Singhiozzo nei neonati: le cause e i rimedi efficaci

singhiozzo nei neonati
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Il singhiozzo nei neonati è un evento tutt’altro che raro. Al contrario, il tipico “hic” colpisce quasi tutti i piccolini ed è in grado di mandare nel pallone mamme, papà, nonni e baby sitter. Ma non è affatto necessario farsi prendere dal panico: così come per gli adulti, anche per i lattanti il singhiozzo è del tutto normale e non c’è motivo di allarmarsi. Vediamo quindi le cause e le cose da fare (e da NON fare) per mandarlo via in fretta.

Il singhiozzo è provocato da una contrazione improvvisa e involontaria del diaframma. Quest’ultimo è un muscolo orizzontale che separa gli organi dell’addome da quelli del torace. È una condizione del tutto normale, che si sviluppa già durante la gravidanza. Quante di voi hanno provato la strana sensazione di sentire il feto “singhiozzare” nel pancione? Quei colpetti ritmici e cadenzati, percepibili sempre nello stesso punto, sono proprio quelli del singhiozzo.

Le cause del singhiozzo nei neonati possono essere diverse:

  • suzione troppo rapida: quando il bambino succhia molto velocemente (sia che si tratti di allattamento al seno che con latte artificiale) capita che ingurgiti anche parecchia aria, cosa che provoca la contrazione del diaframma e, di conseguenza, il singhiozzo.
  • sensazione di freddo: ad esempio, spogliarlo per cambiare il pannolino o per fare il bagnetto può infreddolirlo e far comparire il singhiozzo.
  • biberon che si raffredda: il motivo è lo stesso del punto precedente. Mantenere il latte a temperatura costante è importante. Se la poppata si protrae a lungo, un’idea è quella di aggiungere al latte un po’ di acqua calda.
  • crisi di pianto prolungate: fanno ingurgitare molta aria.

In genere, il singhiozzo nei neonati passa nel giro di pochissimo tempo, ovvero qualche minuto. Se pensate che il bambino sia infastidito sappiate che solitamente non è così. Solo se dura a lungo, il piccolo può mostrare segnali di insofferenza. In realtà, un singhiozzo molto prolungato nel tempo potrebbe essere la spia di qualcosa che non va. Se va avanti interrottamente per molte ore è il caso di parlarne con il pediatra: potrebbe trattarsi di reflusso gastroesofageo.

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Come far passare il singhiozzo nei neonati? I “rimedi della nonna” o derivati dalla “saggezza” popolare, qui la fanno da padrone. Il fatto che si tentino da sempre, con risultati talvolta efficaci, non significa che vadano applicati ai nostri piccoletti. Tutt’altro! In alcuni casi, vanno proprio scoraggiati. Ma andiamo con ordine.

Cosa fare

  • fare in modo che il bambino non ingurgiti molta aria durante la poppata: ciò significa, ad esempio, che non dovrebbe arrivare affamatissimo al pasto. Vero è però che alcuni sono sempre e comunque voraci. Oltre al corretto attacco al seno o al biberon, cercate di interrompere la suzione per fargli fare un ruttino a metà poppata.
  • Farlo deglutire: se il singhiozzo compare in un momento in cui il piccolo non sta mangiando, si può provare ad attaccarlo al seno. Basterà una ciucciatina per mandare via il singhiozzo. Per i bimbi allattati artificialmente si può dare un cucchiaino di acqua tiepida (non col biberon altrimenti rischia di passare ancora più aria).
  • Se il bambino prende il ciuccio, glielo si può offrire: deglutendo, dovrebbe passare tutto.
  • Cercare di farlo starnutire: il movimento provocato dallo starnuto è simile alla deglutizione, quindi potrebbe essere la soluzione. Provate a solleticare il piccino sotto il naso.

Cosa non fare 

Come detto sopra, lasciate perdere alcuni rimedi fai da te per far passare il singhiozzo nei neonati: possono essere controproducenti, oltre che far male al piccolo. Ne citiamo due su tutti:

  • non tappare il naso al bambino: in teoria, non consentendo il passaggio di aria, il singhiozzo dovrebbe andar via e infatti è un metodo spesso utilizzato dagli adulti che ne traggono anche un certo beneficio. L’unica cosa che si ottiene con un neonato è confonderlo e innervosirlo.
  • non somministrare succo di limone: questo è un tipico rimedio che le nostre mamme e le nostre suocere, “armate” di cucchiaino in mano, suggeriscono al primo “hic” di nostro figlio: “Ma sì! Cosa vuoi che facciano due gocce!“. Quello che – con dolcezza e pazienza – dovremmo spiegare loro è che il limone è troppo acido per i neonati e che, inoltre, può anche essere allergizzante. Di sicuro meglio un po’ di singhiozzo in più.
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