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Il vomito e la diarrea nei bambini sono disturbi piuttosto comuni e capaci di mandare in tilt anche i genitori più esperti e preparati. Nella maggioranza dei casi, all’origine ci sono dei virus, molto spesso “beccati” a scuola: in alcuni periodi dell’anno, le classi vengono “decimate” da queste forme virali. Che sono antipatiche e debilitanti, ma fortunatamente passano in fretta. I farmaci non sempre servono per la gastroenterite, ma è molto importante che i piccoli non si disidratino: il rischio è quello di finire in ospedale. Poco importa dunque se per un paio di giorni il vostro bambino mangia poco o nulla, ma non deve assolutamente restare senza liquidi, da assumere con regolarità e a piccoli sorsi.
Vediamo come affrontare vomito e diarrea con Alberto Giovanni Ugazio, responsabile dell’Istituto per la salute del bambino dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Prof. Alberto G. Ugazio

Prof. Alberto G. Ugazio

    Professor Ugazio, iniziamo facendo un po' di chiarezza sulle varie forme di “mal di pancia” che possono colpire un piccolo...

    “Con l'enterite il bambino ha la diarrea, anche con dolori. La gastroenterite invece è un'infezione all'intestino e allo stomaco e si presenta con vomito e diarrea. La febbre può comparire in entrambi i casi se sono di tipo infettivo, ma non sempre c'è. Quelle di gran lunga più frequenti nel nostro Paese sono le forme virali, soprattutto enteriti. Più del 90 per cento degli episodi che si registrano in Italia sono virali e si verificano in qualunque stagione dell'anno”.

    E quelle di tipo batterico?

    “Le forme batteriche sono sempre più rare. Si verificano più spesso in passato, quando le condizioni igienico-sanitarie erano peggiori. Sono più gravi di quelle virali e sono per lo più gastroenteriti. Poi c'è un altro tipo particolare, non particolarmente comune: le tossinfezioni alimentari. La causa sono i batteri, soprattutto lo stafilococco aureo. L'infezione è provocata dall'ingestione di numero elevato di batteri attraverso alimenti contaminati: i principali imputati sono gelati, creme, molluschi. La sintomatologia è molto grave: diarrea profusa, vomito ripetuto, febbre elevata, malessere generale. Bisogna avere molta prudenza e rispettare le elementari norme di igiene, come ad esempio pulire bene il frigorifero o coprire i cibi per evitare il contatto con le mosche”.

    Cosa fare in caso di vomito e/o diarrea?

    “La cosa che si teme è la disidratazione, per la perdita di acqua e di sali. Quindi, è importante l'idratazione dei piccoli con soluzioni idrosaline. In commercio ne esistono molti tipi, anche di gusto gradevole. Negli anni '50, il 10 per cento dei bambini colpiti moriva. Oggi non muore più nessuno: in passato non si conosceva la terapia. Se però vomito e diarrea sono molto intensi e il bambino non riesce a bere, bisogna recarsi in ospedale, dove verrà reidratato con delle flebo. C'è da sottolineare un altro aspetto. Sia che si tratti di enterite che di gastroenterite, l'antibiotico non ha nessun significato, anche se è una forma batterica. Queste infezioni passano senza prendere particolari farmaci”.

    Cosa pensa dei rimedi “casalinghi”, tipo sorseggiare della Coca Cola per tirarsi un po' su in caso di disturbi gastrointestinali?

    “Le bevande zuccherine non vanno assunte. Innanzitutto per il fatto che l'Italia è uno dei Paesi con i tassi più elevati di obesità e sovrappeso. In secondo luogo, gli zuccheri tipo il saccarosio non sono favorevoli perché aumentano la diarrea. Infine, la composizione elettrolitica di queste bevande è squilibrata e non adatta ad integrare la perdita degli elettroliti con vomito e diarrea”.

    Che ruolo possono giocare i probiotici?

    “Alcuni studi scientifici, ancora però non conclusi, dicono che il loro uso può essere utile nella fase di ripresa. Non servono per prevenire o curare i disturbi, ma nei bambini, in caso di diarrea, favoriscono un recupero più veloce”.

    La gastroenterite da rotavirus è una malattia ancora frequente e colpisce soprattutto i più piccini. In Italia, la vaccinazione è già stata inserita in alcuni calendari vaccinali regionali. Qual è il suo giudizio?

    “Il rotavirus è in tutto il mondo, non ha preferenze geografiche. Nel Terzo Mondo uccide ancora, da noi l'impatto è minore. Nel nuovo calendario vaccinale è compreso e dovrebbe quindi rientrare tra i Livelli essenziali di assistenza. Certamente è utile perché, anche se da noi non causa mortalità, provoca comunque una malattia spiacevole”.