Vaccino contro morbillo, parotite, rosolia e varicella: cos'è

schiena di bambino con morbillo

Terza tappa del nostro viaggio nel mondo dei vaccini. Dopo aver parlato dell’esavalente e dei sieri che proteggono dalla meningite, facciamo il punto su quelli contro morbillo, parotite, rosolia e varicella.

VACCINI MPR E VARICELLA, COSA SONO

Il vaccino MPRV è un vaccino contro morbillo, parotite, rosolia e varicella. Si tratta del vaccino contro quattro delle più comuni malattie dell’infanzia (tre delle quali esantematiche) e, secondo il nuovo piano approvato lo scorso anno, è obbligatorio per i nati dal 2017. Quello contro la rosolia invece è obbligatorio per i nati dal 2001. Le dosi possono essere somministrate sia con il vaccino MPR e poi in una sede diversa di iniezione il monovalente per la varicella, oppure come combinato quadrivalente in un’unica soluzione. 

Grazie a questo vaccino, morbillo, rosolia, parotite e varicella sono molto meno presenti di prima. Queste malattie sono tipiche dell’età infantile, ma non sono rari i casi anche negli adulti. La caratteristica che ne accomuna la maggior parte è l’esantema, un’eruzione cutanea con bolle o ponfi, arrossamento o prurito della pelle. 

Il morbillo è una malattia virale molto contagiosa caratterizzata da febbre alta, infiammazione delle vie aeree, macule (puntine prima pallide e poi rosse) che compaiono prima sul viso e poi via via su collo, tronco e braccia. Si trasmette per via aerea, ha un’incubazione di 9-12 giorni e il soggetto è contagioso dal settimo giorno di incubazione fino alla prima settimana di esantema. Anche se in casi rari, il morbillo può avere complicanze anche importanti, come l’encefalite oppure infezioni polmonari.

La parotite, detta anche orecchioni, è una malattia causata da un virus del gruppo dei Paramyxovirus. La particolarità è l’ingrossamento delle ghiandole sotto le orecchie. Ha un’incubazione che può durare fino a quattro settimane ed è contagiosa. Provoca febbre e dolori alle orecchie e alle mandibole. 

La rosolia è una patologia infettiva che si manifesta con delle macchie rosa o rosso chiaro e una febbriciattola. Può avere un’incubazione molto lunga, fino a 16-18 giorni. Si trasmette da soggetto malato a sano, da sette giorni prima a cinque giorni dopo la comparsa dell’esantema. La rosolia può essere seria durante la gravidanza.

La varicella è infettiva ed altamente contagiosa. Questa malattia colpisce maggiormente i bambini tra i 5-10 anni. Ha un periodo di incubazione che va da 15 a 21 giorni e la contagiosità dura da pochi giorni prima dell’uscita delle puntine fino alla caduta delle croste. Si manifesta con febbre e la comparsa dell’esantema su tutto il corpo. Le pustole sono di solito piene di liquido e molto pruriginose. 

QUANDO SI SOMMINISTRANO

Per questo vaccino, la prima dose è prevista nel secondo anno di vita, tra i 12 e i 15 mesi di età. Il calendario vaccinale prevede una seconda dose a 5-6 anni. In questo caso, la seconda dose piuttosto che un richiamo è considerata una “rivaccinazione”, che ha lo scopo di ottenere la risposta primaria nel circa 5% dei bambini che non avevano risposto alla prima immunizzazione.

POSSIBILI REAZIONI

Nel caso di questo vaccino, le eventuali reazioni ai principi contenuti non si verificano immediatamente dopo la somministrazione, come nel caso degli altri vaccini, ma sono ritardati. Gli effetti indesiderati possono verificarsi fino a 6-14 giorni dopo l’iniezione. Il bambino può avere la febbre, un lieve esantema, tipico delle malattie per cui è stato vaccinato, o gonfiore al viso o dietro al collo.