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Varicella nei bambini
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È la malattia esantematica per antonomasia e tutti o quasi nella vita, da bambini prima e da genitori poi, ci abbiamo avuto a che fare: è la varicella, una delle più conosciute patologie infettive ad alto contagio dell’infanzia.

In questo articolo entreremo nel dettaglio di questa fastidiosa malattia virale, ne illustreremo sintomi, durata, esantema, rimedi e parleremo della prevenzione, del vaccino contro la varicella e di cosa succede se dovesse essere contratta in gravidanza, in modo da fornire una panoramica e, speriamo, regalare un po’ di consapevolezza e tranquillità alle mamme e ai papà se, prima o poi, si troveranno a dover affrontare la varicella dei propri bimbi!

Cos’è la varicella

La varicella è una malattia infettiva di natura virale, causata dal virus Varicella-Zoster o Herpesvirus umano 3, appartenente alla famiglia degli Herpesviridae.

È una malattia esantematica molto contagiosa che generalmente si contrae durante l’infanzia: il 90% dei contagi, infatti, avviene nella fascia d’età fra i 5 e i 10 anni e prevalentemente l’infezione colpisce i bambini fra l’inverno e la primavera, questo a causa dei contatti ravvicinati in luoghi chiusi che i piccoli hanno in questi particolari periodi dell’anno, soprattutto nell’ambiente scolastico.

Sintomi della varicella

L’incubazione della varicella dura circa 14-21 giorni; al termine del periodo di incubazione iniziano a comparire alcuni sintomi riconducibili a diversi tipi di infezioni virali come febbre, inappetenza, malessere generalizzato, dolori muscolari, talvolta mal di gola. Considerando questa sintomatologia, la varicella non è inizialmente riconoscibile: dopo uno o due giorni, però, compare il classico esantema che toglie ogni dubbio sulla natura dell’infezione in atto.

Come sono le bolle della varicella

L’esantema da virus Zoster responsabile della varicella si manifesta in una prima fase sul tronco e sulla nuca, per poi espandersi man mano a tutte le altre parti del corpo. Le bolle tipiche della varicella si presentano in tre stadi:

  • stadio iniziale delle macule rosacee che ricordano una puntura di zanzara;
  • stadio intermedio delle vescicole, che fanno pensare ad una goccia d’acqua in quanto contengono siero;
  • stadio finale delle croste.

Quando si è contagiosi?

Il virus Zoster della varicella è, come abbiamo accennato, molto contagioso; arriva infatti a colpire fino al 90% di chi non l’ha mai contratto. La varicella si contagia tramite la saliva del soggetto infetto che si propaga nell’aria, ad esempio dopo uno starnuto o un colpo di tosse, o per contattodiretto con il liquido contenuto nelle vescicole che compaiono a infezione avviata. Si può essere contagiosi anche due giorni prima della comparsa dell’esantema.

Quanto dura la varicella

Abbiamo parlato della durata dell’incubazione del virus Zoster. Ma la varicella quanto dura? A distanza di tre o quattro giorni dall’inizio dell’esantema, le bolle iniziano a non comparire più; a questo punto siamo allo stadio finale, quello delle croste, che cadranno spontaneamente entro un massimo di due settimane, lasciando la pelle leggermente più chiara nei punti in cui erano comparse le bolle.

La varicella ha un decorso piuttosto moderato e facilmente gestibile; esiste tuttavia l’eventualità che insorgano alcune complicanze in conseguenza dell’infezione da virus Zoster.

Complicanze della varicella

Fra le complicanze più frequenti in relazione all’infezione da varicella vi sono:

  • epatite;
  • polmonite;
  • trombocitopenia (carenza di piastrine nel sangue);
  • sovrainfezione batterica, che solitamente avviene grattando le vescicole, molto pruriginose, causando lesioni aperte della pelle;
  • artrite;
  • meningoencefalite.

Nei bambini non è rara l’insorgenza di otite in concomitanza con la varicella, anche quando la malattia è in remissione.

Il decorso risulta più complesso e di lunga durata quanto maggiore è l’età della persona colpita dal virus; inoltre, nei soggetti immunodepressi il rischio di sviluppare complicanze è considerevolmente più elevato rispetto ai soggetti sani.

Si può prendere più volte la varicella?

Una volta contratto, il virus Zoster della varicella resta nell’organismo ospite per tutta la vita, nella maggior parte dei casi silente; è normale però chiedersi se la varicella si può riprendere, o meglio se sia possibile svilupparne di nuovo i sintomi, dal momento che non ci liberiamo mai del virus che la provoca.

Nei soggetti immunocompetenti, ovvero le persone con un sistema immunitario sano e normalmente funzionante, la possibilità di sviluppare la varicella una seconda volta è pressoché inesistente, nonostante la presenza del virus all’interno dell’organismo. Raramente, soprattutto dopo i 50 anni di età, il virus può risvegliarsi e causare all’ospite il noto Herpes Zoster, anche conosciuto come fuoco di Sant’Antonio: si manifesta con un rash cutaneo di tipo vescicolare, solitamente sul torace, accompagnato da dolore localizzato piuttosto severo. Questa eventualità si verifica nel 10-20% dei casi in soggetti che hanno già contratto il virus della varicella.

Come si cura

Come abbiamo detto, la varicella ha in genere un’evoluzione non particolarmente pesante, tendente alla risoluzione spontanea nel giro di massimo due settimane; il trattamento è pertanto rivolto ad alleviare i sintomi più fastidiosi e va sempre prescritto dal medico.

Per quanto concerne i rimedi contro il prurito da varicella possiamo annoverare l’uso di talco mentolato all’1%, da cospargere sulle bolle, e al bisogno la somministrazione di farmaci antistaminiciper via orale.

Per il trattamento degli stati febbrili, quando elevati, è consigliato l’uso di antipiretici esclusivamente a base di paracetamolo, evitando quelli a base di acido acetilsalicilico (aspirina) o ibuprofene; questi ultimi, soprattutto nei bambini, potrebbero aumentare il rischio di sviluppare in concomitanza con la varicella la sindrome di Reye: è una malattia molto grave che causa encefalopatie e patologie epatiche, entrambe potenzialmente letali.

Quando il soggetto che ha contratto la varicella è particolarmente a rischio di sviluppo complicanze, il medico potrebbe indicare l’uso di antivirali: l’efficacia di questi farmaci è però subordinata al momento di somministrazione, che dovrebbe avvenire entro 24 ore dalla comparsa delle prime macule rosacee.

Come prevenire la varicella

La vaccinazione è senza dubbio la forma più efficace di prevenzione delle malattie esantematiche; il vaccino contro la varicella ha una grande capacità di copertura ed è solitamente somministrato ai bambini fra i 12 e i 15 mesi di età, insieme al vaccino per morbillo, parotite e rosolia. Il vaccino contro la varicella viene successivamente somministrato in seconda dose (i famosi richiami) fra i 5 e i 6 anni. La vaccinazione è fortemente consigliata anche per le donne che desiderino intraprendere una gravidanza e non abbiano mai avuto la varicella.

A seguito dell’inoculazione del vaccino per la varicella, il 20% dei bambini sviluppa un rash molto attenuato e qualche linea di febbre; la vaccinazione contro la varicella riduce anche il rischio di fuoco di Sant’Antonio in età adulta.

È opportuno sottolineare che in Italia la somministrazione del vaccino contro la varicella è obbligatoria per tutti i nati a partire dal 2017.

Varicella in gravidanza

Per quanto, come detto, la varicella non sia generalmente pericolosa per le persone sane e giovani, il discorso si fa più complesso se una donna dovesse contrarla in gravidanza.

  • In caso di varicella in gravidanza fra l’ottava e la ventesima settimana, il bambino potrebbe sviluppare la sindrome della varicella congenita: tale sindrome può avere gravi conseguenze, che vanno dall’aborto spontaneo, ad alcune malformazioni fino alla disabilità neurologica;
  • se la madre dovesse contrarre la varicella nel periodo che va da cinque giorni prima a due giorni dopo il parto, potrebbe verificarsi la varicella neonatale: tale patologia è seria e va trattata tempestivamente in regime ospedaliero;
  • la varicella in gravidanza, se presa nel terzo trimestre, può causare quella che viene definita varicella grave della madre: può provocare travaglio o parto prematuro, o polmonite virale. Nel 25% dei feti la cui madre contrae la varicella nel terzo trimestre, l’infezione può essere trasmessa: fortunatamente per la maggior parte di loro risulta però del tutto innocua.

Le informazioni pubblicate in questo articolo non si sostituiscono al parere del medico. Ti invitiamo a consultarlo in caso di dubbi o necessità.