Dermatite da pannolino, le cause e i rimedi naturali

dermatite da pannolino
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Pelle arrossata, vescicole, bruciore e… un bel pianto! Il pannolino e il momento del cambio a volte possono trasformarsi in una “tortura” per i nostri piccini alle prese con fastidiose irritazioni. La dermatite da pannolino è un problema comunissimo che può dare molto fastidio ai neonati. Però possiamo prevenirla e, se non dovesse bastare, anche curarla in maniera naturale. Non sempre infatti occorrono farmaci: basta qualche vecchio ma efficace “rimedio della nonna”.

Cos’è la dermatite da pannolino

È un disturbo cutaneo che colpisce la “zona pannolino”, quella che comprende l’inguine, i genitali fino all’ano e ai glutei. Lo sfregamento con il pannolino, oltre al ristagno di urina e feci, possono causare un’irritazione più o meno intensa. Nei casi più seri la pelle può infiammarsi a tal punto da ulcerarsi o infettarsi.

La dermatite da pannolino non va mai sottovalutata, anche se non è necessario allarmarsi. Nella maggior parte dei casi passa da sola in poco tempo, ma bisogna prestare particolare attenzione. Il pericolo è che possa subentrare un’infezione da parte di funghi e batteri che trovano il loro habitat ideale.

Cause della dermatite da pannolino

Per effetto dell’aria e del calore, l’urina sviluppa ammoniaca, che è molto irritante. Alterando il grado di acidità della pelle, può provocare eritemi. Nelle forme più semplici (quelle tipica è la dermatite irritativa), si manifesta con piccoli puntini rossi ma – come dicevamo sopra – le manifestazioni possono essere più importanti.

Anche le feci contribuiscono a peggiorare la situazione della pelle colpita da dermatite da pannolino. Ecco perché non dovremmo mai perdere troppo tempo a cambiare i nostri bambini quando si sporcano. Il contatto con l’umidità e l’acidità di pipì e pupù predispongono all’insorgenza di disturbi della pelle.

Altre cause dipendono dal genere di dermatite di cui soffre il piccolo.

Tipi di dermatite da pannolino

Come abbiamo visto, la forma tipica è quella della dermatite irritativa provocata da sfregamento, sudorazione, ristagno di urina, feci acide. Ci sono altri tipi però di dermatite che possono colpire le parti intime:

  1. dermatite seborroica;
  2. infezioni da candida;
  3. psoriasi;
  4. dermatite allergica da contatto.

La dermatite seborroica è una malattia infiammatoria delle pelle che si presenta con arrossamento e presenza di squame secche o untuose. Si manifesta alla nascita o comunque in tenera età. Talvolta persiste anche da adulti.

L’eritema da pannolino può anche essere espressione di una forma di candida primitiva o secondaria. Di solito, la prima è una complicanza di una candidosi intestinale, mentre la seconda si sovrappone a una dermatite irritativa, seborroica o psoriasica. I sintomi sono macchie arrossate, circondate da un alone ben delimitato, nell’inguine o intorno all’ano. Inoltre, ci sono vescicole o pustole sovrapposte.

La psoriasi della zona del pannolino è un tipo particolare di questa patologia cutanea, anche se non ci sono le squame. La pelle appare arrossata e lucida, soprattutto nelle pieghe e, talvolta, fino all’ombelico.

Altro tipo di problema è la dermatite da contatto. Questa è molto diffusa ed è una forma allergica. Il bambino cioè può sensibilizzarsi alle gomme e alle resine che sono usate per fabbricare i pannolini. I sintomi sono arrossamento, tumefazione e vescicole.

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Rimedi per la dermatite da pannolino

Come abbiamo avuto modo di vedere, la dermatite da pannolino può avere cause diverse. Di conseguenza, anche la cura sarà differente a seconda dei casi. Per esempio, se c’è un’origine micotica (funghi) il pediatra (e solo il pediatra) prescriverà una pomata specifica. Se invece il problema sta in un’allergia alle sostanze con cui vengono prodotti i pannolini bisognerà cercare la marca migliore per la pelle del nostro cucciolo (prendete in considerazione anche i pannolini lavabili: sono in cotone, quindi di sicuro non irritanti).

Per alleviare il fastidio potete lavare il bambino emulsionando un cucchiaio di olio d’oliva con uno di acqua (meglio ancora se termale). Quando il rossore è molto accentuato e la pelle è screpolata, potete applicare una crema a base di calendula, albumina di latte o sali di titanio. In alternativa, si può usare olio di mandorle, di oliva, di germe di grano o di calendula.

Anche se un eritema da pannolino non deve preoccupare è sempre meglio farlo presente al pediatra. Sicuramente ha l’occhio più clinico del vostro e potrà fare una diagnosi precisa e trovare la terapia più adeguata.

Cortisone: sì o no?

In caso di irritazione da pannolino qualcuno potrebbe dirvi “ma sì! metti una pomata al cortisone e vedrai che migliorerà al volo”. Sorvolando sul fatto che non bisognerebbe MAI ascoltare consigli su farmaci da chi non è medico, coi cortisonici bisogna andarci cauti. Nel caso della dermatite da pannolino sono quasi sempre sconsigliati perché non risolvono i problemi che stanno alla base della dermatite.

Le creme a base di cortisone possono trarre in inganno perché danno un miglioramento immediato. Ma dura poco. Le recidive si ripresentano appena si smette di passare la pomata. Inoltre, i cortisonici aumentano la possibilità di una sovrainfezione da funghi o batteri, che diventa molto più complessa da trattare.

Prevenzione della dermatite da pannolino

Per evitare di andare incontro ad irritazioni e bruciori, ci son alcuni accorgimenti da prendere:

  • lasciare un po’ nudo il neonato tra un cambio e l’altro. La pelle deve essere quanto più possibile asciutta, quindi va fatta “arieggiare”;
  • cambiare spesso il pannolino;
  • lavare genitali e sederino con prodotti delicati. Invece del sapone (che, alterando il ph della pelle, può favorire l’insorgenza dei funghi), provate un’emulsione di olio alle mandorle e acqua di rose in parti uguali;
  • attenzione all’acqua del rubinetto. Se è molto calcarea può seccare la pelle;
  • asciugare molto bene il bambino. Ricordatevi di non sfregare mai la cute con gli asciugamani, ma di tamponarla con delicatezza;
  • non stringere troppo i pannolini;
  • non esagerare con creme e pasta all’ossido di zinco. Se messe troppo frequentemente o in abbondanza, potrebbero chiudere i pori e non fare respirare la pelle. Per lo stesso motivo no al talco o altre polveri.
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