Vitamina A in gravidanza, quanta assumerne

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Le vitamine sono micronutrienti molto importanti per il benessere di ciascuno di noi. Lo dimostra il fatto che, quando c’è una carenza di qualcuna di loro, cominciamo a non sentirci in grande forma. Ogni classe di vitamine svolge un’azione particolare e, in alcuni momenti, come ad esempio la gravidanza, è necessario garantirsi un fabbisogno maggiore per far star bene anche il nostro bambino. La vitamina più famosa col pancione è probabilmente la B9, cioè l’acido folico che tutte sappiamo essere fondamentale. Qui vogliamo parlare di vitamina A in gravidanza: quanta se ne deve assumere, a cosa serve, perché vanno evitati sia il deficit che l’eccesso sono alcuni dei punti che analizzeremo. 

Cos’è la vitamina A

È una vitamina liposolubile. Significa che viene assimilata dal fegato che crea così delle “scorte” da utilizzare quando c’è necessità. Il nostro organismo non produce vitamina A. Quindi va introdotta con l’alimentazione o, in caso di carenza importante, attraverso gli integratori. 

La vitamina A è conosciuta anche come retinolo, mentre i carotenoidi sono una cosa diversa, ovvero i precursori della vitamina vera e propria. In altre parole, il retinolo viene utilizzato direttamente dal nostro corpo, mentre i carotenoidi devono prima essere trasformati in vitamina.

A cosa serve la vitamina A

In primo luogo la vitamina A riveste una particolare importanza per la vista. Insieme ai suoi precursori è uno degli elementi che compongono la rodopsina. Si tratta di una sostanza presente sulla retina e che è coinvolta nei meccanismi che riguardano la sensibilità alla luce. Vedremo più avanti che la carenza di vitamina A ha delle conseguenze proprio sulla capacità visiva.

La vitamina A svolge un’azione fondamentale per lo sviluppo delle ossa e il loro rafforzamento e anche per la crescita dei denti. Inoltre, è coinvolta nel funzionamento del sistema immunitario e contribuisce ad avere pelle e capelli sani. 

Vitamina A in gravidanza

La vitamina A in gravidanza gioca un ruolo non certamente secondario. Serve infatti allo sviluppo embrionale e al normale processo di crescita del feto, regolando la differenziazione dei tessuti.

Alimenti ricchi di vitamina A

Come abbiamo visto, gli essere umani assumono vitamina A con il cibo. In linea generale, nei Paesi sviluppati, l’alimentazione garantisce un apporto sufficiente di questo nutriente. Il retinolo è presente soprattutto negli alimenti di origine animale. Tra questi, ne sono particolarmente ricchi il fegato, l’uovo, il latte e suoi derivati, il pesce. 

I precursori della vitamina A e, tra questi, specialmente il betacarotene, si trovano nei vegetali, soprattutto in quelli di colore giallo, rosso o arancione: per farne il pieno quindi via libera a carote, albicocche, anguria, pomodori, zucca, frutti di bosco, arance, mandaranci etc. Tutti gli ortaggi, le verdure e i frutti hanno comunque quantità considerevoli di carotenoidi.

Come gran parte delle vitamine, anche la A si disperde facilmente con il calore. È quindi sempre consigliabile mangiare i cibi che la contengono crudi o comunque poco cotti. 

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Fabbisogno giornaliero di vitamina A

Secondo le raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, la quantità consigliata al giorno è di 0,6-0,7 mg di retinolo, fino a 0,95 durante l’allattamento. 

Fabbisogno giornaliero di vitamina A in gravidanza

Il fabbisogno quotidiano di vitamina A in gravidanza aumenta per far fronte alle necessità sia della futura mamma che del bambino. Una carenza o, al contrario, l’eccesso di questa vitamina sono dannosi per entrambi. La necessità di aumentare la dose di vitamina A è più spiccata in particolare nel terzo trimestre di gravidanza.

Secondo la SIGO, la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, la supplementazione di vitamina A in gravidanza non è necessaria se “l’abituale apporto quantitativo è superiore a 3 volte la Recommended Daily Allowance”, cioè le dosi consigliate. Per i ginecologi della Società scientifica questo avviene nella maggior parte dei Paesi industrializzati. 

Carenza di vitamina A

I sintomi di un deficit di retinolo sono più significativi nelle nazioni sottosviluppate che sono quelle in cui la carenza è più imponente a causa della malnutrizione. Laddove questo problema è meno drammatico, la sintomatologia è leggera, al più moderata. Si può comunque arrivare a livelli severi. Nelle aree ricche del mondo sono più a rischio coloro che hanno una patologia che comporta un malassorbimento a livello intestinale, come per esempio il morbo di Chron oppure la celiachia. Anche i vegani hanno un pericolo maggiore di carenza di vitamina A. 

Il primo campanello d’allarme è costituito dai problemi alla vista, soprattutto nelle ore serali e notturne. Nei casi più gravi scarse dosi di vitamina possono comportare anche cecità. Inoltre, le infezioni (soprattutto a carico dell’apparato gastrointestinale e di quello respiratorio) sono più frequenti e intense perché il sistema immunitario non lavora bene. Altri segnali sono la pelle disidratata e squamosa, i capelli indeboliti, ritardo nella crescita e nello sviluppo dei bambini. 

Carenza di vitamina A in gravidanza

Una carenza di vitamina A in gravidanza può provocare malformazioni fetali, difficoltà nel processo di sviluppo e crescita, sensibilità alle infezioni. 

Come si cura il deficit di retinolo

Una carenza di retinolo da lieve a moderata si tratta con l’assunzione di integratori. È inoltre opportuno variare la dieta, in modo da garantirsi il giusto apporto della vitamina. 

Eccesso di vitamina A

In genere, è provocato dalle dosi troppo alte di integratori. È invece assai raro che la causa scatenante sia l’alimentazione: davvero difficile che ci si “intossichi” di vitamina A stando a tavola. Esistono due forme di ipervitaminosi: acuta e cronica. La prima provoca sonnolenza, mal di testa, nausea, vomito, aumento delle pressione intracranica, irritabilità. 

Un eccesso cronico ha sintomi meno forti, con problemi alle ossa e al fegato causati dall’accumulo della vitamina, cefalea, debolezza, labbra screpolate, pelle rugosa, capelli deboli e crespi. 

Dosi elevate di carotenoidi non sono particolarmente preoccupanti. Al massimo si può verificare una leggera colorazione giallo-arancione della pelle che tende a scomparire sospendendo l’assunzione dei precursori della vitamina A. 

Eccesso di vitamina A in gravidanza

Quando si aspetta un bambino, troppa vitamina A può essere dannosa. Può infatti essere causa di malformazioni al feto. In questo caso si parla di effetto teratogeno del retinolo, cioè la possibilità che provochi anomalie al bimbo. I danni dipendono dalla quantità assunta e dal periodo della gestazione.

Le donne incinte quindi devono fare attenzione a non assumere vitamina A in eccesso (ovviamente saranno aiutate in questo dal ginecologo). Gli integratori quindi saranno prescritti solo in caso di vera necessità. Non abusate col consumo di fegato che contiene alti livelli di retinolo. Se ne siete ghiotte, mangiatelo una volta ogni tanto.

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