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bambino fa il controllo della gola
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Soprattutto durante il periodo invernale è un vero e proprio incubo per le mamme: il mal di gola. È tra i sintomi più frequenti nei bambini (ma anche negli adulti) che hanno un’infezione delle alte vie respiratorie. E può dare molto fastidio. Nella maggioranza dei casi il mal di gola ha origine virale e non richiede nessun trattamento particolare (se non rimedi per alleviare il bruciore o la difficoltà a deglutire), ma in altri casi la causa è batterica. Tipica ad esempio e da non sottovalutare è l’infezione da streptococco.

Esistono vari tipi di streptococco, molti dei quali non provocano malattie. In alcuni casi, tuttavia, possono causare faringotonsilliti, otiti, meningiti, polmoniti, infezioni generalizzate ed endocarditi (infezioni della cavità interne o delle valvole del cuore). Anche la scarlattina, la malattia reumatica e un’infiammazione del rene (glomerulonefrite) sono causate dallo streptococco.

Quando c’è mal di gola, il dolore è il tipico segno dell’infiammazione che può coinvolgere la faringe (e quindi si ha faringite) o anche le tonsille (faringotonsillite). Nelle forme virali ci possono essere altri sintomi tipici, come raffreddore, tosse, congiuntivite. Le tonsille possono aumentare di volume, essere arrossate e ricoperte da un materiale biancastro. Sono quelle che comunemente chiamiamo “placche”, causate dalla reazione del sistema immunitario all’infezione e che fanno scattare il campanello d’allarme: immediatamente il pensiero corre all’antibiotico.

Eppure le placche non sono sinonimo di streptococco e possono comparire anche in occasione di infezioni virali come, ad esempio, la mononucleosi. Per questo se ci sono placche sulle tonsille non bisogna mai iniziare la terapia antibiotica senza prima aver verificato la presenza dello streptococco con un tampone. Quest’ultimo è un semplice prelievo della mucosa, che viene fatto toccando la bocca e la gola (in particolare le tonsille) con una specie di lungo cotton fioc. Spesso i pediatri hanno un apparecchio per fare il tampone direttamente in ambulatorio, in modo da essere sicuri di prescrivere la terapia più corretta.

C’è da dire infatti che il facile ricorso agli antibiotici provoca un fenomeno molto serio: l’antibioticoresistenza. Che significa che, visto il largo uso di questi farmaci, i batteri si sono “abituati” e quindi non vengono debellati facilmente. Ecco perché gli antibiotici vanno dati solo quando è veramente necessario, ad esempio in caso di streptococco.

Le uniche faringotonsilliti che richiedono un trattamento antibiotico sono quelle di origine batterica, causate dallo streptococco beta emolitico di gruppo A (SBEGA).  L’antibiotico di scelta è sempre l’amoxicillina, da somministrarsi per bocca per 10 giorni. La terapia antibiotica deve iniziare entro 9 giorni da quando compare il mal di gola, ma non prima di aver eseguito il tampone faringeo. La terapia può abbreviare e attenuare il mal di gola, ma ha in primis lo scopo di prevenire le complicanze. Lo streptococco infatti può avere conseguenze importanti, che non vanno prese sottogamba.

Una di queste è la malattia reumatica, una patologia infiammatoria acuta che si manifesta dopo un’infezione da streptococco SBEGA. In genere, si presenta con febbre, dolori e gonfiori articolari. Può interessare anche il cuore, colpendo tipicamente le valvole cardiache (mitralica e aortica) e il sistema nervoso centrale, causando movimenti involontari soprattutto degli arti. Viene riscontrata con maggiore frequenza fra i 5 e i 15 anni, mentre è molto rara al di sotto dei 4 anni. In questo caso, oltre all’antibiotico, vengono somministrati antinfiammatori e cortisonici.

Le infezioni da streptococco sono associate anche alle “Pandas”, acronimo inglese con cui si identificano i disordini neuropsichiatrici autoimmuni associati. Questi rari disordini riguardano l’età pediatrica, in genere tra i 2 e i 12 anni, si manifestano con tic o altri comportamenti compulsivi, esordio improvviso e acuto dopo un’infezione da streptococco SBEGA (per esempio una tonsillite o una scarlattina), periodi di remissione e anomalie neurologiche come iperattività motoria o movimenti involontari. Attenzione però: non c’è assoluta certezza che l’infezione da streptococco sia l’unica causa, o comunque la principale, alla base di questo tipo di disordine.

Le informazioni pubblicate in questo articolo non si sostituiscono al parere del medico. Ti invitiamo a consultarlo in caso di dubbi o necessità.