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iMamma - L'app per i genitori
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L'app per i genitori

Liberiamoci per un attimo dalle seccature quotidiane. Dimentichiamo il traffico, il lavoro, la biancheria da stendere, la spesa da fare… Lasciamo andare la nostra immaginazione e pensiamo a cosa potrebbe scrivere ai suoi genitori un bambino che ha appena compiuto un anno. Secondo noi, la chiosa della lettera suonerebbe più o meno così:

Dopo la mia prima candelina ce ne saranno ancora tante altre e io so che sarete sempre con me. L’avventura è appena iniziata! Questo primo anno sono stato tanto attaccato a voi e piano piano crescerò ancora. Un giorno mi guarderete spiccare il volo da solo e mi accompagnerete da lontano. Ma è ancora troppo presto: ci aspettano tantissime cose da fare insieme. Io imparerò ogni giorno da voi, che siete i miei modelli. Ma se continuerete a guardarmi con gli stessi occhi innamorati, anche voi imparerete da me: ogni istante della mia esistenza vi insegnerò che l’amore di un figlio verso i suoi genitori (e viceversa) è eterno e può solamente rafforzarsi. Grazie per il dono che mi avete fatto, quello della vita. Non esiste nulla di più prezioso. Grazie per quello che fate per me. Grazie per essere i miei più grandi maestri. Vi amo!”.

Il primo compleanno è un traguardo importante. In quei 365 giorni c’è un mare di scoperte, di meraviglia, di lacrime e di sorrisi, di crescita e di latte, di pannolini da cambiare e di mal di pancia da calmare. È un anno denso di eventi che apre la strada ad un periodo altrettanto ricco. Le fasi dello sviluppo del bambino fino ad un anno e mezzo di età sono ancora piuttosto veloci, ma servono anche a solidificare le competenze acquisite fin qui (come camminare o prendere gli oggetti con le mani) e ad apprenderne di nuove (ad esempio farsi capire o eseguire piccoli compiti).

In questo contesto, il gioco svolge un ruolo fondamentale: non è solo puro divertimento, ma è una potente spinta alla crescita. La scelta di cosa proporre ai nostri figli quindi non può essere casuale o dettata dalle mode del momento.

Fasi dello sviluppo del bambino da 13 a 18 mesi

Partiamo da una premessa da tenere bene a mente: non esistono tappe prestabilite e valide per tutti i bambini. Molto semplicemente ci sono cose che un bimbo di una certa età dovrebbe saper fare, ma ogni creatura è diversa dalle altre e, soprattutto, ha tempi differenti dagli altri. Ecco perché i paragoni con i cuginetti, i vicini di casa o i nipoti non andrebbero mai fatti: non fanno altro che far venire l’ansia alle mamme (che di pensieri in genere ne hanno già abbastanza). Detto questo, facciamo un veloce excursus di alcuni aspetti della crescita tra 13 e 18 mesi.

  • Peso. Solitamente i maschi sono un po’ più “in carne” delle femminucce (ma anche questa non è una regola: ci sono anche bimbi molto mingherlini e bimbe decisamente paffutelle). A 18 mesi, il peso delle femmine potrebbe variare da 9 a 12,7 kg, mentre quello dei maschi da 9,6 a 13,6 kg.
  • Altezza. La differenza di genere vale anche in questo caso. La statura delle femmine di un anno e mezzo potrebbe oscillare tra 76 e 86 cm, mentre quella dei coetanei maschi tra 78 e 88 cm.
  • Denti. Sappiamo che è variabile anche il “calendario” della dentizione. A 18 mesi potrebbero essere già spuntati 4 incisivi superiori, 4 incisivi inferiori e 4 premolari.

Passiamo allo sviluppo motorio del bambino. Intorno ai 12 mesi la maggior parte dei bimbi comincia a muovere i primi passi. C’è chi parte subito “a razzo” e chi è più prudente e ci impiega un po’ più di tempo. Entro i 18 mesi tutti però dovrebbero essere in grado di camminare bene: il pediatra si renderà conto di qualche eventuale ritardo.

Progressivamente l’alimentazione diventa sempre più uguale a quella degli adulti. Dopo l’anno si possono inserire alimenti o bevande che in precedenza erano sconsigliati, come miele, latte vaccino, sale. Il bambino consuma i pasti con i genitori e per noi mamme, sempre indaffarate, è un sollievo sapere di non dover preparare 100 pietanze diverse per assecondare le esigenze di tutti!

Dal punto di vista dello sviluppo cognitivo del bambino, in questo periodo vi sorprenderete per la quantità di cose che vostro figlio sarà capace di fare. Man mano che diventa grande vi accorgerete due avere una versione in miniatura di voi genitori. Siete i suoi modelli. Prendetela come una favolosa occasione di crescita per tutti.

Sviluppo del bambino a 13-14 mesi

A questa età lo sviluppo motorio del bambino è in fase di completamento. Ci sono bimbi che si sono già lanciati e camminano, anche se magari hanno bisogno di un appoggio o che qualcuno gli tenga la manina, e altri che preferiscono gattonare più comodamente. Altri ancora – quelli più “spericolati” – già provano a salire e scendere gli scalini. Dipende molto anche dall’indole e dall’intraprendenza di ciascuno.

Che sia in piedi o strisciando sul sederino, continua la fase del “piccolo esploratore” casalingo. La casa va ripensata e riorganizzata proprio su questa esigenza: il bambino deve essere lasciato quanto più possibile libero di andare in giro, ma senza correre rischi. Attenzione a tutto quello che può costituire un potenziale pericolo: spigoli, prese elettriche, detersivi, soprammobili, giocattoli con pezzi piccoli o che si staccano, e così via.

Dal punto di vista dello sviluppo cognitivo del bambino, a 13-14 mesi dice ancora poche parole (poco più dei classici “mamma” e “papà”), ma ricordate che capisce molto di più di quanto si esprime. Come stimolarlo? Leggendogli tanti libri, parlandogli e coinvolgendolo in qualsiasi attività. Un esempio pratico. Se dovete preparare il pranzo, mettetelo nel seggiolone accanto a voi e, mentre cucinate, spiegategli tutto quello che fate. Presto comincerà ad imitarvi e vorrà a suo modo aiutarvi.

La sua manualità migliora di giorno in giorno. Manipola tranquillamente gli oggetti, li passa da una mano all’altra, afferra anche cose piccine, tenendole tra pollice e indice, e anche quelle più grandi, usando entrare le mani.

Sviluppo del bambino a 15-16 mesi

A tutta birra! Qui non ci si ferma mai! Dove c’è un bambino di 15-16 mesi, c’è tanto tanto movimento! Certo, può esserci ancora qualcuno che è rimasto un pochino indietro, ma ormai manca proprio poco al via. Chi ha già cominciato a camminare è decisamente più sicuro e iniziano anche le scoperte… azzardate. Un divano, un letto, una sedia o (aiuto!) una libreria sono meravigliose “montagne” da scalare!

La parola d’ordine per i genitori è tenere gli occhi ben aperti. Va benissimo stimolare l’indipendenza e l’autonomia, ma senza trascurare la sicurezza. Ovviamente un ruzzolone o un bernoccolo sono inevitabili “incidenti di percorso” che passano con una dose extra di bacini. L’equilibrio sta nettamente migliorando, ma non è ancora perfetto.

Per quanto riguarda il linguaggio, forse avete l’impressione che l’evoluzione sia rallentata. Effettivamente durante il primo anno è abbastanza veloce e scandita da vari passaggi: prima i gorgheggi nella culla, poi la lallazione e infine le prime parole. E ora? Ora è il momento di un vocabolario nuovo, inventato dal bimbo che si diverte a sperimentare e mettere insieme coppie di sillabe. Cosa viene fuori? A noi sembra una lingua inesistente, per lui è una parola a tutti gli effetti con un significato ben preciso. Imparerete a “tradurre”.

Lo sviluppo cognitivo di un bambino di 15 mesi è sorprendente. Anche se non dice molto, capisce moltissimo e conosce tante parole, più di quelle che immaginate. Lo dimostra il fatto che se gli dite “prendi l’orsetto” o “dammi il ciuccio” lo fa senza esitazione. Quando succede, elogiatelo e incoraggiatelo a farlo di nuovo. La sua autostima ne beneficerà.

Le capacità manuali sono sempre più raffinate e precise. Adesso ama le costruzioni (e si arrabbia quando crollano le torri), i travasi, le canzoni, i giochi in cui qualcosa (o qualcuno) scompare e riappare oppure quelli in cui la stessa azione si ripete più volte.

Sviluppo del bambino a 17-18 mesi

Ci avviciniamo al “giro di boa” dell’anno e mezzo di vita. Com’è passato in fretta il tempo, vero? Sembra ieri che guardavate rapiti quel fagottino roseo e profumato e osservavate con stupore lo sviluppo del neonato, e ora vi trovate un giovanotto o una signorinella che scorrazzano in giro per casa. Eh sì: ormai lo sviluppo psicomotorio del bambino è speditissimo. I piccoli hanno più fiducia in se stessi e sono molto più consapevoli di quello che fanno. A dispetto dei “pericoli” che possono annidarsi tra le mura domestiche (sempre all’erta, mamme!).

Dal punto di vista delle competenze personali, in questo periodo il bambino rafforza ciò che ha imparato finora. La sua grandissima curiosità verso tutto ciò che lo circonda fa sì che sia sempre impegnato a fare qualcosa, che sia camminare ed esplorare, imitare i grandi o perdersi in qualche gioco.

Vi sembra che ancora non parli e che lo sviluppo cognitivo del bambino sia “in ritardo”? Fate caso al linguaggio non verbale, che invece è ad un livello molto elevato: il vostro bambino è in grado di farvi capire un sacco di cose. Ha sete e c’è una bottiglia sul tavolo? Comincerà ad indicarla facendo dei versi. È stanco? Piange disperato e si stropiccia gli occhi. Vuole essere coccolato? Vi guarda sorridendo (o lamentandosi) e apre le braccia. Insomma, sa bene ciò che desidera e soprattutto come ottenerlo.

Conosce molte parole, ma ancora non le dice. Sa eseguire due compiti che gli assegnate, ad esempio “posa la macchina sul divano e prendi il pupazzo”. È il segnale che in corso c’è una importante maturazione. Il linguaggio si può stimolare anche con la lettura oppure mentre si gioca, chiamando gli oggetti con il loro nome preciso.

Con le sue manine compie molte attività, alcune anche complesse. Tra le sue preferite c’è quella di inserire ed estrarre oggetti da altri oggetti. La manualità si esprime anche a tavola: il bimbo prova a usare le posate come i suoi genitori (vi imita tantissimo), ma quando non vi riesce ci sono le mani pronte a supportarlo!