Concepimento, le cose da sapere

spermatozoi e ovulo
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Prima ancora del test positivo, l’evento più atteso per chi cerca una gravidanza è il concepimento, l’attimo in cui avviene il magico incontro dei gameti che darà la vita al nostro tanto desiderato bambino. Noi dall’esterno non sappiamo cosa succede nel nostro corpo, ma di certo ci auguriamo che il sogno diventi al più presto realtà. Scopriamo quindi meglio cos’è il concepimento, come e quando avviene. 

Come avviene il concepimento

In parole estremamente semplici, il concepimento (o fecondazione) è il processo durante il quale il gamete maschile (spermatozoo) feconda quello femminile (ovulo). Ogni mese, durante la fase ovulatoria, un follicolo rilascia un ovocita che si sposta verso le tube di Falloppio, il luogo dove, nelle 24 ore successive, avverrà il concepimento. 

Con l’eiaculazione, in vagina entra una gran quantità di spermatozoi, circa 200-500 milioni. Pensate che quello “vincitore”, capace di fecondare l’ovulo, sarà uno soltanto. Quando sono in buona salute (cioè attivi e vitali), gli spermatozoi riescono a sopravvivere all’interno del canale vaginale anche per 2-3 giorni. Quindi la fecondazione potrebbe avvenire anche con rapporti nei giorni precedenti all’ovulazione vera e propria. 

Dall’unione tra i due gameti si genera lo zigote, la cellula che farà sviluppare prima l’embrione e poi il feto. L’uovo fecondato si sposta verso la parte superiore dell’utero e si annida nel suo tessuto, chiamato endometrio. Grazie a diversi ormoni, l’endometrio ha subito una serie di modificazioni per accogliere il “prodotto del concepimento”. È il momento dell’impianto. 

Cosa succede ad un ovulo non fecondato

Quando si cerca di avere un bambino, nonostante l’impegno e l’amore che si mette, non sempre si riesce subito a raggiungere questo magnifico risultato. Un ovocita non fecondato nel giro di 24 ore muore. Il tessuto dell’endometrio si sfalda per poi rigenerarsi. Arrivano quindi le mestruazioni e l’ovocita viene espulso. Il ciclo quindi ricomincia con tutte le sue fasi: mestruale, follicolare, ovulatoria e luteale. 

Giorni fertili e concepimento

Come abbiamo accennato poco più sopra, il concepimento non si verifica soltanto in contemporanea con l’ovulazione, ma può avvenire anche prima, durante i cosiddetti giorni fertili. Facciamo un esempio pratico su un ciclo regolare di 28 giorni (è la durata più “classica” dei cicli, ma possono essere regolari anche di 26, 27, 30 giorni etc.). 

L’ovulazione avviene intorno al 14esimo giorno del ciclo, ma noi siamo già fertili nei 3-4 giorni precedenti. Lo capiamo dai sintomi dell’ovulazione, un insieme di segnali molto precisi che il corpo ci manda per dirci che sì, questo è un buon momento per diventare mamme. Quali sono? Ad esempio il muco vaginale più trasparente, abbondante e appiccicoso, l’aumento della temperatura basale e del desiderio sessuale. 

In condizioni favorevoli gli spermatozoi si adattano perfettamente all’ambiente vaginale e sono in grado di sopravvivere per alcuni giorni. Ecco spiegato quindi perché i ginecologi consigliano di avere rapporti già nei giorni che precedono l’ovulazione: potreste avere maggiori chance di rimanere incinte!

Cos’è l’impianto 

Spieghiamo cos’è l’impianto, chiamato anche nidazione o annidamento. Indica il momento in cui il prodotto del concepimento (sembra strano come nome, vero? All’inizio della gravidanza si dice proprio così) si annida alle partite dell’endometrio. Si attacca cioè alle pareti dell’utero, un luogo molto accogliente dove l’embrione potrà svilupparsi. 

Sono tre le fasi dell’impianto. Durante l’”adesione” il prodotto del concepimento si avvicina all’endometrio, per poi attaccarsi ad esso ed, infine, penetrarvi all’interno (con la cosiddetta “invasione”), impiantandosi in maniera definitiva. Da qui, comincia la produzione di beta hCG.

Quando avviene l’impianto 

Solitamente l’impianto si verifica circa una settimana dopo il concepimento. In alcune donne è accompagnato da quelle che comunemente si chiamano “perdite da impianto”, talvolta associate a dolori addominali. Sono appunto piccole perdite di sangue, diverse dalle mestruazioni vere e proprie. Il sanguinamento infatti è più leggero, meno abbondante del normale flusso mestruale. Anche il colore è diverso: in genere le perdite sono rosa o marroncine, quasi mai rosso vivo. 

Le perdite da impianto durano poco: di solito terminano dopo 2-3 giorni.

Sintomi del concepimento 

Se vi state chiedendo se il concepimento si può in qualche modo percepire fisicamente, la risposta è no. Purtroppo non c’è modo di sapere se l’incontro tra spermatozoo e ovulo c’è stato ed è andato a buon fine. Bisogna attendere un po’ prima che effettivamente si senta qualcosa a livello fisico. Il primo segnale precoce dell’avvenuto concepimento potrebbero essere le perdite da impianto, che però non tutte le donne hanno. 

Per capire se c’è stato il concepimento bisognerebbe aspettare almeno il ritardo delle mestruazioni. Eh, mica facile avere pazienza quando si cerca un piccolino! Però considerando che non esistono “sintomi del concepimento” bisogna davvero attendere un altro po’. Se siete incinte, lo scoprirete abbastanza presto. Compariranno i primi sintomi di gravidanza mentre il ciclo non arriverà. È ora di fare un test di gravidanza!

Concepimento e beta hCG

Sicuramente la parola beta hCG non può che suscitare belle emozioni in ciascuna futura mamma. Parliamo del cosiddetto “ormone della gravidanza” che l’organismo produce quando inizia la gestazione e che fa diventare il test positivo. Le funzioni della beta hCG sono principalmente due: stimolare il corpo luteo a produrre grandi quantità di progesterone (importantissimo per l’attecchimento dell’embrione e il buon proseguimento della gravidanza) e attivare la sintesi delle proteine necessarie a rafforzare le pareti dell’utero. 

La produzione di beta hCG comincia circa una settimana dopo il concepimento. Compaiono prima nel sangue e poi nelle urine. Se volete quindi essere davvero sicure della gravidanza fate il test in laboratorio con un prelievo ematico. È certamente più attendibile di quello casalingo. Quest’ultimo, per esempio, se la gravidanza è appena all’inizio, potrebbe non riuscire a rilevare le beta hCG, magari dando un falso negativo che vi deluderebbe. Il consiglio è di non avere troppa fretta, anche se il desiderio di avere un bambino è molto forte.

Durante le prime settimane di gravidanza, la beta hCG cresce molto velocemente, raddoppiando ogni due giorni. Raggiunge il picco intorno alla 13esima settimana per poi diminuire e rimanere stabile fino al parto.  

Calcolare la data presunta del parto dal concepimento

Una delle primissime cose che si fanno quando si scopre la gravidanza è calcolare la data presunta del parto, il giorno cioè in cui il bambino dovrebbe nascere. Quasi mai questo giorno viene rispettato, ma è importante avere un’idea di quando approssimativamente si partorirà. Inoltre, con il riscontro delle ecografie, la data presunta del parto permette di sapere se lo sviluppo del feto è regolare o meno. 

Il criterio più utilizzato e affidabile per conoscere la data presunta del parto utilizza il primo giorno delle mestruazioni come punto di partenza per la gravidanza. In realtà c’è chi invece è sicura di quando sia avvenuto il concepimento e usa quello come giorno per il calcolo. Questo metodo però è meno sicuro perché, per quanto si possa essere certe di quando è avvenuto il concepimento (ad esempio, se in un mese si è avuto solo un rapporto sessuale), l’ovulazione non è mai precisissima, in particolare se si hanno cicli irregolari. 

E c’è un altro aspetto da tenere in considerazione. I giorni fertili sono più di uno, quindi il concepimento potrebbe essere avvenuto prima dell’ovulazione. 

In ogni caso, la nostra app iMamma vi permette di scegliere come calcolare la data presunta del parto, se dal primo giorno delle ultime mestruazioni oppure dal concepimento. Scegliete quella che preferite. 

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