Assegno unico per i figli, cos'è e a chi spetta

uomo con bambini in braccio
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Nuovo importante passo in avanti per l’assegno unico per i figli, l’ultima novità del governo a sostegno delle famiglie italiane. Il Consiglio dei ministri ha infatti dato il via libera definitivo a questa misura che, nei progetti del premier Draghi e dei suoi ministri, dovrebbe incentivare la natalità e dare un po’ di respiro ai nuclei familiari del Paese. Vediamo in cosa consiste. 

Cos’è l’assegno unico per i figli 

È un supporto economico che viene dato ai genitori italiani per favorire le nuove nascite, supportare la genitorialità, soprattutto in questo periodo di grandi difficoltà anche di tipo economico, garantire il rientro al lavoro delle mamme. L’assegno sostituirà tutti i bonus e i sostegni che ci sono attualmente: Bonus bebè, detrazioni Irpef per figli a carico, assegni familiari, premio alla nascita (gli 800 euro del bonus Mamme domani), assegno per il terzo figlio etc. Per evitare di disperdere risorse, saranno tutti convogliati all’interno dell’assegno universale. 

L’assegno unico per i figli è stato inserito nella legge di stabilità alla fine dello scorso anno ed era già stato approvato dalla Camera e dal Senato. Le risorse stanziate ammontano a 21 miliardi di euro, ma dovranno necessariamente essere incrementate.

A quanto ammonta l’assegno 

La cifra dell’assegno unico per i figli è variabile. Una quota è fissa, mentre un’altra dipende dal reddito Isee. Per un reddito fino a 7.000 euro si riceverà ogni mese un assegno di 167,5 euro se si hanno massimo 2 figli, 217,8 euro invece se si hanno almeno 3 bambini. Più l’Isee aumenta, più scende la cifra mensile. Se si ha un reddito di 50.000 euro, l’assegno sarà di 30 euro per due figli e di 40 euro con almeno 3. 

Sono previste delle maggiorazioni per i figli diversamente abili. Questi ultimi riceveranno dal 30 al 50% in più a seconda del “grado” della disabilità.

A chi spetta l’assegno unico per i figli 

Hanno diritto all’assegno unico per i figli i cittadini italiani, dell’Unione europea o extracomunitari con permesso di soggiorno di lunga durata e residenti nel nostro Paese da almeno due anni, anche non continuativi. Possono fare richiesta i lavoratori dipendenti che non percepiscono assegni familiari, autonomi, liberi professionisti e incipienti (cioè con reddito molto basso). L’assegno viene elargito sotto forma di denaro o credito d’imposta ed è riconosciuto a tutti e due i genitori (viene infatti suddiviso in egual misura). 

Conditio sine qua non per accedere al beneficio è ovviamente avere figli a carico fino a 21 anni di età. Si può richiedere dal settimo mese di gravidanza ai 18 anni d’età. Questa soglia arriva fino ai 21 anni in caso di ragazzi che studiano, sono disoccupati o stanno svolgendo il servizio civile, un tirocinio o un’attività lavorativa poco retribuita. Tra i 18 e i 21 anni la somma è ridotta.

Quando arriverà l’assegno unico per i figli

I nuclei familiari italiani dovrebbero cominciare a ricevere l’assegno a partire dal 1° luglio 2021. 

Come richiedere l’assegno unico per i figli

Le istanze vanno presentate all’Inps o ad un patronato secondo le regole che saranno fissate dall’istituto previdenziale entro il 30 giugno. Per chi fa domanda entro il 30 settembre verranno corrisposti anche gli arretrati dal mese di luglio. 

Come si calcola l’assegno unico per i figli

L’ammontare dell’assegno unico per i figli dipende dalla condizione economica della famiglia calcolata in base al reddito Isee. L’assegno è compatibile con il reddito di cittadinanza. Inoltre, può essere percepito anche in caso di altre misure di sostegno in favore dei figli stanziate da Regioni, Comuni, Province autonome. 

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