Bambini al mare, le buone regole per il bagno dopo i pasti

bambini al mare

Chi, tra voi genitori, adesso che è arrivata l’estate non si è posto almeno una volta la domanda che riecheggia nei secoli: quando si portano i bambini al mare, possono fare il bagno dopo mangiato o andranno incontro ad una pericolosa congestione?

La letteratura scientifica non è particolarmente ricca sull’argomento e le evidenze emerse dal fenomeno non sono allarmanti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità annovera infatti motivi diversi di rischio annegamento di bambini al mare e in piscina rispetto al blocco dei processi digestivi, e cioè il mancato controllo dei più piccoli e il non saper nuotare bene.

Dopo aver mangiato è vero che l’intestino si mette al lavoro per assorbire le sostanze nutritive provenienti dai cibi e, per farlo, richiama il sangue che così si concentra nello stomaco. Questo meccanismo di vasodilatazione si accompagna, di contro, ad una vasocostrizione a livello periferico: nelle altre parti del corpo, dunque, potrebbe arrivare meno sangue.

In caso di bambini al mare, se a questo aggiungiamo un tuffo in acqua fredda o una bevanda ghiacciata potremmo causare l’interruzione della digestione con conseguenti disturbi: crampi addominali, nausea, vomito e addirittura perdita di coscienza. In realtà, però stiamo parlando di casi estremi: in prossimità del bagnasciuga e valutando la temperatura dell’acqua, i bimbi non rischiano affatto l’annegamento.

Tutti i pediatri, in effetti, raccomandano di usare il buon senso: i bambini al mare possono essere sostenere attività leggere anche dopo i pasti specie se questi ultimi sono poveri di grassi e facilmente digeribili.

Riprendendo alcune ricerche internazionali, al di là dei disturbi suddetti, non è mai stata dimostrata una relazione di causa-effetto tra fenomeni quali crampi e dolori intensi ed il rischio di annegamento nei più piccoli. Invece, trasversalmente, si raccomanda di non lasciarli mai da soli perché è proprio in questo caso che si potrebbero verificare situazioni dai risvolti drammatici.

E a proposito di bambini al mare, il ministero della Salute però, nella specifica sezione di “Educazione acquatica“, raccomanda comunque di attendere tre ore dopo il pasto per bagnarsi, ma questo potrebbe dipendere da cosa e quanto si è mangiato.

Per ridurre al minimo il rischio di incidenti sia al mare che in piscina è dunque fondamentale:

• non perdere mai di vista i bambini quando sono in acqua specialmente sotto i 6 anni;

• controllare le condizioni del mare e cioè correnti e profondità;

bagnare i piccoli gradualmente, specie se l’acqua è molto fredda;

• preparare pasti leggeri meglio se a base di carboidrati, facilmente digeribili, come spaghetti al pomodoro o panini con verdure.

La preoccupazione però dovrebbe riguardare anche l’ora di esposizione al sole dei bambini al mare: se siete genitori impavidi e sfidate la calura di mezzogiorno, oltre a cosa offrire in termini di cibo e bevande, dovete valutare altri fattori di rischio.

Per i giù piccoli, ad esempio, è meglio scegliere orari più vicini alle loro esigenze, proteggerli con creme solari di qualità, creare delle zone d’ombra, preparare pasti leggeri da consumare a casa e portare in spiaggia tanta frutta fresca e acqua per gli spuntini. Infine fare una “siesta” durante le ore più calde è una buona chance di riposo anche per mamma e papà: abbronzati sì ma senza troppa fatica.

Per i più curiosi, ecco alcune raccomandazioni a carattere internazionale sull’argomento in questione:

https://www.aap.org/en-us/about-the-aap/aap-press-room/news-features-and-safety-tips/pages/sun-and-water-safety-tips.aspx

http://www.ilsf.org/about/position-statements

4 I like it
0 I don't like it