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scarpe primi passi tra due adulti
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Quando il bambino comincia a muovere i primi passi, per i genitori è un momento di grande emozione, mentre per il piccolo è una conquista verso l’indipendenza. Si tratta di una fase delicata che non va accelerata, ad esempio facendosi prendere dalla fretta di far indossare le scarpe a tutti i costi, magari per ragioni puramente estetiche. Bisogna invece capire quando mettere le scarpe primi passi e, soprattutto, come scegliere il modello giusto.

Quando inizia a camminare un neonato?

Come sempre accade in tema di sviluppo del bambino, non ci sono tappe prestabilite che vanno bene per tutti. Ogni bimbo è un universo unico e speciale e raggiunge gli obiettivi con i suoi personalissimi tempi. Certo, ci sono delle cose che dovrebbe saper fare ad una determinata età, ma non facciamoci prendere dall’ansia. Pensiamo al gattonamento: non tutti i bambini lo fanno. Alcuni “saltano” letteralmente questa fase.

Il periodo in cui generalmente un bambino comincia a muovere i primi timidi passi è intorno all’anno di età. Ma non ci sono regole. Alcuni piccoli intraprendenti si lasciano andare anche prima, mentre altri sono prudenti e hanno bisogno di qualche mese in più. In linea di massima, fino ai 18 mesi non ci si deve allarmare. Ricordate però sempre che il pediatra capisce se c’è qualcosa che non va e vi saprà consigliare nel migliore dei modi.

In genere, i primi passi sono preceduti da alcune “manovre di avvicinamento”. Intorno a 8-10 mesi (ma anche qui con le dovute eccezioni) i bambini imparano ad alzarsi in piedi e poi a “bordeggiare”, cioè a muoversi lateralmente poggiandosi al divano o alle sedie, in modo da avere un supporto. Quando si sentiranno pronti lasceranno ogni sostegno e inizieranno a mettere un piedino davanti all’altro. E a quel punto… si parte con l’esplorazione del mondo! (In bocca al lupo, mamme!).

Come devono essere le scarpe primi passi

La scelta delle scarpe primi passi non può essere improvvisata e neppure influenzata dalle mode del momento, anche se molto “cool”. È verissimo che anche l’occhio vuole la sua parte, ma in questo caso dovete farvi guidare più da altri criteri, come comodità e benessere. Una scarpina che sostenga il bimbo nei primi passi deve garantire lo sviluppo armonioso del piede, evitando di stringere o far male.

Non siate impazienti di comprare le scarpe primi passi. Non dovete dare per scontato che la novità sarà accolta con entusiasmo dal piccoletto di casa: è possibile che, per un certo periodo di tempo, le scarpe serviranno solo ad essere tolte e lanciate.

Ci sono varie tipologie di calzature che possono andar bene per accompagnare i bimbi in questo affascinante percorso: scarpe primi passi morbide oppure eleganti o ancora scarpe primi passi per bimba e bimbo. Vediamo quindi quali sono le caratteristiche che devono avere le migliori scarpe primi passi.

  • Calzata corretta. Le scarpe non dovrebbero mai essere né troppo grandi né troppo piccole. Nel primo caso, potrebbero causare posture scorrette, mentre nel secondo incidono negativamente sulla crescita del bambino.
  • Suola larga e flessibile. Parola d’ordine: scarpa estremamente morbida. La parte anteriore infatti deve piegarsi facilmente. La suola inoltre dovrebbe essere antiscivolo (quindi di gomma), non completamente piatta e molto sottile. La sensazione per il bambino deve essere quella di non indossare nulla.
  • Niente rinforzi. Fino a qualche anno si usavano moltissimo le scarpe ortopediche, calzature rigide che si pensava contribuissero ad uno sviluppo motorio ottimale dei bambini. Oggi invece la tendenza è un’altra, completamente opposta. Il tallone e la caviglia infatti non dovrebbero mai essere bloccati per consentire massimo comfort nei movimenti. La scarpa deve sostenere la caviglia, ma non oltrepassare i malleoli, per lasciare la possibilità all’articolazione di muoversi liberamente.
  • Traspirabilità. Soprattutto se fa caldo, i piedini sudano. Attenzione dunque alle scarpe completamente in plastica che non sono traspiranti e favoriscono il ristagno del sudore. Preferite materiali naturali come la pelle o il cotone. Per lo stesso motivo, la soletta interna dovrebbe essere estraibile, in modo da lavarla quando occorre. A seconda della stagione, scegliete scarpe primi passi estive, ad esempio sandali.
  • Meglio senza lacci. Sono scomodi e inutili e si sciolgono sempre! Meglio quindi le scarpe con gli strappi in velcro (come quelli delle scarpe da ginnastica) o, se si tratta di modelli a stivaletto oppure a scarponcino, con una zip.
  • Punta ampia. La misura delle scarpe è corretta quando tra l’alluce e la punta rimane circa un centimetro di spazio. Ciò fa sì che il piede non sfreghi sull’estremità, provocando dolore o problemi alle unghie.
  • No ai plantari particolari. Sono necessari solo se si riscontra qualche problematica da curare, cosa che generalmente avviene quando il bambino è un po’ più grande. Se un plantare non serve, rischia solo di far male e di rendere scorretta la postura. Va prescritto soltanto da uno specialista.
  • Qualità eccellente. Se proprio vogliamo risparmiare, facciamolo con altri prodotti per l’infanzia, ma non con le scarpe. Meglio spendere un po’ di più e avere scarpe di ottimo livello: ne va della salute dei nostri figli. Allo stesso tempo però tenete presente che le cambierete piuttosto spesso: cercate quindi il miglior rapporto prezzo-qualità.

Quando si mettono le scarpe primi passi

Lo sappiamo: è molto difficile resistere alla tentazione di acquistare scarpe ai nostri piccolini, vero? C’è già chi compra scarpe da culla! Ovviamente non hanno nessuna funzione visto che un neonato di poche settimane sta sempre disteso o in braccio, però sono davvero carine, ce ne rendiamo conto. 

In realtà, le scarpe primi passi non servono neppure per le prime “scorribande” in giro per la propria abitazione. Pediatri, ortopedici e osteopati sono concordi nel dire che i bimbi che imparano a camminare dovrebbero stare a piedi nudi o, al massimo, con le calze antiscivolo. Via libera quindi alle scarpe primi passi quando il bambino cammina fuori casa e si devono quindi proteggere i piedi dal rischio di traumi o ferite. Se però rimane seduto nel passeggino non occorrono calzature: se fa freddo, bastano le calze e una coperta sulla gambe.

Perché i bambini dovrebbero stare a piedi nudi?

Quando un bambino deve imparare a camminare è consigliabile che lo faccia a piedi scalzi. Il contatto con il pavimento ha molti vantaggi. Innanzitutto, aumenta la stabilità del piccolo. In secondo luogo, consente una maggiore consapevolezza della superficie su cui poggia e del movimento. Potrà sembrare strano, ma in questo modo il bambino impara a conoscere meglio ciò che lo circonda, un po’ come succede grazie alle mani.

Stare a piedi nudi inoltre permette all’arco plantare di svilupparsi. Finché non camminano, i piedini dei nostri figli sono piatti. Non preoccupatevi: è assolutamente normale che sia così. Con i movimenti dei primi passi invece i muscoli si tonificano e si crea la fisiologica curvatura sotto la pianta.

Se però temete che il marmo sia gelido e il raffreddore sia in agguato, usate delle calze antiscivolo, quelle con le gommine sotto.

Come comprare le scarpe primi passi

Il momento della giornata ideale per scegliere le calzature per il proprio piccolo è il pomeriggio, quando il piede è un po’ più “gonfio”. Per essere certe della taglia da acquistare, quando siete a casa misurate la pianta del piede con un metro. Arriverete al negozio già pronte.

Si possono mettere scarpe usate ai bambini?

Usare scarpe usate per i primi passi dei bambini non è un’idea brillante. “Riciclare” quelle del fratello maggiore o della cuginetta è una strategia vincente per risparmiare un po’, ma va fatto solo le calzature sono state utilizzate pochissimo e sono in buone condizioni. Se sono deformate per l’uso precedente o hanno già preso “l’impronta” del piede, meglio lasciar stare.  

Ogni quanto si devono cambiare le scarpine primi passi?

Le scarpe primi passi si cambiano abbastanza spesso perché la crescita dei piedi è piuttosto veloce. Pensate che tra 9 mesi e 2 anni d’età aumentano di mezza misura ogni 2 mesi. È opportuno quindi controllare ogni 6-8 settimane se le scarpine vanno bene o se sono diventate corte o strette.