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bambino sul seggiolone sporco in faccia di cibo

Brodino vegetale, farina di mais, tapioca, omogeneizzati, passati, verdure. Dosi precise, calibrate, alimenti da inserire piano piano e secondo una tabella ben definita. Temi e scadenze che chi ha adottato lo svezzamento tradizionale conosce bene. Da qualche tempo, però, si è iniziato a fare strada tra pediatri e genitori un altro metodo per avvicinare i neonati al cibo solido e far conoscere i gusti della tavola dei grandi: parliamo di autosvezzamento.

Uno strumento che permette al piccolo di assaggiare a poco a poco i sapori e il cibo che mangiano anche papà e mamma, senza controindicazioni ma con alcune piccole accortezze: proporre un’alimentazione sana, piccole dosi, tanta curiosità, stagionalità dei prodotti e nessuna forzatura.

L’autosvezzamento è prima di tutto un’occasione sociale e nello stesso tempo un’opportunità anche per i genitori per unire diversi obiettivi: da un lato evitare di dover cucinare separatamente per i figli che crescono, tra pappe, farine e passati, e dall’altro di ripensare alla propria alimentazione di tutti i giorni.

Se, infatti, nell’autosvezzamento il piccolo sta seduto a tavola con tutta la famiglia e assaggia a piccoli pezzi tutto quello che c’è nel menu, imitando il “buon esempio” dato da mamma e papà, allora di conseguenza tutto quello che viene proposto per il pranzo, la cena e gli altri pasti deve essere sano, preferibilmente preparato con alimenti di stagione e cucinato in modo leggero e con poco sale.

Ecco quindi i primi elementi per chi volesse scegliere questa strada che si sposa anche con la prosecuzione dell’allattamento e delle poppate classiche, fino a quando il bambino non avrà la capacità di mangiare un intero pasto.

Per iniziare, comunque, il piccolo deve stare ben seduto nel seggiolone, con la testa dritta, deve saper afferrare e tenere un pezzo di pane, di banana o pera, o una fettina sottilissima di carota in mano e saperli deglutire. Altro elemento importante dell’autosvezzamento è che non ci sono cibi vietati o da scadenzare a causa delle allergie: via libera da subito anche alle fragole, se di stagione, al pesce e anche alle uova. Abbondare con i legumi, come ottima alternativa di proteine oltre alla carne e facili da mangiare anche senza denti.

Per quanto riguarda la merenda, invece, oltre al latte, a seconda dell’età del piccolo, va molto bene la frutta, lo yogurt, oppure anche del pane con l’olio o con la marmellata. Sono tutte ottime alternative, l’importante è cambiare e proporre idee diverse.

La base della teoria dello svezzamento, quindi, è che come il bambino impara dai genitori a camminare, stare seduto, afferrare le cose, ridere, parlare, la stessa cosa vale per il rapporto con il cibo: il piccolo si fida della sua mamma e del suo papà e assaggia quello che stanno mangiando con curiosità e tranquillità.