Morte in culla, l'importanza della prevenzione

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L’argomento morte in culla è uno di quelli che, volenti o nolenti, mette sempre un po’ in agitazione le mamme e i papà. Però considerato che l’arma della prevenzione è utile e soprattutto efficace, bisogna conoscere questo problema. Solo così infatti è possibile mettere in pratica tutte le principali e importantissime regole contro questo evento così drammatico. Riteniamo quindi utile riparlare di morte in culla, così da sapere come comportarci. 

Cos’è la morte in culla 

La Sids (acronimo inglese che sta per Sudden infant death syndrome), o morte in culla, colpisce neonati in apparente buona salute, senza un motivo particolare. In poche e crude parole, questi bimbi vengono trovati senza vita nel loro lettino in modo assolutamente inaspettato. Fortunatamente si tratta di una cosa che non accade di frequente, però non si può dire che non succeda. 

L’espressione morte in culla non indica una patologia. Si utilizza infatti quando si escludono tutte le altre cause che potrebbero aver provocato il decesso di un neonato, dalle malformazioni a gesti volontari di un adulto. L’esclusione di tutte le possibili ragioni viene fatta con l’autopsia e analisi accurate dello stato di salute del bambino e delle circostanze in cui si è verificato il drammatico evento. 

Chi colpisce la morte in culla 

Questa sindrome è la prima causa di mortalità dei bambini tra un mese e un anno di età nei Paesi industrializzati.

Epidemiologia della Sids in Italia 

Una stima prudenziale, basata su statistiche provenienti dalle nazioni in cui il fenomeno è ben conosciuto ed attentamente monitorato, considera che l’incidenza media per Sids sia di circa un caso ogni 2.000/ 3.000 bambini nati vivi. In Italia, ciò equivale a circa 300 piccoli l’anno. Nella maggior parte dei casi, si verifica intorno a 2-4 mesi, e nel 90% nei primi 6 mesi di vita. Solitamente avviene durante il sonno e più frequentemente durante i mesi invernali. I maschi sono più a rischio rispetto alle femmine e i neonati prematuri sono più colpiti rispetto ai coetanei nati a termine di gravidanza.

Cause della morte in culla 

Questo è un tasto ancora piuttosto complesso parlando di morte in culla. Come spiegano gli esperti dell’Istituto superiore della sanità, “non è stata ancora definita con sicurezza una specifica causa medica in grado di spiegare la Sids, ma ci sono invece una serie di comportamenti e di fattori di rischio che possono incidere significativamente sulla probabilità che la Sids si verifichi, come dimostrano numerosi studi e indagini”. E tra poco li vedremo in dettaglio. 

Stando a quanto hanno scoperto i Cdc, i Centres for Disease Control and Prevention americani, la morte in culla potrebbe essere provocata da anomalie nella zona cerebrale che controlla i ritmi del sonno e della veglia. Secondo gli esperti statunitensi ci sono tre livelli di rischio. Innanzitutto il bambino è apparentemente sano, ma invece ha un problema nel sistema di regolazione dei ritmi cardiaci, respiratori o generali del proprio organismo. In secondo luogo, nei primi mesi si verificano cambiamenti nei ritmi del sonno, in quelli respiratori e/o cardiaci, nella pressione o nella temperatura corporea. Infine, c’è l’esposizione a specifici fattori di rischio. 

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Morte in culla: quali sono i fattori di rischio

La Sids si verifica più spesso se vengono attuati alcuni comportamenti pericolosi. L’Istituto superiore di sanità indica questi: 

  • far dormire il bambino in posizione prona, ossia sulla pancia;
  • far dormire il bambino su materassi, cuscini e piumini soffici e avvolgenti;
  • esposizione del feto e del neonato al fumo. Secondo i Cdc americani, l’esposizione a fumo nel corso della gravidanza triplica il rischio di Sids e quella a fumo passivo nei primi mesi di vita lo raddoppia;
  • giovanissima età della madre e assenza di un percorso di assistenza adeguata nel periodo pre e post natale;
  • nascita prematura o basso peso alla nascita;
  • presenza di infezioni respiratorie.

Morte in culla e vaccini 

Tra le varie ipotesi che nel tempo sono state fatte sulle cause della morte in culla c’è stata anche quella che i vaccini fossero un fattore predisponente. Oggi quest’idea è stata confutata da numerosi studi scientifici americani ed europei. Le ricerche hanno permesso di escludere la correlazione tra la somministrazione di vaccinazioni e la Sids. Inoltre, secondo gli esperti dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù i bambini vaccinati regolarmente hanno un rischio di Sids inferiore rispetto a quelli non vaccinati. 

Ma da dove nasceva questo concetto? Dal fatto che i neonati nei primissimi mesi di vita vengono sottoposti ad un intenso programma di vaccinazioni e la Sids si manifesta con maggior frequenza proprio tra i piccoli di età compresa tra 1 e 6 mesi. 

Prevenzione della morte in culla 

Vista la delicatezza e l’importanza del tema, tutti i Paesi industrializzati hanno messo in piedi negli anni specifiche campagne di prevenzione della Sids. Le regole a cui i genitori devono attenersi non sono tante, ma se seguite attentamente possono salvare la vita al proprio bambino. Ecco le principali:

  • far dormire i neonati sulla schiena, in posizione supina. Attenzione: dormire su un fianco non è sicuro e non è consigliabile;
  • non fumare durante la gravidanza e dopo la nascita del bambino;
  • coprire il neonato con coperte che rimangano ben rimboccate e che non si spostino durante il sonno, coprendo il viso e la testa;
  • non utilizzare cuscini soffici, o altri materiali che possano soffocare il bambino durante il sonno (anche i coprimaterassi devono essere molto sottili);
  • allattare al seno nei primi sei mesi di vita del piccolo;
  • la suzione ha un effetto protettivo: quindi, va bene anche il ciuccio;
  • far dormire il bambino in un ambiente a temperatura adeguata, né eccessivamente caldo né troppo freddo, e con sufficiente ricambio di ossigeno;
  • limitare la co-presenza del bambino nel letto con altre persone durante il sonno. Casi di Sids si sono verificati per soffocamento del bambino da parte della madre o del padre durante il sonno.
  • Sì alla culla o al lettino nella stessa stanza dei genitori.
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