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donna in gravidanza vestita di nero vicino la culla

Tenere alla larga la “morte in culla” certo non è un argomento allettante, soprattutto se state vivendo la gioia di avere il vostro piccino a casa o se manca poco al grande giorno. Ma è un tema importante e bisogna prepararsi bene perché i guai possono essere evitati.

La sindrome della morte improvvisa del lattante (detta anche Sids, acronimo che sta per sudden infant death syndrome, o “morte in culla”) fortunatamente è un evento raro. Nel primo anno di vita però può accadere che, inaspettatamente, un neonato apparentemente sano muoia nel sonno. La Sids è, a tutt’oggi, la prima causa di morte dei bambini nati in buona salute.

Ma non terrorizzatevi. La “morte in culla” si può prevenire così:

1- Il bambino deve dormire supino (a pancia in su).
2-
Non fumare in casa, soprattutto nell’ambiente in cui soggiorna o dorme il piccolo.
3- La stanza in cui riposa non deve essere troppo calda, lui non dev’essere coperto eccessivamente e deve dormire lontano da fonti di calore.
4- In caso di febbre, il neonato deve essere coperto di meno.
5- Si consiglia di farlo dormire nella stanza dei genitori, ma nella sua culla.
6- L’uso del ciuccio è considerato oggi un fattore di attenuazione del rischio.

Da quando si è scoperto che far dormire il bambino a pancia in su può prevenire la sindrome, i casi sono diminuiti di molto.

Leggete bene però: tra gli episodi di Sids che ancora si verificano, la percentuale di quelli avvenuti tra figli di donne che hanno fumato durante la gravidanza è aumentata significativamente. Anche il fumo passivo può accrescere il rischio di sindrome della morte improvvisa del lattante: una ragione in più per evitare di accendere una sigaretta in presenza di una donna incinta.

Diversi studi condotti in Inghilterra negli anni ‘90 hanno evidenziato che il fumo passivo, prima e dopo la nascita, può determinare il manifestarsi di “morte in culla“, poiché l’attività cardiaca e nervosa di un neonato che è stato esposto al tabacco durante la gestazione è diversa da quella di un bambino che non ha mai “respirato” il fumo della sigaretta. Pensateci bene…

Per saperne di più www.sidsitalia.it