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primo piano di neonato che dorme

I genitori rappresentano una guida per i propri figli sia da bambini che in età adulta ed in quasi tutti gli aspetti della vita. Il dormire non fa eccezione. Ma come far apprendere ai più piccoli delle buone abitudini in relazione al sonno? E – soprattutto – come agevolare il sonno dei neonati?

Innanzitutto, bisogna alterare il ritmo che il piccino ricorda dalla pancia della mamma. Infatti durante i 9 mesi, il ritmo sonno/veglia è quasi sempre opposto al ciclo giorno-notte (di giorno dorme cullato dai movimenti della mamma in attività, di notte quando lei è distesa invece è sveglio). Questa situazione va rieducata. È un bene che i piccoli facciano dei riposini anche lunghi durante il giorno, ma questi dovrebbero essere limitati e non superare le 3 o 4 ore. Un trucco è farli dormire in ambienti luminosi e non ovattati. La limitazione di rumori e suoni e l’assenza della luce riguarda, difatti, il sonno notturno.

Rispetto ad un adulto, il sonno dei neonati ha cicli più brevi e sebbene la fase REM sia più lunga, essa è anche più leggera. Dopo un’ora di sonno profondo, ad esempio, il neonato si agita, mormora, piange anche se non è ancora sveglio. Evitare di svegliarlo del tutto o di disturbarlo, toccandolo o facendo dei versi, è una possibile strategia per lasciare che il sonno continui. Le fasi REM molto lunghe dei primi periodi diminuiscono entro i due mesi di crescita; il neonato dorme meglio e più a lungo, arrivando a sei mesi a toccare fino le 8 o le 12 ore continuative (quando i genitori sono fortunati!).

In generale, la crescita (come mettere i dentini) o i problemi stagionali (raffreddori e simili) aggiungono delle difficoltà temporanee al sonno dei neonati. Soprattutto in questi casi, ma sarebbe auspicabile seguire sempre questo schema, i genitori dovrebbero tenere un diario della routine del proprio piccolo in modo da memorizzare le abitudini familiari. Una volta create e gestite in maniera più o meno regolare, diventa più facile aiutare il neonato a dormire bene e più a lungo.

Lontano dall’idea di un planning giornaliero in perfetto stile manageriale e con puntualità tedesca, gli appunti presi servono semplicemente a (man)tenere un ritmo delle attività riguardanti il bimbo ed il mondo che gli sta attorno. Gli “eventi” si ripetono così sempre nello stesso ordine senza la necessità maniacale di guardare l’orologio: allattamento, cambio pannolino, uscita per una passeggiata, bagnetto e così via. Se emerge ad esempio la necessità di fare la spesa di mattina e se il piccolo fa volentieri un pisolino mattutino, non ha senso costringerlo ad alterare questa abitudine; meglio posticipare la spesa evitando così un turbamento che lo renderebbe irrequieto.

Restando in tema di sonno dei neonati, se anche gli adulti non riescono a dormire bene o a prendere sonno quando sono troppo stanchi, perché dovrebbe riuscirci un lattante? Il finto assioma planetario “bisogna farli stancare ancora un po’ per farli dormire” non è stato confermato da alcuna esperienza empirica. Anzi! È preferibile far riposare il neonato quando inizia a strofinarsi gli occhi, si tira le orecchie, stira il corpicino, sbadiglia o piagnucola o guarda il vuoto ed è irritabile. Tutti questi sono chiari segni di una prossima (e più violenta) stanchezza che, per il bene e a difesa di ogni genitore (alla prima o alla quinta esperienza non importa) sarebbe auspicabile evitare.

Buonanotte a tutti!

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