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neonato afferra il dito del papà

Anche se appaiono piccolissimi e teneri, con quell’aria innocente e spaesata, i neonati sono già degli esserini quasi perfetti: le 40 settimane nel vostro grembo, protetti e coccolati, li han fatti crescere e maturare e, anche se molto poi li aspetta fuori dal pancione, quando nascono hanno una già una serie di minuscole ma affinate competenze. Alcune di queste sono i riflessi innati. Vediamo cosa sono e qual è la loro funzione.

I riflessi sono definiti innati (o arcaici) perché non vengono imparati dai bambini, ma nascono insieme a lui. A che cosa servono? Ad aiutarli a prendere confidenza con il mondo che li circonda. Inoltre, sono utilissimi anche al pediatra: gli forniscono infatti le informazioni necessarie per valutare il sistema neurologico dei più piccini.

Alcuni riflessi dei neonati sono fondamentali per la loro sopravvivenza, altri invece giocano un ruolo importante perché li aiutano a confrontarsi con ciò che li circonda, ma sono a “tempo determinato“: sono cioè presenti alla nascita, ma scompaiono dopo un po’, in genere nelle prime settimane di vita. La maggior parte dei riflessi innati è destinata a trasformarsi poco alla volta in azioni volontarie, cosa che costituisce un passaggio fondamentale nello sviluppo dei bambini.

Vediamo quindi quali sono i principali riflessi dei neonati.

Riflesso di suzione. Questo è certamente uno di quelli indispensabili per la crescita e la sopravvivenza stessa dei nostri cuccioli. Già alla nascita la suzione è un istinto fortissimo: se si sfiora la guancia dei bambino, lui gira la testa e cerca il capezzolo, pronto a succhiare. Suzione e deglutizione sono entrambi riflessi innati. Per esempio, durante qualche ecografia in gravidanza vi potrebbe capitare di vedere il bebè succhiarsi il pollice: ecco quindi spiegato che questo istinto esiste da sempre.

Riflesso di prensione. Subito dopo il parto, se toccate delicatamente il palmo della mano del neonato, lui afferra immediatamente ciò con cui è venuto in contatto. Anche questa è un’azione che ha già imparato nel pancione, dove ha stretto il cordone ombelicale. Questo riflesso serve per esplorare il mondo attraverso il tatto e, col tempo, si trasformerà in un’azione volontaria, cioè afferrare deliberatamente gli oggetti con le mani.

Riflesso di Moro. Il bambino ha una reazione di apparente spavento? Potrebbe trattarsi di questo riflesso. Potreste accorgervene ad esempio quando, prendendolo in braccio, gli viene piegata la testa e il piccolo reagisce di scatto, come se si spaventasse, stendendo il dorso, aprendo le braccia e le mani e piegando le gambe. È la risposta ad uno stimolo improvviso, che potrebbe rappresentare un pericolo.

Riflesso di marcia. Se tenuto sospeso in posizione eretta, con i piedi che sfiorano una superficie di appoggio, il neonato muove le gambe accennando dei passi. Tra i vari riflessi dei neonati, questo è destinato a scomparire nelle primissime settimane di vita e indica la maturazione del cervelletto.

Riflesso spinale (o di Galant). È un test che i pediatri usano per capire se a livello cerebrale è tutto a posto. Il medico stende il bimbo a pancia in giù e tocca leggermente la parte centrale o bassa della schiena in prossimità della colonna vertebrale: il bimbo dovrebbe curvarsi verso il lato che è stato toccato.

Diving reflex (riflesso di immersione). Questo riflesso ce l’hanno tutti i neonati ed è collegato ad una valvola speciale che chiude automaticamente il passaggio di aria tra la bocca i polmoni, inducendo l’apnea quando il piccolo è in acqua. In parole semplici, “non beve”. Si tratta di un riflesso basilare già nella vita intrauterina per permettere la feto di vivere immerso nel liquido amniotico.

Attenzione: il fatto che il neonato non deglutisca acqua quando si immerge non significa assolutamente perderlo di vista durante il bagnetto! Sarà forse superfluo dirlo, ma meglio ricordarlo.