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rami con fiori il cui polline alimenta le allergie stagionali
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La primavera è arrivata, il sole allieta i cuori, la natura si risveglia e i pollini, grazie agli insetti e al vento, affollano l’aria; un quadro davvero gioioso se non fosse che milioni di persone sono le vittime designate di questo periodo esplosivo: gli allergici. In Italia il 10% dei bambini al di sotto dei 14 anni soffre di asma bronchiale che, nell’80% dei casi, è associata ad allergie, il 18-20% è soggetto a rinite allergica, mentre il 10% può presentare dermatite atopica. E mettiamoci pure le allergie stagionali.

Nei soggetti predisposti, quindi, questi minuscoli granelli, spesso invisibili, che permettono alle piante di riprodursi, provocano la comparsa di reazioni più che fastidiose. Nella top ten delle principali responsabili di pruriti, fastidi respiratori, lacrime e tosse (cioè i sintomi delle allergie stagionali) compaiono: le graminacee, la parietaria, il cipresso, l’ulivo, la mimosa, le querce, l’ambrosia, le betulle, i faggi e i noccioli.

Un vero e proprio attacco trasversale con sintomi simili a quelli del raffreddore in cui, oltre a starnuti senza fine, occhi gonfi e difficoltà a guardare la luce, si possono registrare anche situazioni in cui dalla cosiddetta rinite allergica si passa alla più grave asma bronchiale. Allergeni meno stagionali ma ugualmente fastidiosi possono essere il pelo di cani e gatti e gli acari della polvere.

Per capire se vostro figlio sia davvero un soggetto succube della follia primaverile con le conseguenti allergie stagionali è possibile praticare dei semplici test cutanei (prick test) in cui l’esperto mette a contatto la pelle del piccolo con alcuni allergeni e ne registra le reazioni; nei casi più difficili sarà uno specifico esame del sangue a confermare o meno la sensibilità allergica del bambino.

Nei casi di risposte positive, le strategie da portare avanti sono diverse: evitare l’esposizione specie se continua agli allergeni; usare farmaci antistaminici nei periodi della manifestazione più aggressiva dei sintomi o spray cortisonici (entrambi prescritti dall’allergologo); provare l’immunoterapia specifica, un simil vaccino per far tollerare al bimbo nel tempo l’allergene (una terapia sempre più efficace grazie alla sofisticata indagine molecolare delle immunoglobuline, tecnica che consente di diagnosticare in modo rapido difficili allergie crociate e individuare il singolo allergene in causa).

Un altro metodo innovativo, non invasivo, riguarda la misurazione dei gas esalati con il respiro, come l’ossido nitrico, che rende possibile il controllo dell’efficacia delle cure nel bambino che soffre di allergia respiratoria.

In caso di allergie stagionali, esistono anche rimedi naturali da poter somministrare ai più piccoli: il ribes nero (ribes nigrum) ad esempio è una pianta che produce un’azione simile a quella del cortisone oltre a essere un ottimo decongestionante; se i sintomi non sono aggressivi si può dare al bimbo in gocce come terapia preventiva già a partire da febbraio.

Dopo aver consultato il pediatra, si possono usare spray efficaci nel calmare le irritazioni a base di acqua termale (per mantenere le mucose idratate), echinacea (per proteggere le prime vie respiratorie), aloe (ha tra le altre proprietà calmanti e cicatrizzanti) o semi di pompelmo (il cui estratto è antivirale, antibatterico e ricco di vitamina C).

Anche l’oligoterapia, unita alle cure fitoterapiche, è una buona azione curativa-preventiva: rame, manganese e ribes, da far assumere a giorni alterni, agiscono sui sintomi delle allergie stagionali e rinforzano il sistema immunitario del bambino nel suo complesso.

Da non sottovalutare infine le reazioni allergiche a specifici cibi ed i cambiamenti climatici che causano un allungamento di tali sofferenze. Giovanni Cavagni, coordinatore regionale della SIAIP (Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica) dell’Emilia Romagna, durante un congresso interregionale sulle malattie allergiche, ha sottolineato che: “Negli ultimi anni in Italia si sta assistendo ad una tendenza di continuo incremento delle allergie. I bambini con reazioni a latte, uova, nocciole e altri alimenti sono raddoppiati. Il riscaldamento globale, inoltre, aumenta la liberazione dei pollini allergizzanti e allunga la stagione degli starnuti”.