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Large - arriva la nuova sez baby
neonato si guarda intorno

Il primo contatto occhi negli occhi col proprio bambino appena venuto al mondo è uno di quei momenti che ogni mamma non dimenticherà mai, forse quasi come il test di gravidanza positivo. Ma come vedono questi piccolini? Come si sviluppa la vista dei neonati da quando sono nel nostro pancione in poi? Cerchiamo di scoprirlo arrivando fino ai 2 anni di età.

Iniziamo proprio dalla gestazione. A partire dalla 27esima-28esima settimana il bimbo è capace di aprire le palpebre. Nel grembo materno, nelle ultime settimane, è in grado di riconoscere la luce che proviene dall’esterno. Se si punta una fonte luminosa verso la pancia, il piccolo si girerà verso di essa e la riconoscerà. La sua prima percezione visiva quindi è la differenza di luminosità.

Alla nascita i suoi occhi sono capaci dimettere a fuoco sino a 17-30 centimetri: la distanza ottimale per individuare il viso del genitore che lo tiene in braccio. Inoltre, nei primi momenti di vita, il piccolo è attratto in modo particolare da ciò che è rotondo e scuro, come gli occhi di mamma e papà. Subito dopo il parto, i suoi occhietti possono apparire gonfi, ma è una cosa temporanea.

Nei primissimi giorni, la vista dei neonati molto probabilmente è ancora in bianco e nero. Se la luce è intensa, strizzano gli occhi infastiditi (in realtà, bisognerebbe evitare di ogni brusca esposizione al sole o alle luci dirette). Al buio le pupille si dilatano, il bambino vede un po’ sfuocato e a una distanza non superiore ai 30 centimetri.

A un mese, si volta verso una sorgente di luce, osserva intorno a sé ed è capace di seguire con lo sguardo un oggetto in movimento. È istintivamente attratto dai volti e fissa a lungo il viso della mamma o di ogni persona accanto a lui.

A 2-3 mesi, la vista dei neonati fa un ulteriore passo in avanti. Il bambino è in grado di seguire per un certo tempo gli oggetti in movimento a distanza ravvicinata (tipo le giostrine sopra la culla), ma se è eccessiva gli occhi tendono a convergere verso il centro, come se fosse strabico. A quest’età, non sa ancora coordinare lo sguardo con i movimenti delle mani.

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A 4-6 mesi localizza e segue con gli occhi un oggetto in movimento, fino a 3 metri di distanza. Se questo si trova più vicino (a 15-30 centimetri), il piccolo allungherà le manine e cercherà di afferrarlo. Questo è possibile perché adesso sa coordinare la vista e il movimento.

La vista dei neonati comincia a diventare più raffinata a partire dai 7-8 mesi di vita. Osservano con attenzione ciò che accade intorno a loro e guardano in direzione di un oggetto che cade, cosa che li diverte moltissimo (preparatevi a passare il tempo a far volare pupazzi e giochi giù dal divano o dal tavolo). Se son molto semplici e colorate, iniziano a mostrare interesse per le figure di un libro.

A 9-10 mesi, se il bambino lascia cadere qualcosa dalle mani, sa perfettamente dove va a finire, anche se è al di fuori del suo campo visivo. Distingue dettagli e colori delle figure di libri e giornali e indica le cose che gli sono più familiari. Ormai riconosce anche a distanza le persone che gli sono note.

E arriviamo all’anno di età. Intorno agli 11-12 mesi il bambino riesce a seguire con lo sguardo anche cose in rapido movimento: quando è all’aperto segue con interesse (e anche piuttosto a lungo) gli spostamenti delle persone, degli animali e degli oggetti (ad esempio, un bambino, una palla o un cane che corre al parco oppure le auto e gli altri mezzi di trasporto sulle strade). Anche da una certa distanza adesso è capace di giudicare le dimensioni delle cose.

Tra i 12 e i 18 mesi tutte le funzioni visive giungono a maturazione. Tra i 18 e i 24, infine, le capacità visive sono uguali a quelle dell’adulto ed è in questo periodo che potrebbe venire il sospetto di qualche deficit.

A proposito: quando fare la visita oculistica? Secondo gli esperti dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, la prima andrebbe eseguita entro i primi 6 mesi per escludere patologie del bulbo oculare, la seconda a 3 anni (quando si possono evidenziare difetti visivi come l'”occhio pigro” oppure lo strabismo) e a 6 anni, cioè quando i bambini iniziano la scuola primaria.