Pidocchi, come riconoscerli ed eliminarli efficacemente

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Sono l’incubo di quasi tutte le mamme di bimbi che vanno a scuola: i pidocchi. Quante di noi hanno ben stampato in testa il ricordo delle nostre madri “armate” di pettine a denti strettissimi passato “senza pietà” sulle nostre chiome? Un’esperienza difficile da dimenticare. Ora però che anche noi siamo mamme possiamo capire un po’ come lo vivevano loro. I pidocchi fanno oggettivamente un po’ impressione…

Prima di capire come riconoscerli e debellarli in maniera efficace, chiariamo un concetto. O meglio: sfiatiamo un luogo comune. I pidocchi non sono sinonimo di sporcizia. Al contrario, amano il pulito. Quindi, non è detto che si prendano da bimbi che non fanno spesso lo shampoo oppure in luoghi non esattamente puliti. In genere, qualsiasi comunità (asilo, scuola) può essere a “rischio”, ma non per mancanza di igiene. 

Come riconoscere i pidocchi

Sono piccoli insetti grigio-biancastri. Sono grandi quanto un seme di sesamo, 1-2 millimetri. Di solito, vivono sui capelli e pungono il cuoio capelluto per nutrirsi, depositando un liquido che provoca il classico prurito. Amano i luoghi caldi: se stanno lontani dal tepore della testa muoiono. Si riproducono attraverso le uova che si chiamano lendini. Queste sono attaccate al capello in maniera molto ostinata. Le ritroviamo più frequentemente all’altezza della nuca e dietro le orecchie. 

Diffusione della pediculosi

Le stime dicono che 1 bambino su 3 in età scolare prende i pidocchi. Questo avviene perché dai 3 agli 11 anni, quando interagiscono con i compagni, i nostri figli sono molto “fisici”, si toccano tanto. Il contagio quindi è semplicissimo. Più colpite le femmine dei maschi perché hanno i capelli più lunghi.

Come avviene il contagio 

Partiamo da una certezza: il pidocchio non vola e non salta. Quindi, è impossibile che il contagio avvenga con queste modalità. Responsabile è il contatto, sia diretto che indiretto. Nel primo caso, i capelli si toccano. Nel secondo, invece, ci si passa gli indesiderati ospiti attraverso lo scambio di pettini, cappelli, asciugamani, cuscini, sciarpe e così via. Capite quindi perché a scuola è sufficiente che un bambino abbia la pediculosi (termine scientifico per i pidocchi) per contagiare anche gli altri?

Sintomi da infestazione da pidocchi

Il prurito alla testa è il primo campanello d’allarme di una infestazione da pidocchi. Analizzando poi capelli e cuoio capelluto si troveranno le lendini e gli insetti. Le uova sono davvero minuscole. Hanno forma allungata, sono poco più piccole di una capocchia di spillo e traslucide, di colore bianco o marrone chiaro. 

Non vanno confuse con la forfora. Le lendini sono saldamente attaccate al capello grazie ad una specie di “colla” secreta dalle femmine quando depongono le uova. La forfora invece si toglie facilmente con un pettine. 

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Cosa fare contro i pidocchi

Un trattamento scrupoloso permette di risolvere il problema, anche se c’è da dire che non esiste nulla che possa evitare una nuova infestazione. I prodotti preventivi sono danno alcuna certezza in merito. 

Vediamo i consigli pratici che si possono attuare:

  • applicate sui capelli un prodotto specifico consigliato dal pediatra; 
  • attenzione ai prodotti utilizzati: alcuni possono essere tossici, soprattutto nei bimbi piccoli, con meno di 2 anni di età. Sono infatti a base di sostanze pesticide, che potrebbero nuocere alla salute;
  • cercate di sfilare le lendini attaccate ai capelli: si può fare o manualmente oppure con un pettine a denti molto stretti, pettinando accuratamente ciocca per ciocca. Fatelo dopo lo shampoo, coi capelli bagnati, partendo dalla radice;
  • ripetete il trattamento dopo 8 giorni;
  • disinfettate le lenzuola, gli abiti, i peluche: lavateli in acqua calda o a secco (soprattutto i cappelli) oppure teneteli all’aria aperta per 48 ore. Come detto, se allontanati dal cuoio capelluto i pidocchi muoiono;
  • lavate scrupolosamente pettini e spazzole. Lasciateli in acqua calda per 10 minuti e/o lavateli con shampoo;
  • evitate di scambiare oggetti personali: pettini, sciarpe, cappelli, spazzole, asciugamani etc. Vale anche per gli oggetti utilizzati a scuola dai bambini;
  • evitate di ammucchiare i vestiti: a scuola, ad esempio, l’ideale sarebbe avere degli armadietti personali;
  • controllate periodicamente i capelli del bambino, in particolare se frequenta la scuola o se si gratta.

Pidocchi e pettinatura a capelli umidi 

Gli inglesi lo chiamano “wet combing” ed è un metodo utile in caso di infestazioni ripetute e frequenti. L’obiettivo è cercare di debellare i pidocchi senza fare ricorso ai prodotti in commercio, che potrebbero essere troppo aggressivi. 

Come funziona il “wet combing”:

  • lavate normalmente i capelli con lo shampoo e applicate molto balsamo;
  • mentre i capelli sono bagnati, pettinateli dalla radice con un pettine a denti fini: i denti devono entrare alla radice ogni volta;
  • pulite con un pezzo di carta il pettine dai pidocchi;
  • i pidocchi bagnati fanno fatica a scappare e il balsamo rende i capelli scivolosi: le lendini mantengono la presa con difficoltà. È quindi più facile eliminarle;
  • ripetete questa operazione ogni 3-4 giorni per 3 settimane: in questo modo, ogni pidocchio nato dalle uova viene rimosso prima che possa riprodursi.

Pidocchi: cos’altro c’è da sapere

  • Un bambino infetto può contagiare una intera classe: se scoprite i pidocchi nel vostro bambino, trattatelo subito.
  • Avvisate immediatamente insegnati e genitori degli altri bimbi: non c’è nulla di cui vergognarsi.
  • Controllate i capelli dei vostri figli regolarmente. 
  • Se il vostro bambino ha la pediculosi, controllate scrupolosamente anche gli altri membri della famiglia, adulti compresi. Se necessario, eseguite il trattamento. 
  • Anche le persone anziane potrebbero avere i pidocchi senza saperlo e trasmetterli ai bimbi.
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