Sviluppo del neonato, come cambia da 0 a 6 mesi

sviluppo del neonato
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Crescono senza sosta per 9 mesi nella pancia della mamma. Da esserini minuscoli di pochi millimetri si trasformano, giorno dopo giorno, in meravigliosi bambini. E una volta venuti alla luce proseguono questo percorso sotto i nostri occhi estasiati. Lo sviluppo del neonato è qualcosa di veramente affascinante e, soprattutto per chi è alla prima esperienza, accorgersi dei cambiamenti che avvengono quotidianamente costituisce una sorpresa continua. Vediamo cosa succede nei primi 6 mesi.

Sviluppo del neonato: ognuno ha i suoi tempi

Una premessa è importantissima. Vero è che esistono precise fasi dello sviluppo del neonato che servono a capire se il piccolo cresce bene o se ci sono rallentamenti. Però è anche vero che non dobbiamo mai dimenticare che i tempi possono essere diversi da bambino a bambino.

La cosa che non bisognerebbe mai fare sono i paragoni. Tanto per fare un esempio, non ci si deve preoccupare se nostro figlio a 9 mesi non gattona e nostro nipote va come un razzo. Ci sono bambini che saltano completamente la fase del gattonamento e cominciano direttamente a camminare. Quindi è sempre qualcosa di molto soggettivo.

Le abilità che ora andremo ad elencare, suddivise per categorie ed età, sono quindi delle linee generali che potrebbero subire della variazioni a seconda delle specifiche caratteristiche di ogni bimbo. In ogni caso, il pediatra è la figura migliore cui rivolgersi per avere dei riscontri: lui conosce benissimo i nostri figli.

Sviluppo del neonato: capacità motoria e postura

Appena nato

Tende a stare in posizione fetale. Se viene messo a pancia in giù, tiene le gambe piegate sotto la pancia, le braccia strette al petto e il bacino sollevato. A pancia in su, se lo tirate dalle braccia per metterlo seduto, lascia cadere la testa all’indietro. Tenuto sotto le ascelle, coi piedi su un piano, si raddrizza e muove le gambe come se marciasse.

1 mese

Sta meno in posizione fetale. Comincia a reggere la testa per qualche istante e, se sta a pancia in giù, cerca di alzare i piedi all’indietro. A pancia in su, stende il braccio e la gamba del lato verso cui gira il viso. Se viene tirato in modo da mettersi seduto, prima lascia cadere la testa indietro, poi la raddrizza per pochi istanti e infine la lascia cadere in avanti. Messo in posizione eretta, sembra fare piccoli passi.

2-3 mesi 

Controlla i muscoli del collo, sostenendo la testa più a lungo. A pancia in giù, si sostiene sulle braccia in modo da alzare la testa per guardarsi attorno. Se tirato per le braccia per mettersi seduto, sta diritto e non lascia ciondolare la testa.

4-6 mesi 

Sia supino che prono, ormai dovrebbe esercitare un perfetto controllo della testa. Se è steso sulla pancia, solleva braccia, gambe e testa. Tenuto sotto le ascelle sta diritto sulle gambe. Verso i 6 mesi, di solito, sta già seduto da solo, poggiando le manine tra le gambe divaricate. Non è però del tutto stabile, quindi è opportuno stargli vicino o circondarlo di cuscini nel caso improvvisamente “si accasci” di lato. Tende le braccia verso la persona da cui vuol essere preso in braccio.

Sviluppo del neonato: i movimenti fini 

Appena nato

Se gli accarezzate una guancia oppure lo toccate all’angolo della bocca, si volta da quel lato e apre istintivamente la bocca per succhiare. Tiene quasi sempre le manine chiuse a pugno e se gli mettete un dito nel palmo della mano lo afferra e lo tiene stretto.

1 mese

I pugni tendono a schiudersi. Non è ancora in grado di tenere in mano un oggetto, anche se piccolo.

2-3 mesi

Apre e chiude le mani. Gioca con le manine e i piedini: li ha appena scoperti, tende a portarli alla bocca. Non può raggiungere gli oggetti, ma riesce a tenerli in mano per qualche secondo prima di lasciarli cadere.

4-6 mesi 

Afferra piccoli oggetti con tutta la mano e li passa dall’una all’altra, quasi sempre senza farli cadere. A 6 mesi riesce a tenere tra le mani qualsiasi oggetto, come ad esempio il biberon o un biscotto.

Sviluppo del neonato: l’udito e il linguaggio

Appena nato 

In caso di un rumore forte, spalanca di colpo braccia e gambe, mettendosi a piangere. Si calma ascoltando suoni ritmici (gli ricordano il battito cardiaco della mamma nel pancione) o voci basse e sussurrate.

1 mese

Riconosce la voce della madre. Le risponde con i suoi tipici versetti e si aspetta che lei lo faccia a sua volta. Se gli si parla in modo vivace e concitato, muovendo molto la bocca e con uno sguardo espressivo, dimostra il suo entusiasmo con movimenti eccitati. Quando è soddisfatto, emette piccoli suoni gutturali.

2-3 mesi 

Si calma con la voce della mamma, con i suoni provenienti da un giochino o con la musica. Se lo stimolo uditivo proviene da un punto esterno al suo campo visivo, si gira per cercarne la provenienza. Si esercita con la voce, ripete le vocali in modo prolungato (aah, ooh, eeh), magari mentre osserva qualcosa con attenzione, fa versi allegri per esprimere la sua gioia.

4-6 mesi

Ora distingue bene i suoni e si volta in direzione della loro provenienza, anche se si tratta della voce di qualcuno che lo chiama a distanza. Sperimenta versi sempre differenti e più complessi, magari mentre gioca da solo. Talvolta inizia a legare le vocali alle consonanti (“pa-pa-pa, ma-ma-ma, nghe-nghe). È la lallazione, quel processo che sia affinerà via via sino a trasformarsi in linguaggio vero e proprio. Il bambino comincia anche ad intuire il senso di ciò che gli viene detto. Ama gli scherzi e, a questa età, ride spesso.

Sviluppo del neonato: la vista

Appena nato

Se la luce è forte, chiude e strizza gli occhi, ne è infastidito. Al buio le pupille si dilatano. Vede un po’ sfocato e a una distanza che non va oltre i 30 centimetri. Probabilmente vede solo in bianco e mero.

1 mese

Si volta verso una fonte luminosa, osserva attorno a sé e segue con lo sguardo un oggetto in movimento. È attratto dai volti e fissa a lungo il viso della mamma o di chiunque si trovi accanto a lui.

2-3 mesi

Segue per un po’ gli oggetti in movimento a distanza ravvicinata. Se però sono troppo vicini, gli occhi tendono a convergere verso il centro, come se fosse strabico. Non sa ancora coordinare i movimenti delle mani con lo sguardo.

4-6 mesi

Localizza e segue con gli occhi un oggetto che si muove, fino a 3 metri di distanza. Se invece è più vicino (15-30 centimetri), allunga le mani per cercare di afferrarlo. Adesso coordina vista e movimenti.

Sviluppo del neonato: le relazioni e il gioco 

Appena nato

Ha estremo bisogno di contatto con la mamma, di sentire il suo odore, il battito del cuore, i rumori del corpo. Ha bisogno cioè di rivivere le sensazioni del pancione.

1 mese

La necessità di contatto fisico è sempre molto forte e si associa a quella di contatto visivo. Ecco perché fissa il viso della mamma o di chiunque si avvicini sorridendo.

2-3 mesi

Riconosce i volti dei genitori e di chi passa del tempo con lui. Mostra felicità nel vederli, con sorrisi e versetti festosi. Quando è contento (ad esempio perché capisce che sta per mangiare), manifesta la sua gioia con eccitazione e suoni gutturali.

4-6 mesi 

Ama la compagnia, non solo della mamma. Distingue i volti delle persone e vuole toccarli, come per accarezzarli. Questo è il momento dello sviluppo del neonato in cui i piccoli cominciano a giocare. Tengono in mano i primi oggettini, li osservano, li scuotono per sentirne il suono e, inevitabilmente, li portano alla bocca per scoprirne l’eventuale sapore. Attenzione dunque a cosa gli date in mano.

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