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Congedo obbligatorio di paternita
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Quando nasce un bambino, anche i padri hanno diritto al loro periodo di astensione dal lavoro. Certo, niente a che vedere con quello che spetta alla mamma (5 mesi), ma anzi negli ultimi anni è stato prolungato di qualche giorno. Oggi vi parliamo di congedo di paternità obbligatorio che consente ai neo papà di godersi il momento del parto e i primissimi tempi del neonato a casa. Così da dare una mano alla compagna e, allo stesso tempo, instaurare precocemente un legame speciale con il piccino.

Cos’è il congedo di paternità obbligatorio

Si tratta di un periodo di congedo obbligatorio dedicato ai padri in occasione della nascita dei figli o del loro ingresso in famiglia in caso di adozione, affidamento o collocamento temporaneo. Viene disciplinato dall’articolo 27-bis del Testo Unico maternità/paternità, decreto legislativo 151 del 2001. L’ente erogatore è l’Inps, Istituto nazionale di previdenza sociale.

Quanti sono i giorni di paternità obbligatoria?

Il congedo di paternità obbligatorio ha una durata di 10 giorni. In caso di parto plurimo (cioè di gemelli), l’astensione è di 20 giorni, a prescindere dal numero di bimbi nati. Nel computo dei giorni vengono considerate e indennizzate le sole giornate lavorative.

A chi è destinato?

Possono fare richiesta di congedo di paternità obbligatorio i padri lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che di quello privato. Di conseguenza, sono esclusi dal beneficio i lavoratori autonomi e coloro che sono iscritti alla gestione separata dell’Inps.

Quando si può andare in congedo di paternità?

Si può usufruire del congedo di paternità obbligatorio:

  • da due mesi prima della data presunta del parto fino ai 5 mesi successivi alla nascita del bambino (o dall’ingresso in famiglia/Italia in caso di adozioni nazionali/internazionali oppure dall’affidamento o dal collocamento temporaneo);
  • durante il congedo di maternità della madre lavoratrice.

Le disposizioni si applicano ai parti, alle adozioni e agli affidamenti avvenuti a partire dal 13 agosto 2022, giorno dell’entrata in vigore del decreto legislativo n. 105 del 30 giugno 2022. Il congedo però può anche essere applicato ad eventi antecedenti questa data se il papà è nelle condizioni di poter fruire di periodi di congedo di paternità obbligatorio o dei periodi residui non fruiti.

Inoltre, si può prendere congedo di paternità:

  • frazionato a giorni (cioè i 10 giorni non devono per forza essere continuativi);
  • in caso di morte perinatale del bambino, cioè dalla 28esima settimana di gravidanza al primo periodo dopo il parto.

Il congedo è consentito anche durante la maternità della madre lavoratrice. In più, i giorni di congedo sono compatibili con la fruizione del congedo di paternità alternativo (art. 28 del Testo Unico), anche se non negli stessi giorni.

Quanto si prende con il congedo di paternità

Con il congedo di paternità obbligatorio è prevista un’indennità giornaliera pari al 100% della retribuzione: in altre parole, si viene pagati come se si andasse regolarmente al lavoro.

Quando si fa la domanda per il congedo di paternità?

Innanzitutto, specifichiamo di nuovo che l’unico requisito richiesto per il congedo obbligatorio di paternità è avere un rapporto di lavoro dipendente. La richiesta va fatta per iscritto al datore di lavoro, comunicando i giorni in cui si intende beneficiare del congedo con almeno 5 giorni di anticipo (in relazione all’evento nascita) sulla base della data presunta del parto.

Come si fa la domanda?

La presentazione della domanda per il congedo obbligatorio di paternità può avvenire in diversi modi:

  • Nei casi di pagamento a conguaglio: il padre lavoratore dipendente del settore privato deve comunicare in forma scritta al datore di lavoro i giorni di congedo di paternità obbligatorio. In alternativa, si può usare il sistema informativo aziendale per la richiesta e la gestione delle assenze.
  • Nei casi di pagamento diretto da parte dell’Inps: l’istanza per accedere al beneficio va presentata online, attraverso il servizio dedicato che trovate sul portale dell’istituto previdenziale. Oppure si può fare domanda attraverso il contact center dell’Inps (il numero è 803164 da rete fissa, 06-164164 da rete mobile) o tramite enti di patronato e intermediari dell’istituto.

Se il papà è un dipendente di una pubblica amministrazione, presenterà la domanda direttamente alla propria amministrazione.