Svezzamento vegetariano, una scelta sempre più diffusa

cibo vegetariano
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Svezzamento vegetariano: un dibattito agguerrito, anzi una vera e propria battaglia che probabilmente non si finirà mai. Da un lato, ci sono i sostenitori di questa scelta (compresi tanti pediatri) che sottolineano i benefici per la salute, dall’altro invece i contrari, che la vedono più come un’imposizione nei confronti dei bambini, se non addirittura una follia. Come in tutte le cose, la virtù sta nel mezzo. Ma è indubbio che sono sempre di più le mamme e i papà che prediligono per i loro figli uno svezzamento vegetariano.

Il più grande tifoso di questo regime alimentare anche per i più piccini è stato l’oncologo Umberto Veronesi, vegetariano convinto per ragioni puramente salutiste. Dopo un caso di cronaca che riguardava un bimbo “vegetariano” ricoverato in ospedale per i sintomi di carenza di vitamina B12, non nascose il suo punto di vista: “Abituare un bambino ad adottare una dieta vegetariana sin dallo svezzamento significa dargli un vantaggio in termini di salute, perché lo si dota di una difesa forte e duratura contro molte malattie dell’età adulta”.

Il fatto che le proteine animali predispongano all’insorgenza di molte patologie è cosa ormai nota e, di conseguenza, sono in molti a chiedersi se sia giusto o no farle assumere ai bambini molto piccoli. Qui non vogliamo entrare nel merito della correttezza o meno della scelta (è un fatto molto personale), ma analizzare qualche importante punto della questione. Perché, se ben pianificato, con il supporto di un pediatra o di un nutrizionista, lo svezzamento vegetariano è possibile.

Partiamo da un dato incontrovertibile: un neonato di 6 mesi (cioè l’epoca in cui inizia lo svezzamento) è già vegetariano perché l’unico alimento che ha conosciuto finora è il latte, materno o in formula che sia. Il primo cibo “vero” che si introduce in genere è la frutta, poi le verdure, i cereali e i legumi, quindi la strada è sempre la stessa.

Il problema quindi si presenta quando si dovrebbero inserire la carne e il pesce: se non siete tra le “fans” dello svezzamento vegetariano, provate a ritardare quanto più possibile questo momento (a meno che non usiate gli omogeneizzati, ma lì si aprirebbe un altro capitolo).

I critici dello svezzamentoverde” sostengono che il rischio più alto è quello della carenza di alcuni nutrienti importanti per la crescita dei bambini: vitamina B12 (si trova prevalentemente nei cibi di origine animale), calcio, ferro, proteine. Sapete però che la maggior parte degli alimenti in commercio per i neonati sono integrati con queste sostanze? E inoltre a 6 mesi, quando inizia lo svezzamento, il latte ha ancora grande importanza nella dieta del neonato. Soprattutto se lo allattate ancora al seno (e ce lo auguriamo!), ricordate di prendere specifici integratori (ad esempio proprio di vitamina B12) per “passare” al vostro bambino tutto ciò che gli serve.

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E le proteine? Nello svezzamento vegetariano, il fabbisogno proteico viene assicurato combinando i cereali con i legumi. Basta un po’ di fantasia.

Soprattutto all’inizio, lo svezzamento è simile, sia che si tratti di bimbiveg” che onnivori. Frutta (grattugiata o cotta), creme di cereali senza glutine, un brodo vegetale molto leggero con carote, patate e zucchine (solo se il periodo è quello giusto!), un cucchiaino di olio extravergine d’oliva. Filtrate il brodo: l’intestino del vostro bimbo non è ancora pronto per le fibre.

I cereali devono essere raffinati (per lo stesso motivo per cui va filtrato il brodo vegetale). È consigliabile inserire quelli semi integrali dopo i 12 mesi. Scegliete riso, mais, tapioca, miglio, amaranto, grano saraceno, quinoa, manioca. Poi potrete aggiungere semolino, avena, orzo, multicereali, pastina piccola.

Dal sesto mese, sì a formaggino ipolipidico, parmigiano o grana grattugiato, tofu (al naturale e ben schiacciato nella pappa), un cucchiaino di germe di grano (fonte di Omega 3 e 6). Per favorire l’assorbimento del ferro, aggiungete qualche goccia di succo di limone al cibo.

Dal settimo mese arrivano i legumi. Potreste partire con le lenticchie rosse decorticate, che non hanno buccia e sono più digeribili, per aggiungere gli altri pian piano. Metteteli sempre in ammollo per 12 ore e, dopo la cottura, vanno passati, non frullati.

Per quanto riguarda i latticini, lo “scontro” è aperto. C’è chi dice sì ai formaggi freschi (di mucca o di capra) e chi invece sostiene che almeno fino ad un anno è meglio lasciar perdere. Affidatevi al vostro pediatra.

Un punto forte dello svezzamento vegetariano sono i semi oleosi, prediletti anche da chi sceglie questo regime alimentare da adulto. Se non ci sono problemi di allergia in famiglia, dall’ottavo-decimo mese potreste inserirne un cucchiaino nella pappa oppure provare creme a base di questi semi (lino, sesamo, papavero, girasole) o l’olio di lino, che apporta proteine, calorie e grassi “buoni”.

Dal nono mese via libera al tuorlo d’uovo, mentre dall’anno in poi frutta secca macinata e prodotti tipicamente “veg”, come tempeh e seitan, oltre all’uovo intero. Si possono provare anche vari tipi di latte vegetale (soia, mandorla, riso), ma se allattate ancora cercate di mantenere l’abitudine al seno! Da quest’epoca, l’alimentazione dei piccoli dovrebbe essere sempre più simile alla vostra: una buona occasione per darvi delle regole di buona salute anche voi adulti.

Concludiamo ribadendo un concetto fondamentale: se per noi grandi sperimentare diete e cibi può essere una specie di “gioco“, con i piccini di casa la guardia dev’essere sempre alta. Se siete pro svezzamento vegetariano perché pensate che possa far bene ai vostri bambini, chiedete consiglio a chi è più esperto di voi. Il risultato sarà certamente assicurato. Senza rischi per la salute.

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