Skip to main content
search
Large - sezione Bambino
Small - sezione bambino
bambino in bagno avvolto dalla carta igienica

L’estate è sicuramente il periodo ideale per lanciarvi nella grande avventura di togliere il pannolino e, visto che ormai la bella stagione è dietro l’angolo, cominciamo a prepararci insieme al grande evento. Terrorizzate all’idea di vedere pozzanghere di pipì e montagnette di pupù in giro per casa? Non è affatto detto che le cose andranno così (a me per esempio non è mai capitato) e, anche se di tanto in tanto dovesse succedere, cercate di prenderla con filosofia: lo “spannolinamento” non dura in eterno.

Qualche giorno fa avevamo già pubblicato un post in cui vi abbiamo dato delle dritte su come capire se il vostro bambino è pronto a togliere il pannolino. Andatelo a rileggere e, se il vostro piccolo vi lancia i segnali che abbiamo elencato, è il momento per partire con la grande impresa. Perché, se è vero che l’estate è perfetta perché i bimbi possono girare per casa in mutandine, se vostro figlio è pronto potete anche iniziare a dire addio al pannolino con le fasi di “avvicinamento” al vasino.

E proprio da lì si comincia: dalla scelta del vasino. Sembra banale, ma non lo è. Un vasino comodo e allegro può diventare il vostro alleato per abbandonare il pannolino. In commercio ci sono molti modelli, i migliori sono quelli con seduta ergonomica, bordi ricurvi e angoli smussati, dotati di schienale e di un rettangolo rialzato sul davanti, che impedisce di scivolare. Alcuni hanno anche il poggiapiedi.

Il riduttore per il water va riservato ai bimbi un po’ più grandi, che sappiano salire su uno sgabellino per raggiungerlo. Sceglietene uno che si blocchi bene sul wc.

Presentate il vasino come un amico: molti hanno forma di animale, cui potreste anche dare un nome, così da farlo diventare uno di famiglia. Deve però rimanere in bagno: niente passeggiate per casa. Il suo posto è accanto al water, il “vasino dei grandi“.

Fatto questo primo passo, un bel respiro, tanta pazienza e via!

Un buon metodo per cominciare è togliere il pannolino per qualche ora al giorno (anche se a dire il vero c’è chi pensa che vada levato e basta. Dipende un po’ dalla capacità di resistenza che avete voi mamme), aumentando progressivamente questo tempo durante la giornata. Proponete il vasino diverse volte, in modo che il bambino possa prendere confidenza e capire la frequenza dei suoi bisogni.

A tal proposito: il controllo delle feci si acquisisce molto più facilmente di quello dell’urina, anche perché a 2-3 anni lo stimolo si avverte con minore frequenza e spesso più o meno alla stessa ora. Per la pipì il discorso è diverso e potrebbe volerci più tempo. Nel togliere il pannolino non dovete avere fretta né essere impazienti: il successo dell’impresa dipende molto anche dal vostro atteggiamento. Se siete voi poco convinte, figuriamoci se può esserlo il vostro bambino!

Non lasciate troppo a lungo il piccolo sul vasino e restate con lui, incoraggiatelo e fategli i complimenti: i primi successi vanno festeggiati (e non usate mai espressioni di disgusto per la cacca). Il bambino si sentirà al centro dell’attenzione e orgoglioso delle sue prodezze, cosa che lo spingerà a continuare. Se invece non succede nulla, lasciate passare 10-15 minuti prima di tentare di nuovo. Cercate di non stressarlo (e di non stressate voi stesse).

E gli “incidenti“? La pipì sul tappeto del pediatra o nella macchina della nonna possono starci. Accade soprattutto all’inizio, quando appunto il bambino può non avere un controllo perfetto dello stimolo, oppure se è molto impegnato in qualche gioco o in un’altra attività. In genere, questi episodi scompaiono col tempo, ma non devono farvi sclerare: non rimproverate vostro figlio per un simile incidente. Sgridare e punire non lo inducono a fare meglio, ma anzi creano maggiore ansia e peggiorano la situazione.

Togliere il pannolino anche di notte: o no? Questo dipende. Se già da tempo vi accorgete che al mattino il piccolo è asciutto, potete provare fin da subito a passare alle mutandine pure di notte. Abbiate però l’accortezza di mettere un coprimaterasso cerato nel letto, per evitare sorprese. A 2-3 anni la pipì notturna può essere del tutto normale perché non tutti i bambini riescono a trattenerla più di 4-5 ore. Il sonno profondo non permette di percepire lo stimolo e svegliarsi.

Buona fortuna, mamme!!