Sesso dopo il parto: come ritrovare l'intimità col partner

sesso dopo il parto
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Sesso dopo il parto. Un argomento a volte erroneamente tabù per le neo mamme e per le coppie prese dalla gestione del bambino appena nato. Ma ecco il primo e unico vero errore, perché se di cause relative alla difficoltà di ripresa dei rapporti ce ne sono tante e sono tra le più svariate, c’è un solo rimedio vero per poter ritornare alla vita prima del parto: il dialogo senza segreti tra i due partner.

Ma sul tema sesso dopo il parto andiamo con ordine. Le cause della mancanza del desiderio, provocato principalmente dagli ormoni, sono diverse: il tipo di parto (naturale, con episiotomia, cesareo), la condizione fisica e psicologica della puerpuera, la stanchezza dopo una giornata intera dietro al neonato, l’allattamento, la paura di non essere più la stessa o di non piacere più, i possibili dolori legati al parto stesso.

Come si affrontano? Il desiderio sessuale è prettamente di tipo ormonale e quindi dipende dal cervello, ma se quest’ultimo è impegnato a gestire la difficile transizione da compagna a mamma? Non è semplice “togliere” attenzione all’evento della nascita anche nei mesi successivi al parto, ma superati i problemi fisici, le perdite dei primi 30-40 giorni e i possibili dolori legati alle ferite, è necessario anche per il bene della coppia riprendere l’attività sessuale.

Iniziamo con una delle principali ragioni che spingono le donne che hanno partorito da poco a non avvicinarsi nuovamente al sesso: il dolore. Quasi la metà delle neo mamme soffre in maniera più o meno intensa, una situazione che può durare anche fino a sei mesi dopo aver dato alla luce il bambino. Una situazione che si unisce alla mancanza di desiderio, quasi fisiologica per i primi tre mesi, che si acuisce con l’allattamento che fa scendere gli estrogeni e aumentare la prolattina.

Ci sono, insomma, moltissimi fattori fisici che ci tengono lontani dal partner. Ma bisogna ricordare che non sempre soddisfare i desideri sessuali significa fare l’amore. Se è, infatti, vero, che solo il 20% delle donne raggiunge l’orgasmo a 3-6 mesi dal parto, è anche vero che coccole e petting sono una strada per restare il più possibile in intimità e riprendere “confidenza”.

L’altra paura legata al sesso dopo il parto è quella di essere cambiata e di non piacere più al proprio compagno. Manteniamo distinte le due cose: è vero, una donna che partorisce cambia e ci possono volere anche 18 mesi per tornare a una situazione simile a quella prima della gravidanza.

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Cambia anche la sensibilità del proprio corpo, quella vaginale, che è meno intensa nei primi mesi, perché da quel canale è passato un bambino che ha stirato la muscolatura e le terminazioni nervose. Inoltre, la penetrazione può essere dolorosa, anche dopo che l’episiotomia sarà guarita, per via della secchezza vaginale. Per risolvere questo problema si può ricorrere a lubrificanti in commercio e a un po’ di esercizi per il pavimento pelvico.

Per chi allatta potrebbe esserci anche il dolore al seno, teso e ipersensibile. Bisogna avere pazienza e parlare con il proprio compagno per riuscire a calibrare l’intensità dei rapporti, soprattutto nella fase iniziale.

Altro discorso è quello della propria bellezza, di come ci vediamo dopo il parto e di come pensiamo che ci possa vedere il nostro lui. Allora entra in campo di nuovo il dialogo e qui deve essere il marito a fare la sua parte, aiutando la neo mamma a sentirsi ancora più bella. Ritagliatevi del tempo, regalatele un massaggio, un trattamento di bellezza. Una coccola o una parola dolce in più possono aiutare. E di tanto aiuto è anche fare qualcosa di più in casa, per ridurre la stanchezza della mamma.

Considerazioni differenti merita il parto cesareo, un intervento chirurgico a tutti gli effetti. In questo caso, i tempi di ripresa del sesso dopo il parto si allungano e bisogna aspettare prima di tutto che vengano rimossi i punti. In un secondo momento, quando la ferita sarà guarita del tutto, è consigliabile scegliere una posizione che non faccia pressioni sull’addome, una tra quelle consigliate è quella a “cucchiaio”.

Ecco infine l’ultima possibile complicazione nel sesso dopo il parto: e se a essere titubante o bloccato fosse il vostro lui? Potrebbe sentirsi escluso dal rapporto creato da mamma e neonato, oppure frenato dalla paura di fare male o semplicemente stressato. Anche qui, basta parlarne senza chiudersi in rancorosi silenzi e rispettando i tempi di ciascuno. E ricordandosi che a volte un po’ di sonno in più può risvegliare anche un ormone assopito.

Ultima raccomandazione: se non avete iniziato a assumere un contraccettivo per bocca, come in caso di allattamento, usate sempre il preservativo. Il rischio di una seconda gravidanza immediatamente successiva è alto e bisogna sfatare il mito che chi allatta non è fertile. Dopo tre mesi dal parto naturale e circa otto dal cesareo si può anche valutare la spirale.

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