Fascia portabebè, perché è utile e come sceglierla

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Nelle primissime settimane di vita del neonato, il contatto corporeo tra voi è importantissimo. Vi accorgete come vi cerca e come si rasserena quando lo tenete in braccio? E chissà quante di voi dormono con il cucciolo “spiaccicato” sul petto. Diffidate da chi vi dice che così il bambino avrà tutti i vizi del mondo: la necessità di contatto fisico è vitale per lui, considerato che è stato nel vostro grembo per 9 mesi. Un modo per garantirglielo è la fascia portabebè, sempre più utilizzata dalle mamme di tutto il mondo. Vediamo i suoi benefici e i consigli per acquistare un buon prodotto.

Quando tenete in braccio il neonato, di sicuro state attente a portarlo in maniera corretta, supportando la testolina e la schiena. Un aspetto molto importante soprattutto per i piccolissimi che non hanno il controllo del collo e della testa. Quando è ben posizionata, la fascia permette di reggerlo in totale comodità e senza rischi. Con un vantaggio assolutamente non secondario: avere le mani libere per fare un sacco di cose: cucinare, sbrigare qualche faccenda domestica, spingere un passeggino, uscire o semplicemente fare una telefonata.

Oltre ad essere un “mezzo di trasporto” molto utile, la fascia è anche un luogo della nanna. Il dondolio della mamma che cammina concilia il sonno e fa addormentare più facilmente il piccolo, facendolo anche rilassare. La posizione eretta è inoltre efficace per ridurre i sintomi fastidiosi del reflusso e la fascia pare avere anche effetti positivi in caso di coliche perché fa espellere il gas dal pancino.

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La scelta della fascia (QUI ne trovate un tipo) non deve essere fatta a caso, ma seguendo alcuni criteri fondamentali. Ad esempio, la schiena e la testa del neonato devono essere ben sorrette, le gambe divaricate e flesse, mai dritte ma neanche penzolanti, la schiena leggermente incurvata. Il corpo non deve “afflosciarsi“, ma essere ben a contatto con quello di chi porta il bambino. Scegliete un prodotto che possa garantirvi queste caratteristiche: ne va della sicurezza e della salute di vostro figlio.

La fascia va usata dai primi giorni di vita e fin quando la schiena ve lo consente: non esiste un limite di età in cui smettere. Iniziate presto così il piccolo si abituerà velocemente e capirete in quali momenti la fascia può servirvi. Il bambino può essere portato sul davanti, sulla schiena o sul fianco: trovate la posizione più comoda, ce ne sono diverse. Troverete di certo chi può mostrarvele e insegnarvele. I neonati molto piccoli però hanno bisogno del contatto visivo, quindi meglio tenerli davanti a voi.

La fascia può essere usata agevolmente anche per allattare, sempre avendo le mani libere. Questo vale sia per i modelli classici in tessuto che per quelli con gli anelli (guardate QUI un esempio). In commercio esistono pure fasce con bretelle, chiamate Mei-tai (eccole QUI). La lunghezza delle fasce è variabile: sceglietela anche in base alla vostra altezza e a quella del papà.

Vediamo quindi i consigli per l’acquisto:

  • è indispensabile che la fascia portabebè sia di ottima qualità. Le fasce sono realizzate in cotone, sono estensibili anche diagonalmente (grazie ad una particolare tecnica di tessitura) e si fissano saldamente.
  • meglio scegliere una fascia lunga più di 4 metri per poter eseguire tutti i tipi di fasciatura e per permettere anche al papà di trasportare comodamente il bimbo.
  • il tipo con anelli ha bordi imbottiti, una chiusura facilmente regolabile e si indossa in diagonale sulla spalla. È pratico per chi non è abituato a portare a lungo il bambino in braccio e preferisce tenerlo su un fianco.
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