Ipnosi, un'arma in più per gestire il dolore in sala parto

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Le novità in Italia arrivano spesso d’Oltreoceano e da Paesi un po’ più veloci nel trasformare idee astratte in proposte innovative. Noi, un po’ per vocazione, un po’ per tradizione storica, siamo più restii a sperimentare eppure una sorpresa giunge proprio dalla sala parto: l’hypnobirthing, una forma di ipnosi durante il travaglio, sbarca anche in Italia.

Per ipnosi si si intende un particolare stato psicofisico, a carattere dinamico e non statico, con modificazioni della coscienza affini a quelle del sonno e con prevalenza delle funzioni rappresentativo-emotive su quelle critico-intellettive.

Lontana dalla concezione filmica di amuleti e pendoli, l’hypnobirthing è entrata a piena titolo in molti ospedali britannici. Le ostetriche ipnoterapeute insegnano alle gestanti a controllare la mente e a condurre i pensieri ed il corpo verso uno stato di grande relax. Cosa serve quindi alle future mamme per intraprendere questo viaggio? Motivazione e un atteggiamento open mind.

L’ipnoterapia prenatale non è una forma di meditazione profonda ma si tratta di un’ipnosi più leggera con cui la donna in dolce attesa ascolta il proprio corpo, ne diventa consapevole. Un’operazione che aiuta a gestire soprattutto l’ansia del parto.

La futura mamma non andrà in trance o in uno stato di sonno profondo; ciò che cambierà sarà invece il modo di percepire la gravidanza e, nello specifico, il momento tanto atteso (spesso in negativo) del travaglio: la calma che deriva dall’uso di tale tecnica aiuterebbe a respirare meglio permettendo una buona ossigenazione e mantenendo bassi i livelli di adrenalina. Questo stato di rilassamento faciliterebbe, secondo gli esperti di hypnobirthing, la produzione di ossitocina e endorfina, ormoni della nascita.

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Questa metodica non usuale, che può coinvolgere anche il futuro papà, può essere autoindotta dalla donna (cioè con l’autoipnosi) o provocata da un operatore che spiega la corretta respirazione, il rilassamento e l’immaginazione da utilizzare durante tutte le fasi del parto. Di solito si tengono degli incontri che via via insegnano alla donna come avvicinarsi al travaglio senza paura: un vero e proprio training di lucidità con esercizi e allenamenti.

Durante la preparazione quindi entrambi i genitori possono imparare ad isolare le sensazioni dolorose, a frammentarle fino al punto del distacco, a spostarle fuori dal proprio corpo o situazione negativa e renderle neutre.

Alcune ricerche internazionali hanno confermato infatti che un livello di trance consapevole influisce sui parametri fisiologici e di conseguenza sul benessere psicofisico dell’individuo: la frequenza delle onde cerebrali viene modificata, il ritmo del cuore rallentato, la pressione si riduce e, in generale, l’organismo si rigenera.

L’ipnosi dunque è una tecnica perfetta per far vivere alla mamma ed al nascituro un parto naturale e sereno, in cui non solo il dolore viene gestito su più di un livello, conscio e inconscio, ma la sicurezza del proprio corpo e la fiducia acquisita cancellerebbero i condizionamenti negativi facendo diminuire proprio la percezione del dolore (i processi fisiologici di dilatazione del collo dell’utero e di espulsione del bambino sarebbero agevolati dal rilassamento muscolare indotto dallo stato di trance; anche i tempi del parto quindi si accorcerebbero).

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