Interviste

"Morte in culla": fa paura, ma bisogna parlarne

“Morte in culla”: fa paura, ma bisogna parlarne
Dr. Raffaele Pomo

Dr. Raffaele Pomo

Neonatologo e responsabile Centro Sids-Alte Ospedale Buccheri La Ferla
Palermo
091-479522, 091-479516
raffaelepomo@gmail.com
www.sidsitalia.it

E’ fortunatamente un evento raro, ma che può accadere. Si tratta della cosiddetta “morte in culla” o Sids ((Sudden Infant Death Syndrome) che, nel nostro Paese, ogni anno interessa circa 300 bambini. Molti pensano che sia solo un brutto scherzo del destino, invece qualcosa per evitare questa tragedia si può fare eccome. Un esempio? Allattate vostro figlio al seno e non copritelo troppo quando dorme. Il perché ce lo spiega Raffaele Pomo, neonatologo e responsabile di un Centro che si occupa di prevenire la Sids.

Monica Diliberti Monica Diliberti

Monica Diliberti

Dottore Pomo, cosa si intende per Sids?

Dr. Raffaele Pomo Dr. Raffaele Pomo

Dr. Raffaele Pomo

“La Sids, più comunemente nota come 'morte in culla' o 'morte bianca', è considerata una delle esperienze più dolorose e sconvolgenti che possa verificarsi in una famiglia. Colpisce un neonato, senza causa apparente, in condizioni di pieno benessere e rappresenta la prima causa di mortalità nei Paesi industrializzati nel periodo che va da un mese ad un anno di vita. Si tratta della morte improvvisa e inaspettata di un lattante apparentemente sano, la cui causa non è identificabile né con l’esame autoptico, né analizzando la storia clinica del piccolo, compreso l’esame del luogo e della scena del decesso, né con la revisione clinica del caso. Ciò significa che quella della Sids è una diagnosi di esclusione e non sappiamo con esattezza il motivo per il quale questi bambini muoiono”.

Monica Diliberti Monica Diliberti

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Qual è l'incidenza in Italia?

Dr. Raffaele Pomo Dr. Raffaele Pomo

Dr. Raffaele Pomo

“Una stima prudenziale, basata su statistiche provenienti da quei Paesi in cui il fenomeno è ben conosciuto ed attentamente monitorato, considera che l’incidenza media per Sids sia di circa un caso ogni 2.000/ 3.000 bambini nati vivi e ciò equivale, in Italia, a circa 300 piccoli l’anno. L’evento si verifica, per la maggior parte dei casi, intorno a 2-4 mesi, e nel 90% nei primi 6 mesi di vita; di solito durante il sonno e più frequentemente durante i mesi invernali. I maschi sono più a rischio rispetto alle femmine e i neonati prematuri sono più colpiti rispetto ai coetanei nati a termine di gravidanza”.

Monica Diliberti Monica Diliberti

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Quali le raccomandazioni ai genitori per evitare questo tragico evento?

Dr. Raffaele Pomo Dr. Raffaele Pomo

Dr. Raffaele Pomo

“A partire dai primi anni ’90, in molti Paesi industrializzati, sono state lanciate campagne di informazione di massa finalizzate alla diffusione di alcune norme comportamentali che comportano la riduzione del rischio di Sids. Grazie a queste campagne informative, basate sui semplici consigli per una nanna sicura nei lattanti, nel primo anno di vita si è assistito, in tutto il mondo, ad una netta riduzione sia dei casi di Sids che di morti accidentali durante il sonno e ciò ha contribuito a ridurre significativamente la mortalità infantile”.

Monica Diliberti Monica Diliberti

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Diamo dei consigli alle mamme...

Dr. Raffaele Pomo Dr. Raffaele Pomo

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“Sono pochi e semplici. Fate sempre dormire il neonato a pancia in su, sia durante il giorno sia la notte. La posizione supina è la più sicura e va adottata tutte le volte che si mette il bambino a dormire. Mettete il bambino a dormire su una superficie rigida, ad esempio su un materasso per culla appositamente certificato e coperto da un lenzuolo di dimensioni adeguate. Non fatelo mai dormire su un cuscino o altre superfici morbide. Allontanate gli oggetti, i giocattoli morbidi e le lenzuola larghe dalla zona dove dorme il bambino. Non usate mai cuscini, coperte, trapunte, lana e imbottiture morbide di nessun genere nella zona dove dorme il bambino e tenete lontani dal suo volto tutti gli oggetti. Non fumate e allontanate il neonato dal fumo. Non fumate durante la gravidanza e nemmeno dopo la nascita di vostro figlio; non permettete a nessuno di farlo in sua presenza. Fate stare vostro figlio vicino a voi, ma non nel vostro stesso letto. Il neonato non dovrebbe dormire nel lettone, nel divano o in poltrona con voi o con altri bambini; deve dormire nella vostra stessa camera. Se lo portate nel letto con voi per allattarlo, quando avete finito, mettetelo supino in una zona dedicata solo a lui, ad esempio in una culla o in un lettino per bambini attaccato al vostro. Non copritelo troppo. Per dormire mettetegli dei vestitini leggeri e tenete la stanza a una temperatura confortevole: 18-20 gradi va bene. Evitate tutti i prodotti che affermano di far diminuire il rischio di Sids, perché la loro sicurezza ed efficacia non hanno alcuna validità scientifica. Non usate i baby monitor per diminuire il rischio di Sids. Se avete dubbi sull’opportunità di usare i monitor per altri problemi di salute di vostro figlio, chiedete sempre consiglio al pediatra”.

Monica Diliberti Monica Diliberti

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Cosa può proteggere i nostri bambini?

Dr. Raffaele Pomo Dr. Raffaele Pomo

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“L’allattamento materno è il miglior alimento per i primi mesi di vita e svolge una funzione protettiva anche per la Sids. Il ciuccio, usato all’addormentamento, è considerato un altro fattore protettivo, ma bisogna darlo solo se il bimbo lo accetta e ad allattamento bene avviato quindi dopo il primo mese di vita”.

Monica Diliberti Monica Diliberti

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Quale potrebbe essere la causa della Sids secondo le più recenti ricerche?

Dr. Raffaele Pomo Dr. Raffaele Pomo

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“Gli studi vertono su anomalie a carico delle strutture cerebrali (nuclei troncoencefalici) implicate nel controllo dell’attività cardiaca e respiratoria durante il sonno, sulla genetica e sulla conduzione dell’attività cardiaca e sull'influenza esercitata nei primi mesi di vita dai fattori di rischio ambientali (ad esempio, la posizione a pancia in giù durante il sonno)”.

Monica Diliberti Monica Diliberti

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Esistono dei fattori di rischio?

Dr. Raffaele Pomo Dr. Raffaele Pomo

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"Anche se non è stata definita una causa ben precisa in grado di spiegare la Sids, ci sono invece una serie di comportamenti e di fattori di rischio. La campagna 'back to sleep', ossia dormire sulla schiena, è stata quella vincente e ha ridotto drasticamente la mortalità. Non sono neanche accettate posture laterali, né posizioni rannicchiate che non gli consentano di respirare liberamente. La posizione supina non aumenta il rischio di inalazione in caso di rigurgito o reflusso gastroesofageo. La posizione prona durante il sonno è correlata ad un aumento del rischio di Sids pari a oltre dieci volte, mentre quella di fianco, durante il sonno, è correlata ad un aumento del rischio pari a circa tre volte. Sarà il bambino, quando avrà imparato a muoversi ed a girarsi da solo sul letto (dai 4-5 mesi almeno), a scegliere diversamente la posizione che desidera”.

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Che dire del fumo?

Dr. Raffaele Pomo Dr. Raffaele Pomo

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“Fumare durante la gravidanza produce un aumento del rischio proporzionale al numero di sigarette fumate. In particolare, fumare da 1 a 9 sigarette sembra aumentare il rischio di Sids di 4 volte, da 10 a 19 sigarette di 5 volte, oltre 20 sigarette al giorno incrementa il rischio di 8 volte. L'esposizione del lattante al tabacco produce anch'esso un consistente rischio di Sids, che varia in funzione del numero dei fumatori, del tempo di esposizione e del numero di sigarette e tale rischio è sensibilmente incrementato se al fumo si associa la posizione prona durante il sonno”.

Monica Diliberti Monica Diliberti

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Come influisce la temperatura della stanza?

Dr. Raffaele Pomo Dr. Raffaele Pomo

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“Il bambino, specie nei primi mesi di vita, deve soggiornare e dormire in un ambiente adeguato a consentirgli uno stato di benessere ambientale; Il microclima specifico deve avere una temperatura ottimale compresa tra i 18 e i 20 gradi, una umidità relativa intorno al 50% (da 40%- a 60%) e deve esserci un buon ricambio di aria; quindi l’ambiente non deve essere né troppo caldo né altrettanto freddo e il neonato/lattante deve avere la possibilità di regolare la propria temperatura in modo fisiologico con la sudorazione. Bisogna evitare, pertanto, di coprirlo troppo, di avvolgerlo in modo serrato con le coperte e farlo dormire vicino a fonti di calore. Se il piccolo dovesse avere la febbre, lo si deve coprire di meno e non di più, contrariamente a quanto si crede in base ad una errata convinzione ancora diffusa. Ricerche statistiche hanno dimostrato che la Sids è meno comune in estate che in inverno verosimilmente perché in estate i bambini sono vestiti in modo più leggero e l’eccessiva sudorazione viene evitata con una maggiore aerazione ambientale mentre, in inverno, la temperatura della stanza è più alta e i bambini sono vestiti in modo più pesante".

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Nei corsi di accompagnamento al parto viene dedicato sufficiente tempo alla Sids? Quanto è importante la formazione di medici e ostetriche in questo ambito?

Dr. Raffaele Pomo Dr. Raffaele Pomo

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“Basta poco a mettere in atto questi consigli, ma è necessario che tutti coloro che accudiscono i piccoli ne siano a conoscenza e li applichino. Pertanto, è fondamentale il ruolo degli operatori sanitari che devono trasmettere ai genitori ancor prima della nascita di un bimbo le giuste norme di accudimento per la riduzione del rischio. Il corso di accompagnamento al parto è il luogo ideale per un inizio di informazione”.

Monica Diliberti Monica Diliberti

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Cos'è l’associazione “Semi per la SIDS” e quali sono le sue attività principali?

Dr. Raffaele Pomo Dr. Raffaele Pomo

Dr. Raffaele Pomo

“L’Associazione, affiliata alla 'SIDS Family International', ha come scopo un valido supporto ai genitori di neonati morti per Sids. Nasce nel 1991 a Lucca per iniziativa di Pietro e Cristina Sebastiani e di un piccolo gruppo di genitori, familiari ed amici vittime di questa tragica malattia. Si propone di affiancare le famiglie colpite da questo evento nel momento della perdita del bambino, per evitare che al dolore si aggiunga un senso di colpa assolutamente ingiustificato, ma anche successivamente, di aiutare ad affrontare con serenità l’eventuale nascita di un altro figlio. Inoltre, si impegna a costruire una cultura per la Sids volta alla prevenzione, alla ricerca, al sostegno degli operatori sanitari ed è di stimolo verso le istituzioni sulle tematiche inerenti la protezione del neonato e lattante per la riduzione del rischio Sids”.

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