Bronchiolite nei neonati: cause, sintomi e prevenzione

bronchiolite
article_banner – 13@2x

In inverno, una delle paure principali delle mamme di neonati si chiama bronchiolite, una malattia respiratoria che col freddo si presenta con maggiore frequenza, preoccupando i genitori al primo accenno di raffreddore. Non sempre ci si deve allarmare, ma parlarne con il pediatra è senza dubbio la prima cosa da fare, soprattutto se si tratta di bambini molto piccoli, di prematuri o con patologie croniche. Vediamo di scoprire tutto su questa malattia e, in particolare modo, di imparare come evitare il contagio seguendo i consigli di medici dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Cos’è la bronchiolite

“La bronchiolite – spiega Renato Cutrera, responsabile di Broncopneumologia nel nosocomio romano – è una patologia virale che colpisce i bambini sotto i due anni. Sono molti i virus coinvolti, ma il principale si chiama virus respiratorio sinciziale. È un virus particolarmente attivo nell’emisfero nord – quindi anche in Italia – nel periodo invernale, con un picco che può variare tra dicembre e febbraio. L’infezione colpisce la maggior parte dei bambini e diventa, quindi, endemica. A tre anni tutti i bambini o quasi tutti sono già positivi agli anticorpi contro questo virus”.

Gli altri virus che possono provocare la malattia sono molto diversi: virus influenzali e parainfluenzali, adenovirus, metapneumovirus, coronavirus, rinovirus sono alcuni di essi. 

Sintomi della bronchiolite

L’infezione colpisce i bronchi e i bronchioli causando uno stato infiammatorio, aumento della produzione di muco e ostruzione delle vie aeree. 

I sintomi principali sono:

  • Febbricola.
  • Infiammazione nasale (rinite). 
  • Tosse insistente. 
  • Difficoltà respiratoria.
  • Aumento della frequenza respiratoria.
  • Rientramenti intercostali. 

La tosse tende a peggiorare gradualmente, così come la difficoltà a respirare bene. Il bambino fa respiri brevi e veloci e possono presentarsi anche rientramenti delle costole. 

Nei bimbi con meno di 6 mesi, spesso si verifica un calo del livello di ossigeno nel sangue (saturazione) e possono disidratarsi facilmente per la difficoltà a nutrirsi. Nei neonati con meno di 6 settimane di vita, alto è il rischio di apnea, cioè di una interruzione prolungata nella respirazione, un evento potenzialmente pericoloso. 

Contagio e durata della bronchiolite

La diffusione del virus avviene per contatto con le secrezione infette. La fase contagiosa dura circa 6-10 giorni.

Nella maggior parte dei casi, la bronchiolite si cura facilmente a casa. A volte invece è necessario il ricovero in ospedale, soprattutto se si tratta di bambini molto piccoli che hanno bisogno di un attento monitoraggio. Questa malattia è la prima causa di ospedalizzazione sotto l’anno di età. 

article_banner – 11@2x

Fattori di rischio 

La bronchiolite può essere più seria in alcuni casi:

  • Bambini prematuri.
  • Bambini con meno di 12 settimane di vita.
  • Cardiopatie congenite.
  • Fibrosi cistica.
  • Displasia broncopolmonare.
  • Anomalie congenite delle vie aeree.
  • Immunodeficienze.

In queste situazioni, di solito il pediatra suggerisce di rivolgersi al pronto soccorso. 

Bisogna andare direttamente in ospedale se si notano difficoltà respiratorie molto gravi o se il bambino presenta un colorito cianotico (bluastro) delle dita delle mani o intorno alle labbra.

Trattamento della bronchiolite

I bambini che non hanno difficoltà respiratorie gravi, hanno una saturazione soddisfacente (superiore al 94%) e si alimentano in modo normale, in genere vengono curati a casa. Fondamentale è tenere il naso pulito, quindi fare lavaggi nasali frequenti e aspirare il muco. Solitamente viene anche fatto l’aerosol con soluzione ipertrofica. Talvolta vengono prescritti farmaci broncodilatatori o a base di cortisone, mentre gli antibiotici non sono indicati (a meno che il bambino non sia immunodepresso o ci sia il dubbio di una contemporanea infezione di tipo batterico).

Ai bimbi ricoverati in ospedale viene somministrato ossigeno umidificato e riscaldato e, se non mangiano, vengono idratati con le flebo. 

Bronchiolite e alimentazione 

Spesso i neonati che contraggono la bronchiolite fanno fatica ad alimentarsi bene a causa dell’eccesso di muco e della difficoltà respiratoria. I pasti vanno frazionati: meglio cercare di dare da mangiare più spesso, ma in quantità ridotte, piuttosto del contrario. Questo per evitare la disidratazione che, specialmente nei neonati molto piccoli, può essere pericolosa.

Come evitare il contagio 

I consigli degli esperti del Bambino Gesù (dove tra il 1° dicembre 2018 e lo scorso 3 gennaio si sono registrati 279 accessi al pronto soccorso per bronchioliti, ma il picco deve ancora arrivare) sono chiari e semplici:

  • Evitare il contatto con altre persone raffreddate in famiglia (compresi genitori e fratelli più grandi).
  • Fare lavaggi frequenti per mantenere il naso libero: usare soluzione fisiologica o ipertonica. Vanno fatti anche se il piccolo non è particolarmente intasato.
  • Lavare bene le mani prima di toccare i neonati per impedire il passaggio del virus.
  • Non fumare in casa: il fumo passivo è uno dei fattori più importanti di aggravamento della patologia.
  • Incentivare quanto più possibile l’allattamento al seno: il latte materno contiene elementi protettivi per il bambino.
article_banner – 13@2x
2 I like it
0 I don't like it