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Sindrome premestruale
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È sicuramente capitato a moltissime donne in età fertile di sperimentare, durante il loro ciclo, quella fastidiosa sensazione di malessere generale nei giorni immediatamente precedenti l’inizio delle mestruazioni; infatti, i sintomi della sindrome premestruale possono interessare fino all’80% delle donne fertili. Vediamo più in dettaglio.

Cos’è la sindrome premestruale

La sindrome premestruale è una condizione a carattere fisico e psicologico che si manifesta con una serie di sintomi ricorrenti e riportati da tutte le donne che la vivono. Questi sintomi, che andremo a vedere più avanti, si manifestano in un momento ben preciso del ciclo mestruale, ovvero durante la fase luteale (il periodo compreso fra l’ovulazione e l’inizio della mestruazione).

La sindrome premestruale è stata riconosciuta e descritta dalla comunità scientifica nel 1994, con menzione nel DSM-IV (Manuale Diagnostico-Statistico dei Disturbi Mentali) quando accompagnata da disturbi disforici, ovvero alterazione grave dell’umore che influisce negativamente sulla quotidianità di chi ne è affetto.

Cause della sindrome premestruale

Non sono ancora note le cause certe della sindrome premestruale; esistono, tuttavia, diverse ipotesi su cosa ci sia alla base del problema. Fra le ipotesi più condivise riportiamo:

  • fattori di tipo ormonale: un’alterazione dell’equilibrio fra estrogeni e progesterone potrebbe scatenare i sintomi della sindrome premestruale;
  • una disfunzione della tiroide, nella fattispecie una condizione di ipotiroidismo potrebbe influire sul manifestarsi della sindrome premestruale;
  • uno squilibrio idro-salino dovuto a un difetto o un eccesso di alcuni ormoni responsabili del bilanciamento elettrolitico (progesterone, prolattina, aldosterone);
  • una carenza di vitamina B;
  • un regime di ipoglicemia di natura ormonale;
  • fattori di tipo psicosomatico.

Sintomi della sindrome premestruale

La sintomatologia correlata alla sindrome premestruale è molto variegata; variabile è anche l’intensità dei disturbi. Per maggiore chiarezza suddivideremo i sintomi della sindrome premestruale in due tipologie: fisici ed emotivo-psicologici.

I sintomi fisici che le donne possono avvertire durante la sindrome premestruale sono:

  • tensione alle mammelle;
  • cefalea;
  • dolori articolari e/o muscolari;
  • gonfiore addominale accompagnato da costipazione;
  • acne;
  • aumento di peso dovuto a ritenzione idrica;
  • stanchezza generalizzata.

I sintomi emotivo-psicologici che è possibile accusare durante la sindrome premestruale sono:

  • sbalzi d’umore con irritabilità e tendenza alla depressione;
  • problemi di sonno;
  • ansia generalizzata;
  • attacchi di fame;
  • scarsa capacità di concentrazione;
  • calo del desiderio sessuale;
  • crisi di pianto.

Quando inizia la sindrome premestruale

Come abbiamo accennato, la sindrome premestruale è solita manifestarsi in un momento preciso del ciclo: è infatti tipica della fase luteale, cioè da 7 a 5 giorni prima l’arrivo delle mestruazioni, per poi andare ad attenuarsi fino a scomparire del tutto entro le 24 ore dalla comparsa della fase mestruale.

Quanto dura?

Questo sgradevole insieme di sintomi fisici ed emotivo-psicologici che abbiamo descritto e che può rendere davvero faticosa la vita della donna che ne è affetta, generalmente ha una durata che può variare da 4 a 7 giorni: ovviamente l’intensità con la quale tali sintomi vengono avvertiti cambia da persona a persona, così come non è detto che ci siano tutti.

Cosa prendere per la sindrome premestruale

In base all’intensità e al tipo di sintomatologia provata dalla donna che soffre di sindrome premestruale, andiamo a descrivere alcuni trattamenti finalizzati ad alleviarne gli effetti negativi; suddivideremo i trattamenti in non farmacologici e farmacologici.

Il trattamento non farmacologico, verso il quale si tende a indirizzare più spesso possibile la donna a meno che i sintomi avvertiti non siano invalidanti, prevede l’adozione di uno stile di vita sano, ovvero:

  • dieta equilibrata (che analizzeremo meglio tra poco);
  • tecniche di rilassamento;
  • yoga;
  • esercizio fisico regolare;
  • terapia fisico-comportamentale.

Il trattamento farmacologico, necessario in caso di sindrome premestruale seria, deve ovviamente essere prescritto e monitorato dal proprio medico curante; è bene ricordare che tali terapie aiutano a tenere sotto controllo i sintomi più importanti della sindrome premestruale e che c’è una forte componente soggettiva per quanto riguarda i disturbi e la loro intensità, per cui il trattamento farmacologico non è unico e valido per tutte.

Fra i rimedi farmacologici utilizzati per la sindrome premestruale troviamo:

  • FANS, ovvero farmaci antinfiammatori non steroidei (ne è un esempio noto l’ibuprofene): indicati per il controllo del dolore alle articolazioni, alla schiena e per la cefalea;
  • inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI), volti a controllare i sintomi emotivo-psicologici più intensi;
  • contraccettivi orali come progesterone e progestinici, per favorire l’equilibrio ormonale;
  • diuretici, utilizzati per contrastare uno stato severo di ritenzione idrica;
  • integratori alimentari a base di calcio, magnesio, vitamine B6 ed E.

Dieta e sindrome premestruale

Abbiamo già menzionato l’importanza di una dieta sana in un quadro di sindrome premestruale; alcuni nutrienti, infatti, aiutano a mitigare i sintomi più fastidiosi di questa condizione che affligge moltissime donne in età fertile.

Non solo: una dieta equilibrata vi eviterà un possibile aumento di peso, dovuto agli attacchi di fame tipici della sindrome premestruale, accompagnati da un rallentamento del metabolismo.

Fra gli alimenti più indicati per integrare i nutrienti necessari durante la sindrome premestruale, segnaliamo:

  • latte e latticini;
  • mandorle;
  • verdure a foglia verde.

I cibi appena elencati sono importanti fonti di calcio.

  • Frutta secca;
  • cereali integrali;
  • verdure a foglia verde.

Tutti forniscono un apporto di magnesio.

  • Carote;
  • fagioli;
  • pesce azzurro;
  • patate;
  • spinaci;
  • latte e derivati;
  • cereali.

Infine, gli alimenti sopra citati contribuiscono all’apporto di vitamina B6.

Fra i cibi e le bevande da evitare o comunque ridurre durante la sindrome premestruale è bene menzionare il caffè e gli zuccheri: ai dolci, infatti, andrebbero preferiti i carboidrati complessi per la quantità di zucchero necessaria all’organismo.

Le informazioni pubblicate in questo articolo non si sostituiscono al parere del medico. Ti invitiamo a consultarlo in caso di dubbi o necessità.