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neonato con ciuccio

Ed eccoci arrivati ad un altro dei dubbi che assillano i neo genitori: è il caso di dare il ciuccio ai neonati o è meglio lasciar stare? Le scuole di pensiero sono diverse. Alcuni vi diranno che non c’è nulla di male a proporlo ai piccoli, per altri invece il ciuccio è un “oggetto del demonio” che storce i denti e che poi è impossibile da levare. In realtà, come in tutte le cose, ci sono pro e contro e ora vediamo il perché.

Prima di ogni cosa, sfatiamo un luogo comune molto diffuso: il ciuccio non è un vizio. I neonati vengono al mondo con l’esigenza di succhiare, è un fatto istintivo di importanza fondamentale: è così che si nutrono. Ciucciano già nel pancione. Magari durante un’ecografia vi sarà capitato di vederlo col pollice in bocca. Quindi, è un gesto del tutto innato.

Per un neonato la suzione è consolatoria, lo rassicura e gli dà piacere. E lo sapete che nei bimbi prematuri ha anche un effetto analgesico? Quindi, perché succhiare il pollice, il ciuccio o un lembo di lenzuolo, dovrebbe essere considerato un vizio?

Secondo punto. Dare il ciuccio ai neonati è un fattore protettivo contro la “morte in culla“. Anche se ancora non si è capito perfettamente il collegamento, pare proprio che la suzione tenga lontana la Sids perché faciliterebbe la capacità del bambino di svegliarsi in caso di apnea. Tra le linee guida contro la “morte in culla” viene proprio specificato l’utilizzo di un succhiotto quando il bimbo si addormenta.

Quando offrire il ciuccio ai neonati? In generale, andrebbe proposto dopo che l’allattamento è ben avviato, quindi circa dopo un mese. Secondo alcuni studi, infatti, la suzione del ciuccio è più simile a quella dalla tettarella del biberon, quindi potrebbe interferire con l’allattamento al seno. Se questo però procede spedito non c’è alcun motivo di non dare il ciuccio. Nei nati pretermine nutriti con sondino naso-gastrico, il ciuccio insegna a succhiare: appena cresciuti a sufficienza, i piccini saranno pronti al biberon.

Il ricorso al ciuccio deve comunque essere moderato. Non metteteglielo in bocca ogni volta che piange perché in questo modo non capirete la ragione della sua disperazione. Certo, può essere utile in certi momenti, ad esempio per addormentarsi, ma fatene un uso intelligente. Altrimenti rischia di diventare un’abitudine dannosa.

“Il ciuccio gli deformerà i denti“, potrebbe suggerirvi qualche nonna o zia particolarmente contraria a questo sistema. In verità, non è provato che il ciuccio ai neonati provochi una deformazione dell’arcata dentaria, almeno fino ai 24 mesi. I modelli più moderni si adattano alla bocca in modo più naturale: si allungano e si flettono come il capezzolo della mamma. La lingua rimane in posizione corretta e il palato, le gengive e i denti si sviluppano in modo normale.

Molto più dannoso è succhiare il pollice: esercita una maggiore pressione sul palato, con deformazioni importanti anche dei denti. E a questo proposito, non intingete mai e poi mai il succhiotto nello zucchero o nel miele. Predispongono alla carie e il miele non è indicato per tutto il primo anno di vita per il rischio botulismo.

Quali sono i materiali più adatti per il ciuccio ai neonati? All’inizio va benissimo il silicone che resiste bene alla sterilizzazione. Sì perché fino ai 6 mesi i ciucci vanno sterilizzati esattamente come biberon e tettarelle, almeno una volta al giorno o se è particolarmente sporco. Dopo quest’epoca basta passarlo sotto l’acqua. Quando i piccoli crescono un po’, scegliete prodotti in caucciù.

Quanto a lungo concedere il cuccio ai neonati? Non esiste una regola ben precisa, ma chiaramente più si tiene, più difficile sarà poi toglierlo. Alcuni pediatri sostengono che dopo i 10-12 mesi i benefici sono minori rispetto agli svantaggi.

Un’ultima cosa. Alcuni neonati detestano il ciuccio e potrebbero letteralmente sputarlo spingendolo via con la lingua. Non resta che farsene una ragione.