Bevande ai bambini, quali scegliere e quali evitare

bevande ai neonati
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“Ma sì, cosa vuoi che sia! Dagli un po’ d’acqua! Non lo vedi che ha sete?!”: Chissà a quante di noi è capitato di sentirsi dire qualcosa del genere. Nonne, zie, vicine di casa un po’ in là con gli anni sono sempre pronte a dispensare consigli, anche non richiesti. E uno dei classici riguarda l’acqua ai neonati. Ma se in passato questa era un’abitudine normale, oggi si sa che, fino al momento in cui comincia lo svezzamento, l’acqua è assolutamente superflua. Ma come regolarsi su tutte le altre bevande ai bambini? 

L’idratazione è fondamentale per grandi e piccini. Soprattutto adesso che andiamo incontro al caldo è giusto sapere come comportarsi e cosa somministrare ai nostri figli per far sì che abbiano la giusta quantità di liquidi. Ma allo stesso tempo dobbiamo fare attenzione anche a ciò che bevono. Lo sapete, ad esempio, che alcune bevande gassate contengono una quantità di zucchero pari a 7 zollette o 20 biscotti? È veramente troppo. 

Come fare chiarezza? Con gli esperti dell’Istituto Bambino Gesù per la Salute del Bambino e dell’Adolescente, diretto dal professor Alberto G. Ugazio, ecco in “A scuola di salute” la guida a cosa far bere ai nostri bimbi nelle varie fasi della loro crescita.

 Bevande ai bambini: il latte materno 

È il primo nutrimento dei piccoli una volta venuti al mondo. È il primo contatto con la mamma. È la prima fonte di salute. Il latte materno, si sa, è il cibo per eccellenza dei neonati perché fornisce i nutrienti necessari per lo sviluppo. È composto per circa l’87% da acqua e da una proporzione ben bilanciata di proteine, grassi e carboidrati. È facilmente digeribile e soddisfa tutti i fabbisogni alimentari del bambino nei primi 6 mesi di vita. In questo periodo è indicato come alimento esclusivo dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dalle più importanti società scientifiche per la nutrizione. 

Nel secondo semestre l’offerta di latte materno viene integrata con altri alimenti ed è raccomandata anche durante il secondo anno di vita ed oltre. Si definisce allattamento a termine un allattamento che si interrompe solo quando lo decide il bambino, anche in età avanzata. Sembra una scelta un po’ ardita, ma sono tante le mamme che riescono a portarla avanti. 

Il latte materno ha molti benefici riconosciuti. Sono più protetti dal rischio di contrarre infezioni, allergie o malattie complesse come diabete di tipo 1 e 2, sindrome dalla morte improvvisa, linfomi e leucemie, obesità, patologie croniche intestinali, ipertensione arteriosa. I prematuri rischiano meno di andare incontro a infezioni sistemiche, retinopatia, displasia broncopolmonare ed enterocolite necrotizzante. Non mancano poi i vantaggi per la donna, come una protezione maggiore dal tumore al seno e alle ovaie. 

Bevande ai bambini: latte artificiale 

In alcuni casi, la neo mamma non può allattare. Un esempio è l’assunzione di farmaci per curare talune malattie e che sono incompatibili con l’allattamento. Ricordiamo che solo alcune sostanze passano nel latte e tra queste ci sono anche i farmaci. L’alternativa quindi è il cosiddetto “latte in formula”, che molto più semplicemente chiamiamo latte artificiale. È un derivato del latte vaccino, in polvere o liquido, con una composizione di nutrienti che si ispira a quello umano. 

Anche se ben tollerato, non è un alimento sovrapponibile al latte materno. Come si prepara il latte in formula? Dopo essersi lavati le mani, la polvere va sciolta in acqua che non deve avere una temperatura inferiore ai 70°C. Il biberon va poi raffreddato sotto l’acqua del rubinetto e non va preparato con molto anticipo, ma poco prima della poppata.  

Dopo i 6 mesi si passa alle “formule di proseguimento”, che vengono utilizzate fino all’anno di età. Poi, se non si passa al latte di mucca, c’è il cosiddetto “latte di crescita” fino ai 3 anni di età. 

Bevande ai bambini: il latte vaccino

Tra le bevande ai bambini, quando si parla di latte, il primo pensiero va a quello vaccino. Ma quando si può proporre ai nostri figli in sicurezza? Le linee guida del ministero della Salute raccomandano di aspettare il compimento del primo anno di vita. Inoltre, non bisogna esagerare con le quantità. Il limite è di 400 ml al giorno per non caricare troppo l’organismo di proteine. 

Il latte vaccino contiene una giusta proporzione tra i micronutrienti principali. Le proteine sono costituite da amminoacidi essenziali. I grassi sono ben bilanciati tra saturi (forniscono energia) e monoinsaturi e polinsaturi (hanno una funzione strutturale). Inoltre, ha calcio, fosforo, potassio, sodio, magnesio, vitamine.

Quale latte scegliere? Per i bambini è consigliabile il latte intero perché i grassi consentono il miglior assorbimento di vitamine liposolubili, come la D, la A e la K. In caso di intolleranza al lattosio sono disponibili prodotti “ad alta digeribilità”, delattosati o “latte HD”, che ne consentono l’assunzione.

Bevande ai bambini: il latte alternativo a quello vaccino

Gli esperti del Bambino Gesù fanno una distinzione fondamentale. Si definisce latte tutto ciò che è stato munto da un animale. Quelli vegetali quindi non possono essere chiamati così, ma sono bevande o “drink”. E poi sottolineano un aspetto importantissimo. La somministrazione di tutto ciò che è diverso dal latte materno va decisa e concordata insieme al pediatra. Non fate di testa vostra neanche con ciò che vi pare innocuo come ad esempio una bevanda alla soia. 

Esistono vari tipo di latte alternativi a quello vaccino e spesso sono indicati se quest’ultimo non è tollerato bene. Sono munti da mammiferi diversi: capra, bufala, lama, alpaca, dromedaria, alce, cammella, asina, cavalla. Hanno gli stessi componenti fondamentali del latte di mucca, ma distribuiti in modo diverso. Ad esempio, quelli di renna e alce sono molto ricchi in proteine e grassi e poveri in lattosio. Esattamente contraria la composizione di quelli di asina e cavalla. 

Il consiglio è di non proporli nel primo anno di vita né ai bambini sani né a quelli con particolari patologie (allergia alla proteine del latte vaccino, intolleranza al lattosio, problematiche gastrointestinali). Insomma, non seguiamo eventuali “mode” del momento, ma affidiamoci al nostro pediatra.

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Bevande ai bambini: quelle vegetali

Le bevande vegetali sono estratti a base acquosa di legumi, semi oleosi o cereali che simulano il latte materno e vaccino per aspetto e consistenza. Le caratteristiche nutrizionali, però, sono completamente diverse, pertanto non sono adatti a sostituirli. Il consumo di bevande vegetali nel primo anno di vita, in sostituzione del latte materno o di formula, può infatti associarsi a importanti deficit nutrizionali. Nel secondo anno di vita può essere rischioso se non inserito in una dieta bilanciata.

Esistono vari tipi di bevande vegetali a base di: 

  • cereali: avena, riso, mais, farro;
  • legumi: soia, arachidi, lupino, fagiolo dall’occhio; 
  • frutta a guscio: mandorla, cocco, nocciola, pistacchio, noce;
  • semi: sesamo, lino, canapa, girasole;
  • pseudocereali: quinoa, amaranto. 

Tutti questi prodotti hanno scarsa quantità di proteine. Solo quella di soia è comparabile al latte vaccino. Tra l’altro, si tratta di proteine con un basso valore nutrizionale. 

Bevande ai bambini: l’acqua

Prima informazione: per i primi 6 mesi della loro vita i neonati non hanno bisogno di bere acqua. E questo vale qualunque sia il tipo di latte che assumono. Quello materno ne ha in grande quantità. Quello formulato viene preparato con acqua. Quindi, anche se fa caldo, non occorre integrare i liquidi. 

Quando iniziare? Con l’introduzione dei cibi solidi nella dieta del bambino, quindi con lo svezzamento. Se vivete in zone dove l’acqua del rubinetto è sottoposta a trattamenti di disinfezione e quindi è potabile, potete tranquillamente usare quella. Altrimenti potete acquistare acqua minerale. Quella nelle bottiglie di vetro è certamente migliore perché è un materiale che non si deteriora. 

Quanta acqua dare al giorno ai nostri bambini? Dipende dall’età: 

  • dai 6 ai 12 mesi: 800 ml;
  • Da 1 a 3 anni: 1.200 ml;
  • Da 4 a 6 anni: 1.600 ml;
  • Da 7 a 10 anni: 1.800 ml.

Bevande ai bambini: quelle zuccherate

Per favorire l’assunzione di acqua in forma gradevole, il mercato propone una infinita varietà di bevande, succhi, tè zuccherati ed energy drink. Gli specialisti del Bambino Gesù ricordano che vanno consumati con molta moderazione perché carichi di zuccheri, di calorie e con uno scarso o nullo apporto di altri elementi nutritivi. Attenzione: fino ai 6 anni di età non sono adatti ai bambini. Successivamente, per non favorire aumenti di peso, carie o sviluppo del diabete, potranno essere bevuti solo sporadicamente e all’interno di una dieta equilibrata e varia.

Una nota particolare riguarda gli energy drink. Ciò che “promettono” è di dare una bella sferzata di energia e vitalità. Va sottolineato che un consumo eccessivo potrebbe essere responsabile di problemi cardiovascolari. Massima cautela. 

Bevande ai bambini: quelle a base di frutta 

Parliamo di succhi di frutta. Quelli 100% frutta sono ottenuti interamente dalla frutta spremuta. Il nettare di frutta viene prodotto partendo dal succo o dalla purea (o entrambi) cui si aggiungono acqua, zucchero o edulcoranti. Il contenuto di frutta deve essere tra il 25 e il 50%. Le bevande a base di frutta devono avere almeno il 12% di frutta ed è consentito aggiungere acqua, zuccheri e additivi. 

Un modo indiretto, ma corretto, di assumere liquidi e nutrienti, in primis le vitamine, sono invece frullati, centrifughe, spremute ed estratti di frutta e verdura di stagione. Bambini e adulti dovrebbero mangiare 2 o 3 porzioni di frutta al giorno. Per raggiungere questa quota si può proporre la frutta da bere. Un esempio classico è la spremuta d’arancia, un concentrato di nutrienti utili, come la vitamina C. Non aggiungete mai zucchero per addolcirla e non filtratela. In questo modo il vostro bambino assumerà il massimo delle proprietà dell’agrume. 

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