ecco invece cosa non dovete fare se il bambino ha la crosta lattea. Innanzitutto, no allo shampoo tutti i giorni: il cuoio capelluto potrebbe irritarsi e l’effetto quindi sarebbe opposto. Non cercate di togliere le croste grattandole con le unghie: potreste provocare piccole ferite. Non fate crescere troppo le unghie del vostro bimbo: potrebbe grattarsi e farsi male.

Farmaci per curare la crosta lattea

In genere, i farmaci non servono per curare la dermatite seborroica del neonato. In presenza di lesioni infiammatorie però il pediatra potrebbe prescrivere l’applicazione locale di prodotti a base di cortisone. In caso di infezioni micotiche o batteriche sarà necessario il ricorso ad antimicotici o antibiotici.